Questa mattina Palazzo Trissino ha ospitato per la prima volta la presentazione del calendario dell’esercito. E’ stata un’occasione per parlare di come cambia quest’istituzione. A fare gli onori di casa, il sindaco di Vicenza Achille Variati, mentre per l’esercito c’era il generale Enrico Pino, che guida il comando veneto.
“L’esercito italiano sta cambiando – ha ricordato il sindaco – oggi i militari sono tutti professionisti che, specchio di una società interculturale, nel rispetto delle differenze stanno sperimentando un modo nuovo di servire la patria, in una realtà che opera a tutela della pace in luoghi vicini e lontani. Si tratta di uomini e donne molto preparati e attrezzati, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche nella capacità di dialogo con le popolazioni che incontrano. I cittadini provano affetto per questo esercito di professionisti preparati che lavorano per l’uomo; un esercito agli antipodi di realtà che pure sono presenti nel mondo: i 300 mila bambini soldato da un lato e i robot senz’anima rappresentanti da certa tecnologia militare dall’altro”.
Il comandante Pino ha ringraziato Variati per l’ospitalità riservata alla presentazione del calendario che quest’anno è dedicato “ai nuovi volti di un esercito senza confini”. Vi sono infatti fotografati anche militari di colore, ormai parte integrante e perfettamente integrata nell’esercito. La presentazione del calendario è stata anche l’occasione, per il comandante Pino, di ricordare la consistente presenza italiana in Afghanistan, in Libano e nel Kosovo, oltre che l’impegno nel progetto “strade sicure”, in concorso con le forze dell’ordine per innalzare il senso di sicurezza in alcune città italiane. “A parte le statistiche – ha commentato a margine il sindaco – che indicano Vicenza più sicura di altre in tema di criminalità, i cittadini hanno comunque una percezione di insicurezza. Di sicuro alcuni elementi di violenza urbana che si sono verificati altrove qui non ci sono stati. Il nostro impegno, in ogni caso, è sempre quello di intervenire prima che si creino momenti di tensione, andando a recuperare, come con le iniziative di rivitalizzazione di Campo Marzo, le zone di degrado. Rimane lo zoccolo duro dei furti nelle case e della criminalità organizzata che sfrutta la prostituzione, ma ritengo che per colpire davvero questi fenomeni serva prima di tutto l’attività di investigazione”.