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23/10/2010

Nasce tra viale Milano e la ferrovia il nuovo cuore della Vicenza contemporanea

“Un enzima per lo sviluppo del nuovo cuore contemporaneo di Vicenza”. Così definisce il sindaco Achille Variati l’operazione che colloca nell’area dell’ex Domenichelli, tra viale Milano e la ferrovia, il nuovo centro della contemporaneità. “Noi oggi – precisa il sindaco – abbiamo, come poche volte nella storia, la possibilità e quindi il dovere, di pensare in grande, non in termini di singole azioni, ma di un’intera città. Noi possiamo e dobbiamo avere l’audacia di sognare, progettare e realizzare una nuova città che accompagni cittadini nuovi in una rinnovata consapevolezza del proprio protagonismo. Un nuovo cuore dove oggi è il luogo del degrado e del dolore, e nuove funzioni nel centro storico, che ne esaltino la vocazione turistica, culturale, ricettiva, commerciale, sociale, accanto e in relazione alla nuova Basilica. Una nuova città, una nuova Vicenza più moderna, accogliente, attrattiva, integrata, giovane, innovativa, competitiva, luminosa, in una parola: più bella”. Verso questa ambiziosa operazione, preparata nel Pat con gli accordi con gli enti e le preintese con i privati, oggi la giunta comunale ha compiuto un passo formale importante: l’inserimento nel pianto triennale delle opere pubbliche della voce “Nuovo centro civico” e della cifra “51 milioni di euro”. Questa, infatti, la stima fatta per concentrare in quell’area una nuova architettura urbana di grande qualità che ospiti non solo funzioni amministrative semplicemente trasferite dagli attuali palazzi comunali, ma anche funzioni ludiche, artistiche, creative, di commercio, espositive, informative, di servizio, e ovviamente residenziali. E soprattutto attivi, come in un domino, la rivoluzione urbana che interessando l’intera spina ovest muoverà risorse per oltre mezzo miliardo di euro: un vero volano per lo sviluppo del territorio, per attrarre investimenti e creare lavoro in città.

“Il Comune dà il la all’operazione – annuncia il sindaco – mettendo sul piatto un project financing da 51 milioni di euro per 16 mila metri quadrati di superficie di cui 2 mila dedicati al nuovo centro civico per un valore di 32 milioni di euro, un parcheggio da 600 posti auto dal costo di 14 milioni di euro, piste ciclabili, piazze, verde pubblico per altri 5 milioni. “Il project – precisa Variati – ha assoluto carattere di “bancabilità” non solo per le attività previste e la possibilità di concedere concessioni, ma anche per il capitale dato in cambio: immobili del calibro di palazzo degli Uffici, in piazza dei Signori, del palazzo ex Aci, di palazzo Negrisolo, per un valore ben superiore a 30 milioni di euro...”

“A metà del percorso amministrativo – conclude Variati – abbiamo deciso di osare forte, esercitando fino in fondo il ruolo di guida della polis che ci spetta con l’obiettivo di portare a termine forse l’unica possibilità che ha la Vicenza contemporanea di riprendere fiato, cuore ed identità. Ecco perché, in parallelo al project, promuoveremo la rivoluzione urbanistica dell’intera area ovest individuata dal Pat. Non metteremo in discussione le volumetrie che spettano agli altri soggetti. Ma qui non si costruirà tanto per costruire. Niente speculazioni, niente edifici che si svuotano di sera per lasciare spazio al silenzio”.

L’operazione Nuovo centro civico è dunque il fiore all’occhiello, il “pensare in grande”, di un Piano triennale delle opere pubbliche che, per il resto, deve fare i conti con i vincoli di bilancio fissati dal patto di stabilità. “Per rispettarli – riassume Variati – potremo fare mutui per soli 4 milioni e mezzo di euro che ci serviranno appena per le manutenzioni nelle scuole, in qualche impianto sportivo e per il verde. Per il resto, conteremo su 21 milioni e 800 mila euro di contributi dalla Fondazione Cariverona, dalla Regione e da alcuni privati, e su 11 milioni che potrebbero discendere dalle alienazioni, se nel 2011 il mercato si rimetterà in moto. Lo Stato, evidentemente, non ci permette più di fare nulla. Anche per questo svilupperemo i rapporti con i privati, grazie alla credibilità che ci siamo costruiti e agli strumenti che ci siamo dati: il Pat presto declinato nel primo piano degli interventi”.

Tra gli altri project financing previsti, il parcheggio multipiano per 400 auto riproposto alla ex Gil per il quale si attende un sì o un no dalla Regione, quello di Ponte Alto che viene traslato al 2012 in attesa che si definiscano alta velocità e filobus, la nuova biblioteca alla scuola Giuriolo.  

 

 

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