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13/05/2011

Vicenza Jazz- I concerti del 14 maggio, ultima serata: Paolo Fresu al Teatro Olimpico Odwalla all'Astra, Dajaloo al Panic Jazz Cafè Trivellato

Con i numerosi e rilevanti appuntamenti di sabato 14 maggio, giunge al termine la sedicesima edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, che sarà ricordata come una delle più frequentate dal pubblico, sia locale che proveniente da fuori regione.
Per questa sua ultime serata (al Teatro Olimpico, inizio ore 21) il festival gioca una delle sue carte migliori, il progetto “Mistico Mediterraneo” del trombettista Paolo Fresu, che darà vita a musiche di bellezza ancestrale assieme a Daniele di Bonaventura (bandoneon) e al Coro A Filetta, proveniente dalla Corsica. Per il concerto di Fresu, i cui posti sono andati tutti esauriti in prevendita, è attiva una lista d’attesa per eventuali biglietti restituiti la sera del concerto.
Il Panic Jazz Cafè Trivellato continuerà la sua notevole programmazione ai Chiostri di Santa Corona (ore 22), con i Dajaloo, formazione nella quale un gruppo di percussionisti senegalesi si incrocia con il meglio del jazz italiano: Pietro Tonolo (sassofoni), Giampaolo Casati (tromba, cornetta), Roberto Rossi (trombone, conchiglie), Giancarlo Bianchetti (chitarra), Dudu Kouate, Naby Camara, Alex Bottoni, Moulaye Niang (percussioni).
Due concerti di livello animeranno il pomeriggio vicentino: il gruppo di percussionisti e danzatori Odwalla sarà al Teatro Astra (ore 17), mentre alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (ore 18) ci sarà una performance multimediale per opera di Enrico Intra (pianoforte), Gulio Visibelli (sax) e Pino Ninfa (fotografie).
La giornata sarà poi completata dai concerti del Jazz Ensemble del Conservatorio (ore 17 al Conservatorio “A. Pedrollo”) e del Tin Pan Alley Trio (ore 23, Loggetta del Giardino del Teatro Olimpico).
Non va poi dimenticato che quella di sabato 14 sarà la Notte dei Musei, con un’apertura straordinaria dei musei cittadini dalle ore 21 alle 24: Pinacoteca di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico di S. Corona, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, Museo Diocesano.
New Conversations – Vicenza Jazz 2011 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza, Trivellato Mercedes Benz e con l’associazione Panic JazzClub, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Confcommercio Vicenza, Confindustria Vicenza e molti altri sponsor.

Paolo Fresu non ha certo bisogno di presentazioni, come pure la sua propensione a incrociare la propria cultura jazzistica con i suoni della tradizione mediterranea. Più volte era toccato alle musiche della terra d’origine di Fresu, la Sardegna, omaggiata nei progetti “Sonos ’e memoria” ed “Ethnografie”. Ora, con un leggero spostamento sulle acque del Mediterraneo e accompagnata dal bandoneon di Daniele di Bonaventura, la sensibilità musicale di Fresu approda in Corsica, dove incontra il coro A Filetta. Da qui nasce “Mistico Mediterraneo”, che dopo sporadiche apparizioni dal vivo è finalmente giunto da poco su disco, immortalato dalla ECM.
Per quanto geograficamente vicina alla terra di Fresu, la Corsica ha una tradizione vocale tutta sua. La polifonia còrsa sembra come scavata dall’interno dal delicato ma incessante lavoro di una vena carsica: un’espressività assai diversa rispetto a quella dei tenores sardi, le cui linee paiono invece sbalzate a colpi di scalpello. Nelle fini screziature della vocalità còrsa, le emozioni lievitano progressivamente, in volute ipnotiche e suadenti: risulta difficile immaginare un contesto più ideale per l’inserimento del personale lirismo della tromba di Fresu.
Fresu è tra i musicisti italiani che godono di più ampio seguito a livello internazionale: ha inciso dischi, oltre trecentocinquanta in tutto, per etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche. Nato a Berchidda nel 1961, inizia a suonare a undici anni nella banda del paese natale. Dopo un breve periodo di apprendistato nella musica leggera scopre il jazz e, nel 1982, complice il maestro Bruno Tommaso, inizia a suonare e registrare in Rai. In trent’anni di carriera ha suonato in ogni continente e ha incrociato molti nomi di primo piano, da Franco D'Andrea a Enrico Rava, e ancora Aldo Romano, Kenny Wheeler, Gerry Mulligan, Dave Liebman, Dave Holland, Richard Galliano, Trilok Gurtu, Carla Bley tra gli stranieri.
Da sempre interessato alla musica e alla cultura africana, il sassofonista veneziano Pietro Tonolo ha concretizzato questa passione nel progetto Dajaloo, nel quale quattro musicisti italiani si incontrano con un gruppo di percussionisti senegalesi.

Pietro Tonolo è uno dei jazzisti italiani che godono della più alta considerazione presso i colleghi d’oltreoceano. Ha collaborato con i principali colleghi italiani (Franco D’Andrea, Massimo Urbani, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Roberto Gatto), europei (Aldo Romano, Tony Oxley, Henri Texier) e statunitensi (Lee Konitz, Steve Lacy, Joe Lovano, Joe Chambers, Gil Goldstein, Steve Swallow, Paul Motian).
Il rapporto fra suono e immagine viene sviluppato nell’incontro tra il pianista Enrico Intra e il fotografo Pino Ninfa.
Intra interagirà con dodici serie fotografiche (alcune spettacolari e astratte, realizzate nel corno d’Africa), creando per ognuna un agglomerato musicale: situazioni sonore che coniugano le scelte timbriche con il dinamismo dei percorsi suggeriti dalla sequenza delle immagini.
Animatore instancabile della scena musicale italiana, Enrico Intra, classe 1935, è un pianista raffinato e comunicativo, ma anche un compositore innovativo. Fortemente pervaso dall’amore per il blues, ma nutrito anche di cultura classica e contemporanea, è stato tra i primi in Italia a coniugare il jazz con la musica eurocolta. Storico è il suo sodalizio con Franco Cerri. Molti ricordano Intra anche come fondatore del Derby Club, che negli anni Sessanta fu un trampolino importante per molte stelle del cabaret italiano. Notevole anche la sua attività di direttore d’orchestra, in Rai e in particolare per il Festival di Sanremo, al quale ha partecipato alcune volte anche come autore di canzoni.
Fondata nel 1989 da Massimo Barbiero, Odwalla è una formazione di soli strumenti a percussione. Dotata di grande impatto sonoro e caratterizzata da una vasta gamma di strumenti impiegati, la band affronta qualsiasi forma musicale, dal jazz all'Africa, dalla danza alla musica contemporanea, mantenendo un equilibrio fra improvvisazione e scrittura. La formazione alterna momenti di maggior fragranza, anche melodica, ad autentiche esplosioni percussive durante le quali le due batterie, le percussioni etniche e gli attrezzi più disparati diventano letteralmente incandescenti.
Nel corso degli anni, Odwalla ha ospitato nelle sue file musicisti importanti come Mino Cinelu, Billy Cobham, Don Moye…

 

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