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20/02/2009

Sabato 21 febbraio allo Spazio Bixio «50 lire»: da Civita Castellana la storia della "fabbrica senza padrone"

Uno spaccato di storia italiana, un tuffo nel passato di quell'Italia che ha fatto l'Italia: spinta da un'innata volontà di fare, ma anche a costo di grandi sacrifici. È questo "50 lire", lo spettacolo che la compagnia Ventichiaviteatro di Roma porta allo Spazio Bixio di Vicenza il corrente sabato 21 febbraio, alle 21, nell'ambito di Teatro Elemento, rassegna di prosa promossa dal Comune di Vicenza, patrocinata dall'amministrazione provinciale, curata per la parte artistica e organizzativa da Theama Teatro e realizzata in collaborazione con la Fondazione Vignato per l'Arte e il circuito TeatroNet.

Scritta e interpretata da Ferdinando Vaselli, diretta da Valentina Esposito, la storia di "50 lire" è quella vera di un gruppo di operai che nel 1954, a Civita Castellana, nell'Alto Lazio, un giorno decisero di scendere in sciopero per chiedere un aumento alla fabbrica di laterizi per la quale lavoravano: con passione artigianale, scartavetrando e soffiando sui sanitari di ceramica fino a farli diventare lucidi e perfetti come specchi; senza sapere, però, che ad ogni soffio i loro polmoni si riempivano di quella sottile, impalpabile polvere tossica che avrebbe portato molti di loro ad ammalarsi e morire di silicosi. Vaselli ha raccolto tanti racconti di quegli operai, una ventina dei quali, durante quel famoso sciopero, avevano preso una decisione che avrebbe cambiato la loro vita e quella dei loro figli, trasformando anche il tessuto economico della loro terra, destinata a diventare un esempio di quel "miracolo italiano" che il mondo ci invidia (o almeno ci ha invidiato; una storia analoga a quella del Nordest): mettersi in proprio, tirare fuori tutto quello che avevano messo da parte (chi per sposarsi, chi per far studiare i figli, chi per comprarsi una casa) per aprire una "fabbrica senza padrone", divenendo soci-operai di un'azienda della quale ciascuno di loro venti avrebbe posseduto la chiave (la denominazionale Ventichiavi della compagnia teatrale non è un caso, naturalmente). Questo lavoro ha tra l'altro vinto il Premio "Enrico Maria Salerno" per la Drammaturgia Europea nel 2006.

«La drammaturgia - spiega Vaselli - si snoda attraverso queste testimonianze. Durante il percorso teatrale prendono corpo le voci dei protagonisti tra racconto diretto e indiretto, tra confessioni e narrazioni, mediate e intrecciate all’interno di una partitura fisica e scenica. Il lavoro sulle azioni fisiche parte dallo studio sul ciclo produttivo dei sanitari, dalla manipolazione dell’argilla al modellamento delle ceramiche, dall’impasto delle terre alla stampa delle forme, quando tutto o quasi tutto si faceva con le mani, e di racconto in racconto procede epicamente verso la rappresentazione simbolica di un’epoca, di un sistema economico e produttivo, di un’Italia che non c’è più».

Biglietti a 10 euro (8 i ridotti). Lo Spazio Bixio si trova in via Mameli, 4 (angolo via Nino Bixio). Per le prenotazioni ci si può rivolgere ai numeri 392 1670914. Informazioni anche su www.theama.it e www.spaziobixio.com.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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