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05/04/2011

A Dire Poesia Jacques Roubaud e Piergiorgio Odifreddi: magico connubio tra matematica e poesia

Mercoledì 6 aprile, alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, il matematico, poeta, romanziere, saggista e traduttore francese incontra il pubblico assieme al noto matematico e saggista italiano

“La matematica è generalmente considerata proprio agli antipodi della poesia eppure la matematica e la poesia sono nella più stretta parentela, perché entrambe sono il frutto dell'immaginazione. La poesia è creazione, finzione, e la matematica è stata detta da un suo ammiratore la più sublime e la più meravigliosa delle finzioni”. Le parole di D.E. Smith potrebbero costituire la migliore presentazione al connubio che mercoledì 6 aprile alle 18 alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza darà vita al quarto appuntamento della rassegna Dire poesia, il mosaico di incontri con i grandi nomi della poesia contemporanea promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con l’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

Jacques Roubaud, che incontrerà il pubblico per un reading delle proprie opere, è matematico, poeta, romanziere, saggista e traduttore francese di fama internazionale, membro dell’OuLiPo (“Ouvroir de Littérature Potentielle”), gruppo fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais cui hanno partecipato, tra gli altri, anche Georges Perec e Italo Calvino. Roubaud è uno tra i più importanti autori al mondo in grado di dimostrare con le sue opere il potenziale creativo che si sprigiona dalla compenetrazione tra matematica e letteratura. Ha insegnato all’Università Paris X e all’Università di Rennes; nel 1970, con Jean-Pierre Faye,  ha fondato la rivista Change, e nel 1981, con Paulo Braffort,  ha fondato l’ALAMO (“Atelier de Littérature Assistée par les Mathématiques et les Ordinateurs”). Fino al 2001 è stato il direttore dell’EHESS (École des Hautes Etudes En Sciences Sociales) e oggi insegna poesia all’European Graduate School di Saas-Fee in Svizzera.

Con Roubaud, mercoledì 6 aprile ci sarà Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, si occupano principalmente di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione. Docente a Torino, negli Stati Uniti, in Australia, in Cina, in Argentina, si è occupato soprattutto di Teoria della calcolabilità e ha pubblicato importanti studi settoriali. Da dieci anni ha anche iniziato una nutrita produzione letteraria, con saggi che mirano a mostrare la pervasività della scienza e della matematica nella cultura umanistica. È uno degli autori più richiesti in trasmissoni televisive e radiofoniche che si occupano di cultura.

L’opera di Jacques Roubaud e Piergiorgio Odifreddi verrà introdotta da Eliana Vicari, traduttrice e docente (da verificare) all’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’ingresso alla serata è libero.

Dal 21 marzo al 27 maggio 2011, Dire poesia rilancia l’invito ad ascoltare la parola poetica letta dai poeti: nelle sue varie forme, nelle diverse lingue, negli stili propri di ciascuna voce. I versi degli ospiti di Dire poesia sono famosi nel mondo, anche se in Italia devono ancora trovare il riconoscimento che meritano: per questo, anche la nuova edizione è stata pensata nel segno del dialogo tra le arti e della pluralità delle voci e delle esperienze poetiche, in continuità con la linea tracciata negli anni da una idea originale dell’assessore alla Cultura di Vicenza Francesca Lazzari e dell’indimenticata responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo Fatima Terzo. L’itinerario di quest’anno, in particolare, si svolge nel segno del rapporto lingua madre/lingua acquisita.

Ad impreziosire la rassegna ci saranno le stampe di Giovanni Turria dell’Officina arte contemporanea: dai torchi a caratteri mobili dell’Officina usciranno dei piccoli biglietti contenenti frammenti di poesie degli autori in programma, che saranno distribuiti in alcuni caffè del centro, e le plaquettes con un componimento inedito dei poeti ospiti, che saranno donate al pubblico che parteciperà alle letture.


