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09/12/2010

Teatro Stabile del Veneto, la giunta propone al consiglio comunale di uscire dal cda

L’assessore Lazzari: “I tagli alla cultura sono sempre più pesanti e il nostro ruolo è marginale: non possiamo più sostenere la quota associativa”

La giunta propone al consiglio comunale di uscire dal consiglio di amministrazione del Teatro Stabile del Veneto, ma garantendo comunque il ciclo degli spettacoli classici anche per il 2011. Lo ha annunciato questa mattina l’assessore alla cultura Francesca Lazzari, al termine della seduta di giunta in cui è stata condiviso il testo della proposta di recessione da “socio ordinario” del cda: “E’ una decisione ampiamente valutata – ha dichiarato –, dovuta ad una ragione sostanziale, perché di carattere economico: Regione, Ministero e i vari enti che finora ci hanno sostenuto continuano, infatti, a ridurre i finanziamenti. Pagare una quota di 147.600 euro, dunque, solo per fregiarci del titolo di socio, cominciano a diventare troppi per il bilancio della cultura della città, che già era magrissimo per il 2010 e per il 2011 lo sarà ancora di più. Se quest’anno infatti abbiamo garantito la stagione grazie all’intervento degli sponsor, l’anno prossimo, tra crisi economica e alluvione, la situazione sarà drammatica”.

La proposta della giunta al consiglio, tuttavia, prevede di garantire al Teatro Olimpico il ciclo degli spettacoli classici, mantenendo quindi la convenzione con lo Stabile che costa al Comune 258 mila euro, comprensivi di tutto il servizio: della promozione alla gestione, dalla produzione alle pubblicazioni, ai convegni. “Vogliamo salvaguardare la qualità dell’Olimpico che con il suo ciclo attira peraltro anche molti turisti – spiega Lazzari -. L’ultima stagione, inoltre, la prima diretta da Alessandro Gassman, è andata particolarmente bene, sia per la presenza di pubblico, sia per il successo di critica a livello nazionale, sia per le scelte innovative. Siamo quindi molto soddisfatti del forte impulso dato da Gassman”.

L’assessore Lazzari, infine, ha posto l’accento sul relativo peso del Comune di Vicenza all’interno del cda del Teatro Stabile, di cui è socio ordinario dal 2006, dopo essere stato socio sostenitore dal 2003: “Non ha tanto senso essere nel cda di un organismo, quando il ruolo è tutto sommato marginale – ha analizzato -. La posizione di Vicenza all’interno del cda, infatti, è anomala: mentre gli altri soci, Regione Veneto, Comuni di Venezia e di Padova, hanno un ruolo più significativo nelle strategie della produzione e della circuitazione, dal momento che, di fatto, sia a Padova che a Venezia, lo Stabile gestisce la stagione teatrale cittadina, a Vicenza lo Stabile gestisce solo il ciclo a cavallo di settembre e ottobre, con due spettacoli e un convegno”.

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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