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15/01/2009

Variati commenta il privilegio concesso a Roma di sforare il patto di stabilità: “E’ la goccia che fa traboccare il vaso”. E intanto chiede al Governatore Galan di impugnare l’atto legislativo

“Sono molto arrabbiato e mi sento pure umiliato – ha dichiarato stamane il sindaco Achille Variati in seguito alla fiducia votata ieri alla Camera al decreto anticrisi, con il quale, tra le altre cose, si concede al Comune di Roma, l’unico in Italia, la possibilità di non rispettare il patto di stabilità -. Nei tribunali sta scritto che la legge è uguale per tutti, ma in Italia così non sembra. Lo Stato non riesce a rompere il sistema dell’assistenzialismo verso il Sud: dopo quasi 150 anni dall’Unità d’Italia non ha portato a niente e, anzi, la questione meridionale è ancora tutta da risolvere, nonostante il fiume di quattrini là destinato in tutti questi anni. Una situazione del genere sta diventando indigeribile per i Comuni veneti, che da sempre amministrano correttamente e con attenzione, nella logica del buon padre di famiglia.

“Basterebbe una parola d’ordine, responsabilità – ha aggiunto Variati –, e invece assistiamo al privilegio riservato alle cicale romane. È la classica goccia che fa traboccare il vaso. Da stamane in Veneto i telefoni di Comuni grandi e piccoli scottano. Giunti a questo punto esigiamo un segnale entro il 2009: o il Parlamento affronta concretamente la questione del federalismo fiscale oppure rivede i parametri del patto di stabilità, che impedisce ai Comuni di fare investimenti sul territorio. Il Nord è da sempre il motore dell’Italia, per cui se si bloccano gli investimenti degli enti locali in un momento di crisi economica come questo, significa fermare il Paese. Senza contare che se i bilanci dei Comuni vengono ridotti così male da non poter garantire la solidarietà verso chi ha più bisogno, si viene a configurare un futuro prossimo davvero molto difficile. Chiederemo spiegazioni, anche attraverso l’Anci. E non escludiamo manovre eclatanti, drastiche, che concorderemo compatti.

“Chiedo infine al Governatore del Veneto Giancarlo Galan – ha concluso il sindaco - di impugnare l’atto legislativo, una volta perfezionato dal Parlamento, per manifesta illegittimità, in quanto crea una ingiustificabile disparità tra gli enti locali di questa Repubblica. La Regione ha questa facoltà, la eserciti”.  

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