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05/05/2011

Vicenza jazz- Domenica 8 maggio Uri Caine Ensemble "Mahler Re-visited" al Comunale e Rudresh Mahanthappa Quartet al Panic Jazz Cafè Trivellato

Giornata assai ricca di musica, quella di domenica 8 maggio a Vicenza per la sedicesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz. L'appuntamento principale sarà al Teatro Comunale (inizio ore 21) con l'atteso ritorno nella città palladiana del pianista Uri Caine, che assieme a Chris Batchelor (tromba), Nicolas Geremus (violino), Chris Speed (sax), Danilo Gallo (contrabbasso) e Jim Black (batteria) eseguirà i visionari arrangiamenti delle musiche di Mahler che lo hanno imposto in maniera indelebile nel panorama jazzistico internazionale.

Ancora grande jazz newyorkese per le notti del Panic Jazz Cafè Trivellato ai Chiostri di Santa Corona (inizio ore 22), dove arriverà il sassofonista Rudresh Mahanthappa, in quartetto con David Gilmore (chitarra), Rich Brown (basso elettrico) e Damion Reid (batteria).

In questa giornata domenicale Vicenza Jazz 'invaderà' l'intero centro cittadino con concerti itineranti: la Magicaboola Brass Band si muoverà da piazza Matteotti dalle ore 16 e poi ancora a partire da piazza Castello dalle ore 19; alle 16 da Piazza Castello inizierà invece la 'camminata' musicale della Sauro's Band. Altri punti di riferimento per la musica saranno la Chiesa di S. Giuliano, dove alle ore 10 Coro e Orchestra di Vicenza diretti Giuliano Fracasso eseguiranno la messa di Mary Lou Williams; il Conservatorio "A. Pedrollo" dove dalle ore 15:30 inizierà una rotazione di duetti incentrati sul pianoforte: Carlo Morena con Chris Speed (sax), Andrea Bacchetti con Gabriella Costa (soprano), Paolo Birro con Matt Renzi (sax), Dado Moroni con Ned Otter (sax). Nel pomeriggio ci saranno ancora le prove della GB Orchestra (alle ore 17:30 nel Cortile di Palazzo Trissino) e della poetessa Anne Waldman con il pianista Ambrose Bye (ore 18, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari).

New Conversations – Vicenza Jazz 2011 è organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza, Trivellato Mercedes Benz e con l'associazione Panic JazzClub, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Confcommercio Vicenza, Confindustria Vicenza e molti altri sponsor.

 

Uri Caine torna al festival vicentino due anni dopo il fortunato incontro con John Zorn. E questa volta lo fa riproponendo uno dei suoi progetti più fortunati e che più contribuirono a imporlo all'attenzione della critica e del pubblico internazionale: la rilettura di Mahler in chiave jazzistica. Il Mahler di Caine, che è documentato anche su dischi imprescindibili come Primal Light (1998) e Mahler in Toblach (1999), è un progetto sempre vivo, che Caine ha più volte riproposto anche in arrangiamenti per grande orchestra. A Vicenza Jazz sarà affidato a una inedita formazione che comprende il trombettista inglese Chris Batchelor e il sassofonista statunitense Chris Speed. Da notare la presenza del batterista Jim Black che già figurava nel disco del 1999. Caine dimostra quanto la musica di Mahler sia un materiale perfetto per le variazioni ritmiche e le contaminazioni, e quanta ricchezza di spunti armonici sappia fornire per l'improvvisazione jazzistica.

Nato a Philadelphia nel 1956 in una famiglia molto attenta alla sua formazione musicale, Uri Caine inizia presto a dedicarsi seriamente al pianoforte classico. Ma l'incontro con il jazz non tarda ad arrivare. Già durante gli anni di studio lo troviamo nei jazz club della sua città al fianco di musicisti quali Philly Joe Jones, Hank Mobley, Mickey Roker, Jymmie Merritt e Grover Washington. Nel 1992 il suo primo album in compagnia del clarinettista Don Byron mostra chiaramente la propensione alle commistioni musicali: un approccio tipicamente postmoderno, che fonde jazz, latin, musica classica, hip hop, elettronica e musica kletzmer in un discorso sempre attento all'equilibrio. La collaborazione, sul finire degli anni Novanta, con il gruppo del trombettista Dave Douglas lo aiuta a ottenere visibilità internazionale. Dopo Mahler, Caine ha affrontato le musiche di Wagner, Schumann, Bach, Verdi, Beethoven, ripensandole da par suo per organici di vario tipo.

 

Rudresh Mahanthappa è uno dei musicisti più innovativi che popolano l'attuale scena jazzistica. Classe 1971, newyorkese di origine indiana, ha trovato la sua cifra stilistica proprio nella fusione della propria cultura ancestrale con gli inevitabili e polimorfi stimoli che la contemporaneità porta con sé, dimostrando anche un profondo amore per la tradizione jazzistica. Il risultato è una musica che si fonda su una tecnica brillante ma che riesce a essere fortemente evocativa. Mahanthappa si impone grazie a un suono viscerale e a tratti greve, che ben supporta un fraseggio imprevedibile qual è il suo.

Apprezzato dalla critica internazionale, nel 2009 la Jazz Journalists Association lo ha nominato sassofonista dell'anno. Mahanthappa ha collaborato con David Murray, Steve Coleman, Jack DeJohnette, Von Freeman, David Liebman, Greg Osby, Dr. Lonnie Smith.

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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