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17/04/2009

In mostra al Museo Diocesano i "Tesori da Santa Corona" in occasione del restauro del grande tempio di proprietà comunale

Bellini, Veronese, Pittoni e altri maestri della pittura veneta dal XIV al XVIII secolo

A Vicenza quattro Istituzioni collaborano da mesi per la realizzazione di un grande progetto che vedrà esposte, dal 18 aprile 2009 al Museo Diocesano, le 14 opere più importanti provenienti dalla chiesa di Santa Corona. Il Comune di Vicenza con i Musei Civici, La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la Diocesi di Vicenza con il Museo Diocesano e la Banca Popolare di Vicenza partecipano ad una rara operazione di valorizzazione delle opere dei grandi maestri della pittura veneta dal ‘400 al ‘700, in attesa dell’impegnativo e radicale restauro del complesso di Santa Corona.

Il centro simbolico di questa iniziativa sarà il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, l’opera pittorica più celebre in città, recentemente restaurata e di ritorno dalla mostra alle Scuderie del Quirinale dedicata al pittore veneziano. La pala, considerata da molti studiosi come la più felice realizzazione del maestro figlio di Jacopo e cognato di Andrea Mantegna, condivide gli spazi di Santa Corona con altri artisti celebri quali Paolo Caliari il Veronese, Alessandro Maganza, Giambattista Pittoni, Bartolomeo Montagna, Marcello Fogolino e Leandro Bassano. Antonio Paolucci definisce il Battesimo come “uno dei venti dipinti più emozionanti della pittura italiana”.

I tredici dipinti e il crocifisso ligneo del ‘300 troveranno casa nell’esposizione allestita nel Salone d’Onore del Palazzo Vescovile, in attesa di fare ritorno alla loro collocazione originaria, dando la possibilità al visitatore o allo studioso di ammirare le opere durante i lavori grazie anche ad una illuminazione studiata per l’evento. All’interno del Museo Diocesano saranno indicati, con didascalie riconoscibili, altri due importanti manufatti provenienti da Santa Corona e già parte delle collezioni permanenti: il preziosissimo Reliquiario della Sacra Spina donato da San Luigi IX di Francia al vescovo Bartolomeo da Breganze e Il Piviale dei Pappagalli di manifattura siciliana del sec. XIII. Il catalogo edito da Terra Ferma, con foto in alta risoluzione e un apparato critico rinnovato e tradotto integralmente in inglese, darà modo al visitatore di cogliere l’importanza di un’operazione complessa e di portata scientifica oltre che culturale.

Un video di quindici minuti circa introdurrà il percorso espositivo come un format televisivo da documentario, realizzato per la mostra con qualità cinematografica ad alta definizione.

L’allestimento, finanziato dalla Banca Popolare di Vicenza, testimonia “Il legame che unisce la Popolare di Vicenza a Santa Corona nel nome di Giovanni Bellini rende ancora più significativa questa collaborazione che ci vede impegnati […] nel comune obiettivo di mantenere visibile al pubblico, durante il restauro della chiesa, una parte così insigne del patrimonio artistico vicentino”.

L’importante esposizione a Vicenza inizierà proprio il 18 aprile, come apertura dell’XI Settimana della Cultura voluta dal MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali (la settimana si concluderà il 26 aprile), sostenuta con passione dal Soprintendente dott. Fabrizio Magani e dalla Direttrice dei Musei Civici di Vicenza, dott.ssa Maria Elisa Avagnina, quale occasione di sensibilizzazione aperta a tutti i cittadini.

“La particolarità di questo modo di fare cultura è nel pensare che le opere d’arte di una chiesa che chiude per restauro, solitamente imballate e riposte in un magazzino, possano diventare l’occasione per un’esposizione che mantenga viva l’attenzione su di loro, evitando così il rischio che un restauro che si protrae nel tempo, precluda il godimento dell’opera”, osserva mons. Francesco Gasparini, Direttore del Museo Diocesano.

