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07/09/2009

“Cantieri in cantiere”, giovedì 10 settembre il restauro delle Gallerie dell’Accademia a Venezia

Continua al Salone degli Zavatteri la panoramica di approfondimento sui monumentali interventi di restauro in corso in Italia

Dopo la Torre di Pisa e l’Arca di Cansignorio della Scala a Verona, sarà la volta delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il cui iter di restauro verrà illustrato proprio dal Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio di Venezia, l’architetto Renata Codello. L’appuntamento che si terrà giovedì prossimo 10 settembre alle 17 al piano terreno della Basilica Palladiana fa parte del ciclo di incontri-conferenze “Cantieri in cantiere”, l’iniziativa che, promossa dagli assessorati alla cultura e ai lavori pubblici in collaborazione con la ditta Sacaim di Venezia e la Fondazione Cariverona, continuerà fino a fine settembre la panoramica di approfondimento sui monumentali interventi di restauro in corso in Italia.

Nel cuore della Basilica Palladiana, accompagnato dal caratteristico sottofondo dei lavori in corso, interverrà alla discussione anche il vicentino Flavio Albanese, fondatore dello studio Asa Studioalbanese e direttore della rivista internazionale di architettura Domus.

L’architetto Renata Codello illustrerà, passo dopo passo, le problematiche e i successi del progetto di ampliamento delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, museo nato dalle soppressioni napoleoniche e austriache degli enti civili e soprattutto religiosi, istituito nel 1807, e finalizzato alla didattica per l’annessa Accademia di Belle Arti.

Sede della nuova istituzione fu il complesso della Carità – comprensivo di chiesa, scuola, canonica e ospedale - che, avendo una destinazione originaria molto diversa, disponeva di spazi poco adatti a contenere l’immenso patrimonio proveniente dalle soppressioni, a cui si aggiunsero nel tempo lasciti ed acquisti. Poco dopo Antonio Selva veniva incaricato di “rinvenire il disordine degli stabili” e attuava una prima radicale ristrutturazione del complesso dividendo orizzontalmente la chiesa, ricavando ambienti per la scuola al piano terreno e un grande spazio espositivo al piano superiore. Succedono nel tempo vari interventi edilizi, paralleli a contemporanee operazioni di riorganizzazione della Pinacoteca fino agli ultimi interventi realizzati da Carlo Scarpa, tra il 1945 e il 1960, che conferiscono alle Gallerie l’immagine attuale.

Nel 2004, con il trasferimento dell’Accademia di Belle Arti nella nuova sede degli Incurabili alle Zattere, diventa possibile realizzare il progetto di ampliamento delle Gallerie che porterà la superficie disponibile per il museo a 12 mila metri quadrati. La Soprintendenza di Venezia ha elaborato soluzioni capaci di coniugare la conservazione degli edifici, il progetto architettonico e l’adeguamento funzionale e impiantistico. Il tema principale è stato quello di riuscire ad afferrare l’attenzione del visitatore, anche il più distratto, accompagnandolo in una visita interamente guidata, scandita dalla continuità tra uno spazio storicizzato e uno spazio contemporaneo. Un tema progettuale di notevole suggestione e, al contempo, di estrema difficoltà. Si è trattato di sciogliere il nodo intricato dei percorsi, dipanandolo in un filo pressoché continuo che procede dall’ingresso all’uscita, ridisegnando con ciò l’assetto complessivo del museo.

L’assoluta preminenza delle Gallerie si fonda sull’eccezionale qualità delle opere esposte tra le quali i capolavori di Tiziano, Carpaccio, Tiepolo, Tintoretto, Veronese, Bellini, Lotto, Piero della Francesca e Giorgine, e ancora, Cataletto, Guardi, Longhi e il piccolo foglio del supremo Homo ad circulum leonardesco.

Ogni anno le Gallerie dell’Accademia ospitano oltre 260 mila visitatori con un incremento, nel solo 2008, del 12,83 per cento pur in presenza del cantiere realizzato mantenendo sempre aperto il museo. Con il raddoppio degli spazi verrà realizzata la Grande Accademia in cui potranno essere esposte almeno altre 300 opere in aggiunta alle quasi 400 già oggi in mostra nelle sale della Pinacoteca veneziana, tempio indiscusso della grande pittura veneta.

“Cantieri in cantiere” proseguirà poi con gli ultimi due incontri: giovedì 17 settembre l’architetto Andrea Alberti (Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio del Veneto Orientale) parlerà del restauro di Palazzo Tassoni a Ferrara, mentre giovedì 24 settembre l’architetto Anna Maria Pandolfi dell’Istituto Superiore per la conservazione ed il restauro metterà il luce le tecniche utilizzate nel restauro della Fontana dei Fiumi di piazza Navona a Roma.

La partecipazione agli incontri è gratuita.
Ingresso dal Salone degli Zavatteri (piano terreno della Basilica Palladiana)
Informazioni: Comune di Vicenza - assessorato alla cultura tel. 0444 221541.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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