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08/06/2009

Elezioni europee a Vicenza, il commento del sindaco Variati: “Non emergono in città novità sostanziali. È un risultato inerziale, come se fossimo in attesa di qualcosa”

Il giorno dopo la chiusura dei seggi per le elezioni del Parlamento europeo, il sindaco di Vicenza, Achille Variati, analizza i dati, in particolari quelli della città, e trae alcune conclusioni: “Confrontando il voto di quest’anno con quello delle politiche dell’anno scorso – evidenzia Variati – il primo dato interessante e molto significativo è l’abbassamento del numero dei votanti: anche qui da noi, a Vicenza, siamo passati da oltre 70 mila a neanche 55 mila votanti. Secondo me, ciò non è imputabile ad un disamore dei cittadini nei confronti dell’Europa o ad una scarsa conoscenza delle problematiche europee, perché in realtà, in Italia il voto è stato estremamente politicizzato; in Veneto, addirittura, si è trasformato in una sorta di primarie interne tra Pdl e Lega per decidere a chi spetterà governare la Regione”.

“Il secondo dato interessante, che poi è conseguenza diretta del primo – aggiunge inoltre il sindaco –, è che, almeno qui a Vicenza, tutti i partiti perdono voti con la sola eccezione dell’Italia dei valori. Persino la Lega Nord, che in percentuale ha guadagnato 3 punti, in realtà, in valori assoluti, ha perso “teste”, perché è passata dai 12719 voti delle politiche del 2008 a 11608 voti per le elezioni europee di quest’anno. Anche il Partito democratico, che pur l’anno scorso si è presentato con il Partito Radicale, è passato da circa 22 mila voti ottenuti nel 2008 a 13240 ottenuti quest’anno. L’unica eccezione è appunto l’Idv che, nonostante la minore partecipazione al voto, ha registrato un incremento di votanti del 50%, passando da poco più di 3000 voti a oltre 4500. Per cui, mettendo insieme a Vicenza Pd, Idv e Radicali, si nota che nel 2008 ottennero il 36,4%, quest’anno il 36,8%. Così come il Pdl prese il 28,16% e quest’anno il 28,35% dei voti. Chiaro che tra politiche ed europee i corpi elettorali sono diversi, tuttavia è impossibile non fare queste considerazioni a Vicenza”. 

“In definitiva – conclude Variati – non vedo sostanziali novità a Vicenza. Si tratta di un voto inerziale, che par quasi suggerire che noi veneti è come se fossimo in attesa di qualcosa che ancora non c’è”.

Per quanto riguarda il voto a livello nazionale, Variati aggiunge: “Non credo Berlusconi abbia stappato alcuna bottiglia: il risultato ottenuto dal Pdl è infatti ben lontano dal 45% che il premier si aspettava. Il Pd, dal canto suo, ha ottenuto un risultato modesto, ai limiti della messa in discussione del suo progetto. La Lega Nord invece dimostra di essere riuscita a farsi partito di lotta e di governo: c’è riuscita o glielo hanno permesso, perché di fatto è un partito territoriale che governa a Roma, ma che non è percepito come ‘romanizzato’. Tuttavia anche la Lega è un partito che ha ancora alcune scommesse da giocarsi: alla vigilia, tra grandi applausi, ha portato a casa la legge sul federalismo fiscale, ma adesso viene avanti il secondo atto del federalismo, ovvero la sua applicazione con tutte le problematiche relative alle risorse da destinare alle autonomie locali. Ci saranno?”.

 

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