Jacques Roubaud, matematico, poeta, romanziere, saggista e traduttore  francese, è nato nel 1932 a Caluire-et-Cuire (dipartimento del Rodano). Dal 1966 è membro dell’OuLiPo (“Ouvroir de Littérature Potentielle”), gruppo fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais (cui hanno partecipato, tra gli altri, anche Georges Perec e Italo Calvino), caratterizzato dalla ricerca di nuove strutture e schemi, soprattutto  modelli matematici, per la composizione di testi letterari (scrittura “sotto costrizioni”).  Roubaud ha dato  un’esemplare dimostrazione del potenziale creativo che si sprigiona dalla compenetrazione tra matematica e letteratura: ha studiato la prima con i bourbakisti, quali Laurent Schwartz, Claude Chevalley e Alexandr Groethendieck, e ha praticato la seconda in innumerevoli opere. Ha conseguito un dottorato in Matematica e ha insegnato all’Università Paris X e all’Università di Rennes. Ha ottenuto anche un dottorato in Letteratura francese sotto la direzione di Yves Bonnefoy. Nel 1970, con Jean-Pierre Faye,  ha fondato la rivista Change, e nel 1981, con Paulo Braffort,  ha fondato l’ALAMO (“Atelier de Littérature Assistée par les Mathématiques et les Ordinateurs”). Fino al 2001 è stato il direttore dell’EHESS (École des Hautes Etudes En Sciences Sociales). Insegna poesia all’European Graduate School di Saas-Fee (Svizzera). Nel 1961 ha pubblicato Epsilon (Gallimard, Parigi), una sequenza poetica contenente 361 variazioni della forma metrica del sonetto ed organizzata come una partita del gioco giapponese “Go”. In campo poetico uno dei risultati più alti raggiunti da Roubaud è rappresentato dalla raccolta Quelque chose noir, lamento in morte della moglie (Gallimard, Parigi 1986; Prix France Culture nello stesso anno). La sua opera più famosa è il ciclo di “pseudoromanzi” che ha come protagonista la figura di Hortense. Dei sei volumi previsti, ne sono stati editi tre: La Belle Hortense, L'Enlèvement d'Hortense, usciti per Ramsay (Parigi 1985 e 1987), e L'Exil d'Hortense (Seghers, Parigi 1990). In italiano, sono stati pubblicati dalla Feltrinelli di Milano Il Rapimento di Ortensia (traduzione di Stefano Benni, 1988) e La bella Ortensia (traduzione di Eliana Vicari, 1989), mentre in occasione di Dire poesia 2011 le edizioni Sinopia di Venezia hanno pubblicato la plaquette Jacques Roubaud e Olivier Salon, 7 Sardinosauri (a cura di Eliana Vicari; disegni originali di Luca Buvoli). Il suo lavoro narrativo più importante è il grande ciclo di prosa autobiografica articolato in sei opere uscite presso le Éditions du Seuil di Parigi: Le Grand Incendie de Londres (1989, libro che dà il titolo all’intero ciclo), La boucle (1993), Mathématique (1997, prima parte del terzo libro), Poésie (2000), La Bibliothèque de Warburg (2002), Impératif catégorique (2008, seconda parte del terzo libro) e La dissolution (2008). Tra i numerosi premi ricevuti, si ricordano il Grand Prix National de la Poésie du Ministère de la Culture (1990) e il Grand Prix de Littérature Paul-Morand de l’Académie Française (2008), entrambi per l’insieme della sua opera.


Piergiorgio Odifreddi, nato a Cuneo nel 1950, è un matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, si occupano principalmente di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione. Dopo la laurea in Logica all’Università di Torino, si è specializzato negli Stati Uniti e nella ex Unione Sovietica. Ha poi insegnato a Torino, negli Stati Uniti, in Australia, in Cina, in Argentina, occupandosi soprattutto di Teoria della calcolabilità e pubblicando importanti studi settoriali come Classical Recursion Theory (North Holland Elsevier, Amsterdam 1989 e 1999), Divertimento geometrico. Da Euclide a Hilbert (Bollati Boringhieri, Torino 2003) e Il diavolo in cattedra. La logica matematica da Aristotele a Gödel (Einaudi, Torino 2003). Oltre alla ricerca accademica, ha intrapreso da tempo una fortunata attività divulgativa, anche con collaborazioni a giornali e riviste (attualmente: “La Repubblica”, “L’Espresso” e “Le Scienze”). La maggior parte di questa produzione giornalistica è stata poi raccolta in libri, il più celebre dei quali rimane Il matematico impertinente (Longanesi, Milano 2005 e 2008). Da una decina d’anni ha anche iniziato una nutrita produzione letteraria, con saggi che mirano a mostrare la pervasività della scienza e della matematica nella cultura umanistica: soprattutto in letteratura (Odifreddi è membro dell’Oplepo, “Opifico di Letteratura Potenziale”), musica, pittura, filosofia e teologia. Tra i suoi libri divulgativi si ricordano: C’era una volta un paradosso. Storie di illusioni e verità rovesciate (Einaudi, 2001),  Le menzogne di Ulisse. L’avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen (Longanesi, 2004), In principio era Darwin. La vita, il pensiero, il dibattito sull’evoluzionismo (Longanesi, 2009), Hai vinto, Galileo! La vita, il pensiero, il dibattito su scienza e fede (Mondadori, Milano 2009). Tra i suoi saggi sulla religione citiamo Il Vangelo secondo la Scienza. Le religioni alla prova del nove (Einaudi, 1999) e Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) (Longanesi, 2007). Odifreddi ha pubblicato anche una raccolta di interviste a protagonisti del pensiero scientifico (Incontri con menti straordinarie, Longanesi, 2006), e tra il 2007 e il 2009 ha organizzato tre Festival della Matematica all’Auditorium di Roma, ai quali ha dedicato il volume  Il club dei matematici solitari del prof. Odifreddi (a cura dell’autore, Mondadori, 2009).
Innumerevoli sono le sue partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive, e numerosi i premi che gli sono stati assegnati.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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