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08/06/2010

63° ciclo Spettacoli classici 2010 – Teatro Olimpico

“Sono particolarmente affezionato al Teatro Olimpico”, ha sottolineato il Direttore Alessandro Gassman presentando il 63° ciclo di Spettacoli Classici. “È infatti, in questa prestigiosa sede che, un anno fa, è iniziata la straordinaria avventura che mi ha portato a dirigere il Teatro Stabile del Veneto. Quando abbiamo cominciato a pensare alla programmazione del  Ciclo, abbiamo seguito le linee che sono, in generale, alla base del mio lavoro come Direttore: suscitare emozioni nel pubblico, far crescere il rapporto con le nuove generazioni, sviluppare il rapporto con il teatro europeo. Per quanto riguarda, in particolare, il teatro classico, approfondire il tema della rilettura moderna dei testi antichi. Ecco, dunque, la presenza in cartellone del Teatro Nazionale Greco, di Erodiade di Giovanni Testori con Maria Paiato, del lavoro creato per l’Olimpico da Albertazzi tra Shakespeare e Duke Ellington e del momento di approfondimento con la giornata di studi curata da Franco Quadri”.

Secondo l’Assessore alla Cultura del Comune di Vicenza, Francesca Lazzari “non vi è dubbio che, con la conclusione della stagione dei classici dello scorso anno, si sia in qualche modo chiuso un capitolo importante, quello sostanzialmente del primo decennio del nuovo secolo, caratterizzato da   una direzione artistica che ha dato l’impronta a ben nove edizioni degli Spettacoli Classici all’Olimpico, dal 2001 al 2009. Ora, la nuova firma di Alessandro Gassman, posta in calce al 63° Ciclo di Spettacoli Classici, ha in sé tutti i motivi perché ci si possa attendere molto dal nuovo cartellone. E novità, indubbiamente, se ne avvertono: una produzione straniera che viene direttamente dalla terra dove la tragedia è nata; una rilettura di una figura a suo modo ‘classica’ come quella di Erodiade, da parte di un autore assai significativo quale Testori e con il ruolo del titolo affidato a una grande interprete quale è Maria Paiato; il ritorno di un autentico e raro animale da palcoscenico, Giorgio Albertazzi, che vorrà riportarci all’ideale contemporaneità fra gli anni del Palladio e quelli dell’inarrivabile teatro elisabettiano; infine, un’intera giornata di studi, dedicata alle moderne drammaturgie dei miti e degli antichi eroi, a dar ragione dell’eterna discussione sulla lettura e rilettura dei classici. Sono dunque tante davvero le ragioni per cui si possa guardare a questa nuova stagione con la giusta curiosità intellettuale. Ma anche con la serena convinzione che, come sempre, il vero banco di prova sarà alla fine quello del pubblico”.

Sarà Oreste di Euripide (24 – 26 settembre) il primo titolo in cartellone e porterà al Teatro Olimpico lo spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale Greco per la regia del suo direttoreYannis Hourvadas. La tragedia sarà presentata nella versione in Greco moderno con sottotitoli in Italiano da una grande compagnia di 25 attori. Euripide, nel parlare del dramma fatale dell’eroe che si è macchiato di un terribile crimine, ci parla anche del destino della democrazia ad Atene che sta per lasciare per sempre. In occasione dello spettacolo, sarà pubblicata nei quaderni del Teatro Olimpico la nuova traduzione italiana dal Greco antico di Davide Susanetti,  appositamente commissionata dal Teatro Stabile del Veneto per il 63° Ciclo degli Spettacoli Classici.

Erodiade di Giovanni Testori, secondo spettacolo del Ciclo, (14 – 16 ottobre) costituisce la rilettura moderna d’un dramma antico. Testori definisce Erodiade “un personaggio a metà fra il Dio astratto e quello incarnato, che rappresenta la nostra perplessità ad accettare l’incarnazione di Cristo”. Si tratta di un testo che spacca la convenzione teatrale, in cui il pubblico viene chiamato direttamente in causa. Sola sulla scena vuota, Erodiade si rivolge ora alla testa di San Giovanni, ora all’autore stesso, rivelando le vere motivazioni della decollazione del Battista. È stata lei stessa a spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore. Completamente identificata nella sua passione impossibile,  Erodiade  sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena.  Composta  tra il 1967 e il ’68, Erodiade fu pubblicata per la prima volta nel 1969 e quindi rielaborata nel 1984 fino al rifacimento dell’Erodiàs, inclusa nel corpus dei Tre Lai, usciti postumi nel 1994.

In Shakespeare e l'Olimpico, scene e improvvisazioni di e con Giorgio Albertazzi (29 – 30 ottobre), il grande attore porta a teatro le suite di Duke Ellington Such sweet thunder in uno spettacolo appositamente ideato per il 63. Ciclo di Spettacoli Classici.Nel 1957,durante una tournée in Canada con i suoi Cats, Ellington scopre Shakespeare, scopre che tra la leggerezza del jazz e il ritmo dei suoi versi esiste una sorta di naturale complicità. Amleto, Otello, Cleopatra, Romeo e Giulietta, e tutti gli altri: Giorgio Albertazzi  li porta sulla scena dell’Olimpico con una giovane partner e un solista jazz. 

Il programma del 63. Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico si completa con un’importante giornata di studio dedicata a La riscrittura dei classici a partire dall’opera di Heiner Müller che si terrà il 27 settembre. Curato da Franco Quadri, l’incontro riunirà a Vicenza alcuni tra i maggiori studiosi di teatro che affronteranno il problema dell’attualità degli autori classici, a partire dalla fondamentale lezione del grande drammaturgo tedesco, il cui teatro ebbe come caratteristiche primarie la dialettica e la provocazione anticonvenzionale, il confronto tra passato letterario e mondo attuale, tra mito e realtà.

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