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12/08/2011

Stranieri a scuola, Moretti: "Il fenomeno va regolato con il Piano territoriale scolastico e con le risorse che lo Stato invece ci toglie"

L’assessore all’istruzione Alessandra Moretti commenta le dichiarazioni del ministro Gelmini sul caso della scuola dell’infanzia di Montecchio Maggiore formata solo da stranieri: "Il fenomeno della presenza degli stranieri nelle nostre città, e di conseguenza nelle nostre scuole, non si affronta con provvedimenti tampone, né con proclami demagogici, ma con una politica che guarda al futuro, nell’ottica della multiculturalità, attraverso l’introduzione di misure condivise da tutti i soggetti interessati: Comune, Ufficio scolastico provinciale, scuola e famiglie".

"A Vicenza - prosegue l’assessore - con il Piano territoriale scolastico avviato nel 2009 e assunto come modello di riferimento dallo stesso ministro Gelmini - siamo stati i primi ad affrontare con questo metodo il problema, con l’obiettivo di garantire pari opportunità formative a tutti, dicendo no alle scuole ghetto. Da quest’anno vedremo nella loro interezza gli effetti positivi di questo patto di corresponsabilità: scuole dell’infanzia che ancora l’anno scorso presentavano una presenza di bambini stranieri che superava il 50 % registrano percentuali al di sotto del 35%. Ciò è evidente in particolare in zone ad alta residenzialità straniera, come San Lazzaro, Villaggio del Sole, San Pio X, dove anche i numeri della scuola primaria sono confortanti e dimostrano un progressivo riequilibrio tra alunni stranieri e italiani".

"Va ricordato tuttavia – aggiunge Moretti - come, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado, gli studenti stranieri siano per la maggioranza di seconda generazione, quindi nati in Italia e con alle spalle un progetto di inserimento scolastico consolidato. Non a caso, spesso, sono proprio gli stranieri a rappresentare nelle classi delle vere eccellenze, esempi di integrazione positiva e fruttuosa".

"Se, come dichiara la Gelmini, lo Stato intende intervenire a supporto del mondo della scuola anche rispetto a queste tematiche – è la conclusione dell’assessore di Vicenza - lo deve fare proprio e soprattutto assicurando, attraverso le Regioni, le risorse indispensabili per consolidare progetti educativi e di sostegno all’integrazione e per consentire l’effettivo riequilibrio delle situazioni più critiche. Penso ad esempio ai fondi per il trasporto scolastico da una scuola all’altra, per la presenza di mediatori culturali oggi interamente a carico del Comune, per i programmi di insegnamento dell’italiano agli stranieri le cui risorse sono ormai ridotte all’osso. Questo non è più il tempo dei proclami demagogici, ma delle scelte coraggiose che prendano atto che la nostra società è cambiata".

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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