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24/09/2009

Musei civici, i percorsi didattici a misura di bambino per l’anno scolastico 2009-2010

Percorsi didattici rivolti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, con linguaggi e contenuti adeguati alle competenze del pubblico, in un museo diventato spazio "a misura di bambino".

È la proposta fatta alle scuole da parte dei musei civici di Vicenza e pensata come risorsa per il percorso educativo individuale, per suscitare nei piccoli fruitori l’interesse verso le diverse discipline: dall’arte alla storia, dall’archeologia alle scienze naturali, per consolidare la relazione tra l’istituto museale e il mondo della scuola in uno scambio costante di esperienze e di conoscenze. In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, le attività didattiche museali sono state presentate dell’assessore alla cultura Francesca Lazzari e dall’assessore all’istruzione Alessandra Moretti alla presenza degli operatori delle associazioni e delle cooperative che collaborano con i musei per la realizzazione dei laboratori.

"Ancora una volta – ha detto l’assessore Lazzari – i musei civici dimostrano grande capacità di rinnovarsi e di fare sintesi, proponendo alla nuove generazioni un percorso innovativo ma di qualità, sempre molto apprezzato dalle scuole".

"Questi progetti – le ha fatto eco l’assessore Alessandra Moretti – sono stati inseriti nel Piano dell’offerta formativa territoriale 2009/2010 di cui rappresentano un fiore all’occhiello grazie all’attenzione, alla passione e alla competenza della direzione dei musei, dei conservatori e di tutte le persone che collaborano alla loro progettazione e realizzazione".

Per il Museo naturalistico archeologico la novità è che da qualche mese – grazie alla convenzione stipulata con gli operatori dell’associazione Ardea, dello Studio D, e delle cooperative Biosphaera e I Berici – alle scuole cittadine vengono proposte attività originali che mettono in contatto il museo con il territorio, anche sfruttando la presenza delle due sezioni, naturalistica e archeologica, in un’unica sede. Il museo di Santa Corona si collega idealmente con siti dove i ragazzi possono sperimentare sul campo le conoscenze acquisite nelle sale del museo: la grotta di San Bernardino, l’area culto di Sovizzo, il lago di Fimon. Su questi progetti fino al 16 ottobre è stato attivato un servizio telefonico informativo: basta chiamare lo 0444222815 dalle 9 alle 13 da martedì a venerdì.

Al Museo del Risorgimento e della Resistenza i luoghi, gli eventi, i protagonisti della storia cittadina risorgimentale e del Novecento vengono raccontati ai ragazzi delle scuole attraverso percorsi didattici che tendono a suscitare interesse e curiosità verso le competenze e le abilità delle ricerca storica, mettendoli nelle condizioni di poter "leggere" i documenti e le testimonianze conservati nelle sale del museo. Sono quattro i percorsi didattici suddivisi a seconda dell’età dei fruitori, per i quali il museo si avvale della collaborazione delle associazioni Ardea e Le città invisibili; tra questi, i laboratori per le scuole dell’infanzia e i primi anni della scuola primaria che prevedono la costruzione di un puzzle o di un oggetto riprodotto in scala con materiale di recupero, e quelli per la scuola secondaria di secondo grado che focalizzano l’attenzione degli studenti sulle vicende storiche dalla caduta della Repubblica di Venezia fino al 1945, tra cui risaltano gli avvenimenti della prima guerra mondiale come simbolo di una ferita dolorosa nella storia dell’umanità.

La Pinacoteca, prossimamente interessata dai lavori sull’intero complesso museale, sta procedendo ad una revisione della propria offerta didattica. In cantiere c’è un nuovo progetto didattico che sarà definito a breve. Rimangono confermate le proposte in Pinacoteca e al Teatro Olimpico, curate dall’associazione per la didattica museale Ardea: tra queste, i laboratori che invitano i ragazzi a soffermarsi su alcuni particolari dei quadri come la gestualità dei personaggi, gli sguardi, gli animali presenti nei dipinti per arrivare ad una lettura critica dell’opera; il laboratorio che introduce alla vita di Andrea Palladio attraverso lo "smontaggio" della scena frontale del Teatro Olimpico con la visita al teatro; il laboratorio d’incisione che si concentra sull’analisi delle stampe della famiglia Sadeler custodite a Palazzo Chiericati.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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