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23/10/2008

Variati scrive a Berlusconi sul Dal Molin: “Progetto primitivo, manca la definizione di opere senza le quali la base non sarebbe neppure funzionale, e rischierebbe l’isolamento viabilistico"

Chiediamo la VAS e la VIA sul complesso delle opere non compensatorie ma in realtà complementari come la Tangenziale Nord

Caso Dal Molin: il sindaco di Vicenza Achille Variati questa mattina ha scritto una nuova e articolata lettera al presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Questo il suo commento sul senso della nuova missiva: “Dico al governo: volete fare la base militare al Dal Molin? Noi non siamo d’accordo, ma anche a prescindere da questo non la potete fare così. Siete ad un livello primitivo dal punto di vista progettuale e state facendo un enorme errore, cacciando gli americani in un vicolo cieco. State pensando alla costruzione della base come se fosse una cosa autonoma, avulsa dal contesto urbano di Vicenza. La tangenziale nord, per la quale non è ancora stato stanziato nemmeno un euro e di cui manca un progetto credibile, non può essere una compensazione come alcuni, anche qui, sostengono. Chi lo pensa è almeno uno sprovveduto: questa infrastruttura, come altre indispensabili opere complementari, è essenziale alla stessa funzionalità dell’insediamento. Senza, la base semplicemente non ha senso”.

Non solo: secondo Variati, come indica la normativa europea, nazionale e regionale, e come richiede una più matura consapevolezza dei cittadini rispetto al tema della qualità della vita, è indispensabile elaborare “uno studio preliminare degli impatti e delle compatibilità ambientali non limitato al solo progetto dell’insediamento militare, ma esteso al complesso delle opere complementari: tra cui una tangenziale nord che interesserebbe una larga parte della città e che non essendo opera militare non può sottrarsi a queste valutazioni, ma senza la quale come detto la stessa base non avrebbe senso”. Ciò che il sindaco di Vicenza chiede oggi con forza al governo è la Valutazione Ambientale Strategica del complesso programma di interventi e la Valutazione d’Impatto Ambientale sul progetto definitivo.

“Spero ancora in un ripensamento - conclude Variati nel commentare la lettera -  e in ogni caso non rinuncio, da sindaco, all’ideale sovranità su tutto il territorio del Comune. Se non mi dovessero ascoltare metterò in campo tutti i miei poteri per bloccare, invalidare, ritardare, ostacolare qualcosa che sentirei come un pericolo per i miei concittadini. E che finirebbe, paradossalmente, per essere un “regalo avvelenato” anche per gli americani”.

La lettera, che è stata spedita anche al commissario straordinario del governo on. Paolo Costa, all’ambasciata degli Stati Uniti d'America e al comando americano “SETAF”, ripercorre anche le ultime tappe della vicenda, compreso l’esito della consultazione spontanea con i 24 mila cittadini che si sono espressi contro il nuovo insediamento militare: “un’opposizione - spiega il sindaco - di natura civica, che va ben oltre i confini di un dissenso marginale e dalle connotazioni estremistiche”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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