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08/11/2010

Alluvione, summit dei politici vicentini questa mattina a Palazzo Trissino. Il sindaco Variati: "Tutti insieme per Vicenza. Se non ci saranno certezze, imprese e famiglie non ripartiranno"

Erano tanti questa mattina, nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino, i politici vicentini impegnati ai vari livelli istituzionali chiamati a raccolta dal sindaco di Vicenza Achille Variati, assieme al collega Marcello Vezzaro di Caldogno e al presidente della Provincia Attilio Schneck, per valutare le iniziative da intraprendere ai vari livelli per ottenere più risorse possibili in seguito all’alluvione dell’1 novembre.

Come ha spiegato Variati al termine del vertice, ciò si tradurrà all’Europarlamento nella verifica di possibilità di chiedere fondi e finanziamenti europei per le calamità (che dovranno comunque essere attivati dal Governo); al parlamento italiano nella necessità di fare squadra in vista della Finanziaria e in vista del decreto "milleproroghe" per ottenere risposte soprattutto sui danni; e infine a livello regionale, non solo in termini di rimborso danni, ma anche di procedure, tempi e finanziamenti da attivare per le infrastrutture attese, alla luce della recente tragedia abbattutasi sul Veneto. Ed è proprio il livello regionale quello che assume ancor più rilevanza, in quanto dopo che il Presidente del Consiglio Berlusconi, tra domani e dopodomani, avrà firmato l’ordinanza con cui incaricherà Zaia a svolgere le funzioni di commissario straordinario, tutta la macchina commissariale sarà in capo alla Regione.

"Ho ricordato inoltre ai parlamentari – ha aggiunto Variati - che Vicenza è stata impegnata da un’alluvione di questa natura nel 1882, cui seguirono nel 1888 importanti lavori idraulici per lo spostamento dell’alveo del Retrone rispetto alla convergenza con il Bacchiglione. Quella è stata l’ultima opera idraulica importante che ha interessato la città. Ora siamo nel 2010 e non possiamo attendere sei anni per avere una risposta".

"Questa mattina ho registrato tanta buona volontà al di là dei colori politici – ha sottolineato poi il sindaco -. Ma sono molto preoccupato, perché la Finanziaria sarà un passaggio difficile, con Tremonti che sta tagliando su tutto. Temo che, complice la scarsa attenzione dei media nazionali, non si stia capendo la gravità di quanto è successo. E le imprese, i commercianti, le famiglie non ripartiranno se non avranno certezze in Finanziaria, che dovranno essere a fondo perduto, altrimenti non funzionerebbe".

A proposito della minaccia dello sciopero fiscale avanzata da più parti Variati ha inoltre dichiarato: "Sono sindaco di una città e quindi sono un’istituzione che si raccorda con lo Stato. Pertanto se i soldi che ci sono stati promessi verranno inseriti in Finanziaria, e quindi entro 60 giorni, bene. Altrimenti sono d’accordo con lo sciopero fiscale. E’ evidente però che ciò sarebbe gravissimo, perché significherebbe la rottura istituzionale di un territorio con lo Stato".

Il sindaco di Vicenza ha inoltre aggiunto che entro le ore 12 di mercoledì tutti i Comuni dovranno comunicare alla Regione l’entità dei danni e che è stato chiesto ai consiglieri regionali di verificare che il progetto definitivo sulla cassa di espansione del Timonchio non si riveli insufficiente alla luce del fenomeno registrato l’1 novembre.

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