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30/09/2009

Nuova mostra ad AB23: “due senza” con opere di Bruno Lucca e Daniele Monarca

La mostra “due senzadi Bruno Lucca e Daniele Monarca è la terza occasione espositiva del rinnovato spazio AB23, la chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino che l’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza ha voluto recentemente trasformare in un contenitore per il contemporaneo giovane e sperimentale.

Sabato 3 ottobre alle 18 ci sarà l’inaugurazione con Francesca Lazzari, assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Flavio Albanese, direttore della rivista “Domus” e progettista di architettura, Stefano Strazzabosco, poeta e docente di letteratura.

L’iniziativa, a cura di Stefania Portinari, è parte della rassegna “Sistemi di contemporaneo” che racchiude momenti installativi e opere diffuse in città e nei parchi oltre che nei luoghi istituzionali, per promuovere artisti che portino a Vicenza una sezione aggiornata dell’arte d’oggi oltre che accogliere concittadini che si siano distinti o si manifestino quali promesse nel campo dell’arte.

I pittori Bruno Lucca e Daniele Monarca condividono da dieci anni lo “studio 1280” situato in quello che era un convento di origini romaniche nel centro storico di Vicenza, abbandonato nel 1280. Appassionati di letteratura e di poesia, declinano la loro ricerca rigorosa e concentrata l’uno su figure senza nome come identità misteriose e in motivi floreali, l’altro con forme che si accampano nello spazio e pattern equilibristi di colore.

Il titolo della mostra, “due senza”, si rifà alla disciplina del canottaggio, in particolare a quella variante della voga nella quale l’equipaggio è composto da due soli vogatori che remano ciascuno con un solo remo, senza essere guidati da un timoniere. Allo stesso modo i due pittori perseguono ognuno la propria differente ricerca, pur condividendo uno spazio e l’attenzione al contemporaneo.

In questa occasione espositiva li accomuna anche la presentazione di lavori incentrati sull’indagine di differenti modalità di percezione condotta su pure forme e l’impiego dell’olio di lino, uno dei materiali classici della storia dell’arte, usato con fare apocrifo, non come legante ma come pigmento creatore di aloni. Bruno Lucca lo utilizza infatti dal 1999 applicandolo su tessuto colorato o carta, dapprima realizzando soggetti dedicati al tema dell’identità quali figure umane private dei tratti somatici, prese nell’atto di apparire o di dissolversi, e dal 2009 su forme floreali in lavori di piccole dimensioni contornati da un sottile segno bianco a pastello in una serie intitolata Serre, che sarà esposta per la prima volta a Vicenza proprio con questa mostra ad AB23.

Daniele Monarca presenta grandi dipinti di Astrazione nera e Hardcore Bianco, assieme a Prove di Disastro: acrilici su tessuto che è tela di lenzuolo, come uno sfondo domestico su cui due o tre elementi confliggono tra loro, identificando sfondi di piccoli orizzonti in cui si coagulano punti di accumulo di pittura o dove addirittura il pigmento copre l’intera tela lasciando disvelati solo particolari quali “piccole aporie” in occasione delle quali la visione scompare e si hanno dei “momenti di cecità felice”. Assieme a questi saranno in mostra degli esemplari di alcune delle serie dei suoi disegni, sempre rigorosamente composte di venti elementi ciascuna: da Figure del caso ad Andirivieni, da Figura coatta a Efflorescenza, le carte portano impressi ricami, spilli, tratti a matita che cercano l’effetto infantile, punti metallici, combustioni e suture.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Flavio Albanese, Stefano Strazzabosco e Stefania Portinari che declinano con tre letture differenti la poetica dei componenti dello studio 1280. Flavio Albanese sottolinea come le loro “strutture isoritmiche” impieghino quelle stesse proporzioni di “aumentazioni” e “diminuzioni” della musica di John Cage ma anche della musica polifonica medievale, così che la loro arte risulta “un duetto di voci soliste che cantano all’unisono”, un “conversation piece”. Stefano Strazzabosco intesse un componimento a tema intitolato “Uno con” che, nascondendosi sotto le spoglie versificatorie di altri poeti, da Jacopone da Todi a Boccaccio a Palazzeschi, narra il senso segreto delle cose e dei sentimenti e fa comparire aureole, polvere rossa e scarabei, erbe di fossi, conigli che reggono tra le zampe chicchi d’uva, “lenzuolaglia a fiori” e velli d’oro.

L'esposizione resterà aperta al pubblico fino all’1 novembre, il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Ingresso libero.

Informazioni all'assessorato alla cultura: uffmostre@comune.vicenza.it, tel. 0444 222122 – 326547.

Note sugli artisti

Bruno Lucca, nato a Nove nel 1961, espone da tempo con la galleria Weber & Weber Arte Contemporanea di Torino, con la quale ha realizzato mostre quali Via Crucis al Castello di Rivalta, Torino; sue esposizioni si sono tenute alla Galleria Totem di Venezia, a Villa Lagarina a Trento, all’Università di Pavia, a Palazzo Bricherasio a Torino, nella sede del Parlamento Europeo di Strasburgo, al Trevi Flash Art Museum, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, al Museo Casabianca di Malo. Hanno scritto di lui Michele Bonuomo, Riccardo Caldura, Walter Guadagnini, Virginia Baradel, Lucrezia De Domizio, Flaminio Gualdoni e Claudio Cerritelli.

Daniele Monarca, nato a Vicenza nel 1966, ha realizzato numerose installazioni, in particolare per la mostra “In vivo / In vitro alla Weber & Weber Arte Contemporanea di Torino; per il FestivalStoria edizione 2006 di Saluzzo; per la mostra “Kafka. L’infinita metamorfosi di un processo; in occasione della mostra “De Figura” con Bruno Lucca all’Officina Arte Contemporanea di Vicenza per la quale è stato realizzato un omonimo libro edito da Nihil obstat e Officina; a Perfomedia ’94 in provincia di Bergamo; alla rassegna di studi aperti Please disturb tenutasi a Vicenza nel 1999.

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