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05/06/2008

Il Nido va a scuola: storia di un incontro

"Il Nido e la scuola: storia di un incontro"è il titolo, suggestivo, della pubblicazione che raccoglie il percorso pluriennale di tirocini in alternanza scuola-lavoro di studenti dell’istituto professionale Montagna nei nidi comunali.

L’esperienza, tra le prime in Italia per rigore metodologico, è diventata un libro, presentato questa mattina dall’assessore all’istruzione Alessandra Moretti, dal preside dell’istituto Montagna Vanna Santi e dalle due curatrici del volume, la psicopedagogista del Comune Maria Rita Mattana e l’insegnante del Montagna Elena Vedelago.

E’ addirittura dal 1984 che gli studenti dell'istituto Montagna vengono ospitati all'interno degli asili nido del Comune per un periodo di tirocinio, ma durante questi ultimi tre anni scolastici si è dato vita ad un iter istituzionalizzato che è diventato un vero e proprio metodo. L’obiettivo, infatti, è che questo importante momento nel percorso scolastico dello studente sia davvero un’occasione di arricchimento formativo e, soprattutto, di orientamento professionale.

Non a caso, lo slogan che può riassumere questa esperienza è “imparare facendo”, attraverso un progetto formativo che si concentra sulla centralità dello studente e del suo successo formativo.

Tre le tappe metodologiche illustrate nella pubblicazione: ogni anno, prima di entrare nelle strutture comunali, i circa 50 ragazzi che frequentano la seconda superiore del corso Operatori servizi sociali vengono accuratamente preparati dagli insegnanti e dalle educatrici del nido che s’incontrano a scuola, presentano l’attività del nido e prevedono i compiti che i ragazzi dovranno svolgere; a metà dell’anno scolastico c’è l’esperienza di lavoro vera e propria, con l’accoglienza degli allievi nei nidi per quindici giorni e il monitoraggio dello stage; segue la valutazione dello studente nel percorso formativo-lavorativo al nido.

Programmazione, orientamento e approfondimento sono dunque le tappe che danno senso a un’esperienza che per i ragazzi diventa davvero formativa, anche in vista della scelta professionale.

Interessanti anche i benefici e gli stimoli all’interno dei nidi. Le educatrici, infatti, devono confrontarsi con gli studenti e saperli mettere in relazione con bambini, senza per questo interrompere le attività ordinarie del nido. I bambini, a loro volta, hanno la possibilità di relazionarsi con figure nuove, che riconoscono immediatamente come più giovani e con le quali stabiliscono un rapporto positivo.

Una curiosità: alcune educatrici dei nidi sono state allieve tirocinanti, segno che quell’esperienza è davvero servita loro per scegliere una professione. Non a caso sono proprio loro quelle che, consapevoli di quanto determinante possa essere questo momento, più delle altre incoraggiano gli allievi e li guidano alla scoperta del nido.

La pubblicazione sarà inviata al Ministero della pubblica istruzione, alla Regione, a tutti i Comuni capoluogo di provincia d’Italia ed alle università, con l’intenzione di attivare una rete di collaborazione e di confronto con iniziative analoghe, importanti momenti di raccordo tra mondo della scuola e mondo del lavoro.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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