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20/02/2009

Sindaco sul Dal Molin: “Errore storico la scelta del luogo e sulla bilancia solo il piatto della ragion di Stato. I lavori saranno lunghi, senza intese potrebbero diventare lunghissimi"

“Serve un equilibrio tra la ragion di Stato e quelle della comunità”. A queste parole, del presidente Napolitano, si è appellato il sindaco di Vicenza Achille Variati in occasione della presentazione del commissario di Governo Paolo Costa del progetto definitivo della nuova base, alla presenza del console generale americano A. Daniel Weygandt.

“Non voglio rovinarvi la festa - ha detto Variati -  ma da vicentino tra non vicentini dico che è stata scelta l’area peggiore possibile per costruire la nuova base e che la responsabilità storica di questo errore ricadrà su chi l’ha indicata”.

“Da sindaco - ha proseguito Variati - aggiungo che è mio compito prendermi cura della mia città e in questo senso chiedo che ci si ricordi dell’invito del presidente della Repubblica Napolitano ad equilibrare la ragion di Stato con quelle del territorio. Oggi, con la comunicazione della firma del progetto definitivo e del via ai lavori, l’onorevole Costa fa pesare il piatto della ragion di Stato. Non solo: il commissario di governo lascia vuoto il piatto delle ragioni della comunità, comunicandoci di non voler considerare la questione ambientale e non facendo sufficiente chiarezza sui passaggi e i finanziamenti delle infrastrutture necessarie al territorio per sopportare il nuovo insediamento”.

“Da sindaco - ha concluso Variati - annuncio che non avendo avuto risposta dallo Stato rispetto alla questione ambientale,  l’amministrazione si rivolgerà all’Europa. Quanto alla richiesta di finanziamento della tangenziale nord, che lo stesso Costa accoglie in un ragionamento complessivo sul completamento della circonvallazione di Vicenza con via Aldo Moro, ribadisco che anch’essa rientra tra le ragioni della comunità a cui una risposta chiara e positiva è dovuta.

Al console americano dico che Vicenza è sempre stata terra ospitale verso gli americani, ma ricordo che ospitalità non vuol dire stupidità e proprio in virtù della nostra lunga e consolidata attenzione oggi chiediamo che siano rispettate le nostre esigenze. All’onorevole Costa ricordo infine che i lavori saranno lunghi e che, se non si raggiungono delle intese sulle ragioni della comunità, potrebbero diventare lunghissimi”.

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