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09/10/2008

Omaggio a Rigoni Stern alla chiesa dei Santi Ambrogio e Bellino

Un omaggio a Mario Rigoni Stern, lo scrittore asiaghese scomparso pochi mesi fa, viene proposto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza alla Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino da sabato 11 ottobre. Si tratta della rassegna di fotografia "Mario Rigoni Stern: l’indice della memoria", organizzata in collaborazione con la Galleria Arte Sgarro di Lonigo, con il concorso di AIM e Regione Veneto. Apertura fino al 16 novembre, il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 19; il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero.

La commemorazione di un grande scrittore attraverso la valorizzazione di alcuni giovani artisti è l’obiettivo principale della mostra. Partendo dalla lettura delle opere di Rigoni Stern, ognuno degli otto fotografi (tutti under 30) ha meditato su alcuni particolari aspetti della sua vita e dei suoi racconti, riassunti per l’occasione nei tre nuclei tematici della mostra: Guerra, Rinascita e Scrittura.

Le fotografie esposte sono quindi personali rielaborazioni nate dalla riflessione che i giovani fotografi hanno realizzato prendendo come canovaccio gli scritti dell’autore, daIl sergente nella neve all’ Ultima partita a carte. Ogni fotografo si è misurato con le parole cariche di memoria dello scrittore, trasfigurando le suggestioni ricevute nel linguaggio fresco della fotografia e della rielaborazione digitale. Ispirati dalle opere di Rigoni Stern essi hanno saputo individuare e sviluppare, ognuno attraverso la propria particolare sensibilità e fantasia, alcune corrispondenze che collegano i racconti dello scrittore alle esperienze vissute dall’uomo contemporaneo: un filo rosso che dalla Grande Guerra conduce all’orrore per i conflitti bellici che ancora continuano ad insanguinare il mondo, alla fatica della rinascita dalle ceneri delle battaglie che ciascuno di noi vive anche nel quotidiano e infine alla difficile scrittura del messaggio che ognuno lascia in eredità al mondo attraverso una testimonianza di vita. Un’occasione per rendere tributo alla figura dello scrittore recentemente scomparso ed un modo per dar vita, tramite le ventiquattro opere che compongono la mostra, a un inedito percorso espositivo. 

Dalle fotografie dal forte impatto surreale di Fabio Panichi, dove la crudezza della guerra è sottolineata dal sentimento per ciò che ci è caro, ma che sentiamo ancora lontano, alle vedute impressioniste di Fabrizio Carotti, interprete di quei luoghi del ricordo che hanno aiutato Rigoni Stern a sopravvivere alla guerra, passando per le poetiche allusive in bianco e nero di Valeria Zanini nelle quali sono l’uomo e i valori per cui lotta a predominare sul ricordo delle atrocità della guerra, trasfigurando i sacrifici fatti verso un’ipotesi di futuro migliore. La rinascita è vista invece come una radiografia per Manuela Luzi, in un corpo femminile nel quale un individuo lentamente prende vita trasformandosi ed evolvendosi nell’incertezza del proprio futuro, fino ad Alessandro Calabrese che circonda le proprie visioni paesaggistiche con quello che l’individualità di Rigoni Stern ha accolto: la scrittura come un vestito che indossiamo e che ci avvolge tutti i giorni. Diverso il lavoro di Alberto Munaretto, Alan Rossi e Lorenzo Carotti. Come fosse un istinto primordiale, che ci porta a guardare e a conoscere le nostre origini, Munaretto vede in Rigoni Stern colui che, durante la guerra, riusciva ad uscire da quel mondo fatto di morte e tristezza narrando di paesaggi che lo riportavano all’infanzia, nei prati verdi dell’Altopiano di Asiago; Alan Rossi, nel suo stile concettuale che trova compimento nell’arte grafica, scinde varie realtà quotidiane portate all’assurdità della guerra: la realtà viene fotografata come documentazione storica, l’assurdità della guerra invece è riassunta in un gesto grafico che, virtualmente, può essere cancellato dall’artista. Diverso il supporto scelto da Lorenzo Carotti che presenta un’opera di video art scaturita da una performance sull’Altopiano di Asiago: il cammino per la rinascita di Rigoni Stern è stato duro e irto di difficoltà, come trovarsi all’interno di una grotta buia cercandone l’uscita; il viaggio è lungo, come una corsia autostradale infinita che porta, dopo aversorpassato   le difficoltà, alla vastità ed alla bellezza del mondo, quindi, del futuro.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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