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23/05/2011

Vicenza Jazz 2011 tira le somme, bilanci e numeri di un festival importante. Ora si pensa già alla “Fiera dell'Est”

Chiusosi con il concerto-epilogo di Joshua Redman ai Chiostri di S. Corona, dopo qualche giorno di decantazione e prima di esser posto in archivio, “New Conversations - Vicenza Jazz 2011” tira i primi bilanci per poter guardare avanti e proiettarsi al 2012.
E non vi è dubbio che la XVI edizione del festival vicentino, nata fra le difficoltà economiche della congiuntura finanziaria nazionale ma risoltasi organizzativamente in una sorta di coproduzione fra assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, Gruppo Aim e Trivellato Mercedes Benz in collaborazione con il Panic JazzClub, è ora da ricordarsi come una fra le più riuscite dell’oramai lunga storia del jazz a Vicenza.
Numeri alti davvero hanno infatti segnato l’andamento della manifestazione, in un periodo che, in ambito nazionale, lo spettacolo dal vivo è al contrario spesso caratterizzato dalle lamentele degli organizzatori, abbandonati dal pubblico oltre che dalle sovvenzioni pubbliche e private.
Ripartendo dai primi di maggio, dopo il concerto-prologo di Capossela (con sostanziale pienone al Comunale), si sono avuti: 8 concerti a pagamento, fra Teatro Olimpico e Teatro Comunale, con oltre 3.000 presenze per un incasso lordo di oltre 50.000 euro; 10 concerti a pagamento al Panic Jazz Café Trivellato, ai Chiostri di S. Corona, con circa 4.000 presenze, per un incasso di oltre 20.000 euro; un concerto gratuito in Piazza dei Signori (Roy Paci, il 7 maggio), per circa 5.000 presenze; una domenica (8 maggio) piena di eventi in centro storico, seguiti da migliaia di persone; 7 eventi a ingresso gratuito in varie sedi storiche della città fra chiese e palazzi (con pienoni alla Chiesa di S. Giuliano e in tutti i pomeriggi alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari); 60 concertini nei bar e nei locali della città, tutti affollati da migliaia di persone.
Nella prima metà di maggio, la città ha ospitato moltissimi turisti, il sito del festival è stato visitato da circa 1.200 utenti giornalieri e di Vicenza e Vicenza Jazz hanno detto e scritto moltissime testate. Fra le tante: mensili come Musica Jazz, Jazzit, Il Giornale della Musica, XL (La Repubblica), Buscadero, Classic Voice, In Sound, Playboy, Campus, Gentleman, Bell’Italia, Caravan e Camper, Jam, Music Club; settimanali nazionali come Il Venerdì di Repubblica, Io Donna (Corriere Della Sera), Alias (Il Manifesto), Il Sole 24 Ore – Nordest, L’Espresso, Panorama, Oggi, Famiglia Cristiana, Intimità, Left/Avvenimenti, Vero, Vip; tutti i quotidiani veneti e molti quotidiani nazionali; tutte le testate di Radio Rai (1, 2 e 3), molte radio regionali e nazionali e più volte il TG 3 sia regionale che nazionale.
Non può che esser dunque felice l’assessore Francesca Lazzari: “Certo, felicissima, specie se considero le infinite difficoltà che sembravano rincorrerci fino a qualche mese fa, a causa delle quali siamo anche partiti un po’ in ritardo. Ma subito mi sono resa conto che c’era una bella aria, fin dalle risposte di tutti coloro che volevano lavorare a questo festival, vicino al pool costituito dal Comune, Aim e Trivellato Mercedes con il Panic. Abbiamo raccolto non solo sponsor di varia e nuova provenienza, ma anche collaborazioni importantissime: da Confindustria a Confcommercio, dalle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari al Conservatorio Pedrollo, Viart, la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, l’Orchestra del Teatro Olimpico e le mille altre presenze (dai gestori dei locali agli infiniti appassionati) che a vario titolo hanno reso davvero di tutti questo festival, perché il festival fosse quel che io stessa e tutta l’amministrazione comunale volevamo: un patrimonio della città”.
Musica di qualità e senza confini, suonata, ascoltata, vista, letta, vissuta che, nello spirito del jazz, è uscita dai luoghi deputati per incontrare la gente ovunque. Ne è stato un esempio concreto il Jazz Café Trivellato creato con il Panic JazzClub ai Chiostri del Museo di Santa Corona. “L’idea del jazz café a S. Corona – dice Luca Trivellato – è stata nuova e vincente e l’abbiamo costruita con Anna e Luca Berton del Panic che ci hanno creduto dall’inizio. E, ora lo possiamo dire, ci hanno creduto centinaia e centinaia di appassionati, non solo di jazz. Ma il successo di questa edizione è dovuto ancora una volta e prima di tutto alle idee di Riccardo Brazzale che, di nuovo, è riuscito a tirar fuori dal cilindro una programmazione che, più di altre stagioni, ha veramente avuto solo consensi. E più di altre volte, alla fine del festival, con Francesca Lazzari abbiamo di nuovo entusiasmo e voglia di migliorare, di far meglio”.
Anche se, quando un’edizione va così bene, migliorare è davvero difficile. Quest’anno il festival ci ha portato principalmente a New York, motivo conduttore di tanti incontri musicali e di contaminazioni care allo spirito del jazz. Ma già Vicenza Jazz guarda alla XVII edizione quando, nel maggio 2012, partiremo alla volta della Fiera dell’Est. “Sì, il titolo è “Alla Fiera dell’Est” ma - spiega il direttore artistico Riccardo Brazzale - il sottotitolo dice anche “Sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”, due personaggi che sono stati entrambi dei viaggiatori impareggiabili, viaggiatori del mondo ma anche della mente. Se i vicentini avranno voglia di viaggiare, continueremo a toglierci insieme delle belle soddisfazioni. Ma non dimentichiamo che questo è stato un anno bellissimo perché potevamo viaggiare su una macchina organizzativa che non teme le difficoltà: se, come insegna Luca Trivellato, facciamo i tagliandi regolarmente e le diamo del buon carburante, potremo andare lontano. E io ho già in mente il 2013”.

 

 

 

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