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14/12/2010

La nuova Basilica centro di un sistema che aggregherà arte e impresa

Del futuro della Basilica Palladiana dopo il restauro e dei riflessi economici e culturali di questa ambiziosa operazione si è parlato ieri sera al teatro comunale nell’incontro voluto dal Comune di Vicenza per confrontarsi con gli interlocutori più rappresentativi del territorio sull’identità e sul volto della “nuovo” monumento, che verrà restituito alla città nel 2012.

L’incontro è stato aperto dal sindaco Achille Variati che ha ricordato le speranze racchiuse nel PAT, approvato di recente, che ha fra le sue certezze la restituzione della Basilica, “un’opera non solo da ammirare, ma un cuore, un magnete dove possano muoversi politiche culturali ed economiche innovative. Il Comune sbaglierebbe se pensasse però di fare da solo; questo progetto vuol essere uno strumento per unire intelligenze, professionalità, idee ed esempi a cui ispirarsi”.

L’assessore alla progettazione e innovazione del territorio e alla cultura Francesca Lazzari ha dichiarato che l’ambizione della città deve essere quella di non rimanere periferia, ma di pensare a uno sviluppo globale in grado di attirare talenti e capitali, legato al territorio ma con un occhio di riguardo a quanto accade in Europa. In questo senso, nello specifico del progetto Basilica, la città deve partire dalle sue eccellenze architettoniche, guardando anche oltre il Palladio.

Lazzari ha ricordato che il percorso di avvicinamento alla restituzione della Basilica è iniziato nel 2008 con tavoli tecnici interassessorili e focus group che hanno coinvolto associazioni di categoria, istituzioni, stakeholders locali. “Quella che ha ora di fronte Vicenza è un’opportunità unica, una sfida – ha affermato l’assessore. “Occorre osare, creare una rete, in grado di aprirsi a una cultura della diversità e della contemporaneità”. Tre sono le dimensioni da sviluppare per questo obiettivo: ‘radicamento’ ovvero l’insieme dei beni materiali e immateriali che compongono una comunità, ‘spessore’ nel senso di continuità col passato e di qualità delle proposte e ‘democraticità’ intesa come pluralismo e partecipazione. “In questa fase – ha concluso l’assessore – non è importante decidere cosa mettere dentro la Basilica ma fare sistema, interagire con il territorio; occorre uscire dalla logica dei blocchi contrapposti che spesso hanno impedito lo sviluppo di idee”.

Ultimo intervento è stato quello di Pier Luigi Sacco, consulente incaricato di effettuare lo studio di fattibilità per il futuro gestionale della Basilica. Dopo aver menzionato alcune esperienze di livello europeo, Sacco ha delineato il futuro della Basilica: non sarà solo spazio per grandi esposizioni, ma luogo di incubazione dell’imprenditorialità creativa, in grado di mettere in relazione arte e impresa e di farsi punto di aggregazione. Questo anche per rispondere alla vocazione di Vicenza e del suo territorio, terza provincia industriale d’Italia, espressione di un modello produttivo centrato su settori profondamente legati alla cultura del design e fortemente orientato all’internazionalità e all’export.

Il progetto della Basilica può - e per certi versi deve - configurarsi allora come uno spazio di nuova generazione che accolga queste istanze e che posizioni Vicenza come centro di elaborazione di nuovi modelli di offerta e partecipazione culturale.

A partire da questo momento di confronto sarà possibile passare alla seconda fase di definizione esecutiva del progetto. Il Comune invita chiunque voglia inviare suggerimenti o chiedere approfondimenti sul lavoro del professor Sacco, ad utilizzare l’indirizzo e-mail basilica2012@comune.vicenza.it .

 

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