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11/04/2011

Mortale in viale della Pace: il "pirata" della strada arrestato grazie ad un vigile fuori servizio

Dalla Pozza, "Ora basta: norme più efficaci sui controlli della velocità e chi fugge sia perseguito come l’omicida volontario"

E’ stato arrestato il pirata della strada che sabato sera in viale della Pace verso le 20.20 ha investito mortalmente il pakistano Naeem Iqbal, ventisettenne con regolare permesso di soggiorno. Si tratta di Francesco Frasca, operaio di 24 anni, residente a Bari ma domiciliato in città. Il giovane è stato individuato, rintracciato e arrestato dagli uomini di contrà Soccorso Soccorsetto grazie all’intuito e alla professionalità di un agente della polizia locale fuori servizio. Dovrà rispondere di omicidio colposo aggravato, fuga e omissione di soccorso.

A bordo di un'Audi A3 di coloro grigio che dalla periferia si dirigeva verso il centro città, dopo aver sorpassato le auto in coda alle strisce pedonali e travolto lo sfortunato pakistano che stava attraversando la strada con due amici indiani, l’investitore si era dato precipitosamente alla fuga. Uno dei conducenti sorpassati l’aveva inseguito per un tratto, ma era riuscito a prendere nota soltanto del modello dell’auto. La fuga di Frasca era proseguita lungo via Della Scola e strada di Bertesina, con manovre pericolose che avevano attirato l’attenzione di un agente della polizia locale di Vicenza, in quel momento fuori servizio. Notato che l’auto aveva lo specchietto retrovisore sinistro penzolante, il vigile aveva immediatamente rilevato il numero di targa.  Ieri mattina, in comando, venuto a conoscenza del tragico antefatto (il pakistano è spirato al San Bortolo all’1.30 di domenica) l’agente ha subito collegato le due vicende per la coincidenza degli orari, dei luoghi, del tipo e del colore del veicolo. Le successive indagini hanno confermato l’ipotesi investigativa. Attraverso la targa l’Audi A3 è stata rintracciata in strada di Gogna e sottoposta a sequestro probatorio: riportava infatti numerosi danni alla carrozzeria, al parabrezza ed allo specchietto retrovisore sinistro, ancora penzolante, perfettamente compatibili con la dinamica dell’incidente e con i diversi frammenti rinvenuti sul posto, tra i quali il vetro dello specchietto retrovisore esterno sinistro. Con la collaborazione del proprietario del veicolo, che è un conoscente dell’investitore, Frasca è stato rintracciato alle 11.45 di ieri in un appartamento di corso Palladio. Inutile il suo tentativo di sottrarsi alla cattura nascondendosi ai piani superiori dello stabile. Per lui è scattato l’arresto per l’ipotesi di reato di omicidio colposo aggravato, fuga e omissione di soccorso. E’ stato quindi rinchiuso nel carcere di Vicenza come disposto dal pubblico ministero Barbara De Munari. In queste ore sono ancora in corso indagini per chiarire eventuali ulteriori responsabilità ed altri possibili reati.

"Purtroppo ci risiamo, tragicamente – è il commento dell’assessore alla sicurezza Dalla Pozza che sul suo blog racconta anche un’esperienza personale relativa ad un drammatico incidente stradale -

Per l'ennesima volta una persona ha perso la vita a Vicenza, mentre attraversava sulle strisce pedonali. Per la seconda volta in otto giorni (la prima solo una settimana fa, in viale Del Sole, con vittima un ciclista straniero) chi causa l'incidente è un "pirata" della strada, che fugge. E come la scorsa settimana il pirata della strada viene acciuffato e consegnato alla giustizia. Plaudo alla bravura e alla dedizione del corpo di polizia locale di Vicenza, ed in particolare alla professionalità dell’agente che ha consentito l’individuazione e l’arresto del responsabile, ma credo anche che sia ora che il legislatore faccia il suo dovere. Per punire alcuni abusi commessi in qualche piccolo Comune in crisi di liquidità, ha sostanzialmente tolto - con un garantismo che non fa bene a nessuno - la possibilità di rilevare efficacemente gli eccessi di velocità sulle strade urbane (tra i più pericolosi comportamenti per la sicurezza stradale), imponendo a chi fa i controlli di segnalare gli autovelox 400 metri prima con una segnaletica adeguata o tenendo i lampeggianti accesi. Su questo tema è stato commesso un errore, che per salvare il portafogli e la patente di qualche indisciplinato mette a rischio la vita di tante altre persone. Ora il legislatore intervenga. Rimuova le ottuse norme sui controlli di velocità, sanzionando per davvero chi commette abusi nelle rilevazioni, ma permettendo di tornare a rilevare con efficacia un comportamento pericolosissimo. E consideri chi uccide una persona sulle strisce pedonali, mettendo in atto comportamenti gravissimi come superare le auto ferme per dare la precedenza al pedone, e poi scappa, alla stregua di chi commette un omicidio volontario. Solo così terminerà forse una mattanza continua, e che non ha pari in alcuna altra parte d'Europa. Per parte mia, dopo tre anni di insistenza sui temi della sicurezza stradale, quella dell’altra notte è una mazzata difficile da digerire. Dopo aver ordinato campagne di controlli mirati sugli attraversamenti pedonali, dopo aver dato un fortissimo impulso alla realizzazione degli attraversamenti rialzati (in particolare dove si erano verificati investimenti mortali, come in corso San Felice, in via Rodolfi, in viale Trento, in via Fratelli Bandiera), trovarmi ancora a dover redigere la tristissima contabilità dei morti in strada è deprimente ed angosciante. Non per questo intendo essere remissivo in questa battaglia, ma sono spinto ad intensificarla maggiormente. A partire dalla valutazione di poter far costituire in giudizio il Comune di Vicenza nei procedimenti contro i pirati che mietono vittime sulle strade cittadine, al fine di ottenere un risarcimento da utilizzare o a favore dei parenti di chi ingiustamente muore, o per interventi di miglioramento della sicurezza stradale, comprese le lezioni che gli agenti di polizia locale tengono nelle scuole della città. E' un messaggio in più che vorrei lanciare per far capire che sulle strade, quando si guida un'auto, non ci si deve mai dimenticare degli altri, in particolare di tutta quell'utenza "debole" che confida nel rispetto degli altri per poter circolare con sicurezza, e per sperare di poter tornare a casa, viva".

 

 

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