Nel periodo in cui le opere rimarranno al Museo Diocesano, numerose iniziative daranno la possibilità al visitatore di cogliere nuovi spunti e scoprire altri tesori provenienti da Santa Corona e mai esposti al pubblico, ravvivando l’interesse per una vicenda artistica assolutamente originale con un nuovo allestimento che si andrà a integrare a quello iniziale. Già dall’inaugurazione una quindicesima opera importantissima per Vicenza è stata scelta per chiudere visivamente le prospettive dello spazio espositivo, scegliendo la grande tela appena restaurata di Bartolomeo Montagna, Madonna con il Bambino tra i SS. Giovanni Battista, Bartolomeo, Agostino e Sebastiano proveniente dalla Pinacoteca Civica.

“ Il visitatore rimarrà piacevolmente colpito della mobilità di alcune delle opere esposte, la definirei una sorta di expo-in-progress, proprioperché saranno restaurate negli spazi del Salone, per mantenere vivo il sapore del cantiere che prende forma a pochi metri da Piazza Duomo” nelle parole del Conservatore del Museo Diocesano, dott. Davide Fiore “Il Crocefisso ligneo del XIV secolo prima e La Madonna delle stelle poi saranno le prime oggetto di restauro. Quest’idea ha incontrato anche la sensibilità del Vescovo di Vicenza, mons. Cesare Nosiglia, che ha voluto sostenere l’iniziativa proprio per porre l’accento sull’importanza del genio artistico nel percorso di fede”.

L’edificio:

La grande chiesa di Santa Corona è uno scrigno di tesori che spaziano dalla pittura alla scultura, dagli argenti fino ai tessuti; opere d’arte e di artigianato di altissimo livello artistico che sono parte integrante della storia della città. Il complesso monumentale con l’annesso convento dei frati domenicani è stato voluto dal vescovo Bartolomeo Breganze nel 1260. L’edificio nasceva come tempio per accogliere la reliquia della Santa Spina della Corona di Gesù Cristo (il reliquiario è oggi conservato al Museo Diocesano).

I dieci anni di lavori per la costruzione della chiesa a tre navate, dal 1260 al 1270, furono solo l’origine di un’opera che non ha mai smesso di arricchirsi fino a tutto il XIX secolo, diventando uno dei più grandi tesori d’arte nel territorio veneto.

Grandi nomi della tradizione scultorea, pittorica ed architettonica veneti hanno contribuito ad impreziosire Santa Corona celebrando non solo la fede, ma anche il potere economico di famiglie nobiliari e mercantili che hanno trovato nelle cappelle laterali la loro degna sepoltura, come la celebre Cappella Valmarana progettata da Andrea Palladio.

Alcune opere pittoriche sono tappe imperdibili per il visitatore o il turista che si reca in città, attirato dai maestri della pittura veneziana che a Santa Corona convivono da cinquecento anni, oltre che a dei manufatti più rari, come lo straordinario Altare Maggiore ricoperto di tarsie marmoree e madreperla che cattura l’attenzione per i suoi colori brillanti ma equilibratissimi.

Il Catalogo:

La pubblicazione, curata dal Conservatore del Museo Diocesano di Vicenza, dott. Davide Fiore, è stata pensata per essere di facile consultazione, con schede critiche leggibili ed esaurienti, quali strumento per la migliore comprensione delle opere. Il catalogo, edito da Terra Ferma in un formato che permette di godere appieno delle immagini, avrà foto ad altissima risoluzione realizzate da Mauro Magliani su incarico della Soprintendenza. Tutte le schede e l’introduzione firmata dal prof. Franco Barbieri, che narra la storia di Santa Corona, sono tradotte in inglese.

Il Video:

Il percorso espositivo inizierà con un video di 15 minuti circa e racconterà la nascita di questo progetto tra Istituzioni, con immagini dei dipinti, interventi di studiosi e soprattutto le avvincenti fasi di smontaggio e trasporto delle opere, che rimarranno come documento dell’operazione. La prima opera arrivata al Museo Diocesano, il Battesimo di Cristo del Bellini, è stata trasportata a mano da 15 facchini, operazione laboriosa considerando che con la cassa climatizzata, disegnata appositamente, ha raggiunto il peso di oltre 6 quintali.

Il video è stato realizzato in digitale con una Red OneCamera da Esperimento Cinema di Immesi Luca di Vicenza.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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