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05/11/2010

Alluvione: il ministro Sacconi oggi pomeriggio a Vicenza in sopralluogo

È arrivato poco dopo le 15.30 in piazza Matteotti il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi. Ad accoglierlo c’era il sindaco Achille Variati assieme al presidente della Provincia Attilio Schneck, e ad un folto gruppo di assessori, consiglieri comunali e regionali, parlamentari ed eurodeputati.

Dopo pochi minuti trascorsi ad incontrare alcuni volontari lì presenti (che, poco fa, alle 17.30, avevano già superato le 1500 unità), il ministro è stato accompagnato dal sindaco a bordo di un furgone ad un veloce sopralluogo nelle zone alluvionate del centro città, per lasciargli poi il tempo di trasferirsi a Caldogno.

Una volta tornato in piazza Matteotti, Sacconi ha ribadito che il Governo ha decretato oggi lo stato di emergenza per le cinque regioni, tra cui il Veneto, maggiormente colpite dall'ondata di maltempo dei giorni scorsi e che a tal proposito sono stati stanziati 20 milioni di euro, che serviranno per le emergenze e non quindi per i rimborsi per i danni subiti. Ha inoltre annunciato che con tutta probabilità il presidente della giunta regionale verrà nominato commissario delegato, con poteri di deroga alle normative, per affrontare l'emergenza in atto e la successiva fase di ricostruzione e riparazione dei danni sino al rientro nelle normali condizioni di vita.

“I 20 milioni di euro verranno ripartiti sulla base di tutte le esigenze immediate – ha spiegato Sacconi -, come già avvenuto in altre occasioni attraverso la protezione civile che ha una robustissima esperienza in merito e che ha la competenza della stima dei danni e di ciò che sarà necessario investire per il ripristino di condizioni normali, anche se i segni resteranno indelebili nella memoria delle persone. Anche l’eventuale deroga al patto di stabilità sarà una decisione che verrà fatta dopo la ricognizione della protezione civile”.

“Le popolazioni non saranno comunque lasciate sole – ha assicurato il ministro -: il Governo del resto era qui fin dalle primissime ore, con il capo della protezione civile Bertolaso. Ciò che è accaduto, comunque, ha avuto una dimensione non facilmente prevedibile e con pochi precedenti nella storia. La stabilità idrogeologica è un tema che con il cambiamento climatico si accentua ed è un obiettivo del Governo realizzare diffusamente condizioni di stabilità idrogeologica con il concorde e leale impegno degli enti locali, delle Regioni e dello Stato. Nel frattempo ciò che conta è vedere una città che ha reagito con tutti questi volontari, in grado di integrarsi al meglio con l’attività delle forze dello Stato”.

“Durante il breve sopralluogo – ha poi commentato il sindaco Variati - ho riportato al ministro tutti i numeri attualmente in nostro possesso e ho dovuto indicargli continuamente qual era il livello raggiunto dall’acqua l’1 novembre per mezzo dei muri che sono ancora bagnati e sporchi: perché da lunedì son passati già quattro giorni e il notevolissimo sforzo fatto da tutti per pulire il più velocemente possibile può non dar conto, a chi arrivasse oggi in città, di cosa sia veramente successo”.

“Il ministro mi ha raccomandato una cosa molto corretta – ha poi aggiunto Variati -: che la verifica dei danni sia puntuale e non generalizzata, perché di solito, ha detto, si tende ad utilizzare un evento calamitoso per mettere dentro tante cose. Io l’ho rassicurato, ribadendo però la necessità che lo Stato faccia la sua parte e che non ci lasci a bocca asciutta. Noi veneti non imbrogliamo mai: siamo gente concreta, che se dice che il danno è 10, vuol dire che il danno è 10. Anzi, magari è 12 o 14”.

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