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22/09/2009

Al Salone degli Zavatteri nuovo appuntamento con “Cantieri in cantiere”: di scena il restauro della Fontana dei Fiumi di Bernini a Roma

Ultimo appuntamento con "Cantieri in cantiere", la serie incontri-conferenze che mette a confronto il restauro della Basilica Palladiana con altri importanti cantieri di restauro attualmente in corso in Italia.
Dopo il restauro di Palazzo Tassoni di Ferrara presentato la settimana scorsa, l'incontro di giovedì 24 settembre al Salone degli Zavatteri alle 17 mostrerà i lavori di conservazione della Fontana dei Fiumi di Roma, con la partecipazione di Anna Maria Pandolfi dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro. All'appuntamento - promosso dagli assessorati alla cultura e ai lavori pubblici, in collaborazione con la ditta Sacaim di Venezia e la Fondazione Cariverona - saranno presenti anche Flavio Albanese, fondatore dello studio Asa Studioalbanese e direttore della rivista internazionale di architettura Domus, ed Eugenio Vassallo, direttore dei lavori del cantiere della Basilica Palladiana.

La Fontana dei Quattro Fiumi si trova a Roma in piazza Navona ed è stata ideata e plasmata dal celebre scultore e pittore barocco Gian Lorenzo Bernini nel 1651, su commissione di Papa Innocenzo X. La fontana si compone di una base formata da una grande vasca ellittica, sormontata da un magnificente gruppo marmoreo - composto dalle allegorie dei quattro principali fiumi della Terra (Nilo, Gange, Danubio, Rio della Plata) inserite in un paesaggio marino - sulla cui sommità si eleva un obelisco egizio (Obelisco Agonale) di epoca romana.
La proposta di realizzare un cantiere alla Fontana dei Quattro Fiumi è stata il risultato di un’intesa tra l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro e la Soprintendenza ai beni culturali del Comune di Roma. Intesa derivata dall’esigenza di portare un intervento conservativo a un'opera, quella di Bernini, che presentava ormai marcati segni di degrado.
L’obiettivo del lavoro svolto è stato quello di attuare un piano di opere complessivo e organico basato sulla gestione integrata delle conoscenze sul monumento e sull’ambiente nel quale è inserito, nell’ottica di ridurre al minimo indispensabile i trattamenti di restauro, per assicurare la trasmissione al futuro del monumento nella sua autenticità.
Gli interventi conservativi hanno riguardato gli apparati scultoreo-architettonici dell’opera di Gian Lorenzo Bernini, in cui alla spettacolarità delle forme dinamiche, potenziate dalle suggestioni dell’acqua, si fonde la funzione di struttura di sostegno dell’antico obelisco egizio.
Per fondare le scelte su basi il più possibile solide, il processo conservativo è stato contrassegnato lungo tutto il suo percorso da attività integrate di ricerca di tipo storico-documentale e tecnico-scientifico allo scopo di istituire un sistema capace di supportare il  lavoro. La scelta progettuale operata è stata quella di restituire il carattere di unitarietà   dell’immagine recuperandone sia le forme scultoree nelle parti inferiori a contatto con l’acqua, che erano deformate dalle spesse incrostazioni depositatesi sul modellato originario, sia l’omogeneità del registro cromatico dai toni chiari, propri del travertino e del marmo che tuttavia espone armonicamente le tracce e le patine a testimonianza del  passaggio del tempo.

Annamaria Pandolfi si laurea in architettura con lode nel 1974 all’Università degli studi di Roma. Dal 1980 è inserita nell’organico dell’amministrazione dei Beni culturali prestando servizio in un primo tempo presso la Soprintendenza per i beni ambientali architettonici artistici e storici della Puglia e successivamente presso le Soprintendenze per i beni ambientali e architettonici della Campania (a Napoli), e per i Beni ambientali architettonici artistici e storici delle province di Caserta e Benevento (a Caserta-Reggia).
Nel 1984 viene trasferita all’Istituto centrale del restauro - ora ISCR - dove opera fino ad oggi. All’interno dell’Iscr, oltre a molti lavori in territorio nazionale, ha svolto incarichi anche all’estero. Dal 1984 svolge attività di docenza sui temi riguardanti i problemi conservativi dell’architettura presso la scuola dell’Iscr per Restauratore di beni culturali.
Ha insegnato anche all’Istituto universitario di architettura di Venezia (1998) e all’Università della Tuscia (2000).
Dal 2001 al 2008 è stata direttore e docente dei corsi di aggiornamento “Conservazione per i beni culturali ecclesiastici - I beni architettonici“ destinati agli operatori diocesani (architetti, ingegneri, storici dell’arte) a cura della Conferenza episcopale italiana.

La partecipazione agli incontri è gratuita.
Ingresso dal Salone degli Zavatteri (piano terreno della Basilica Palladiana).

Informazioni: Comune di Vicenza, assessorato alla cultura, tel. 0444 221541.

 

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