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18/02/2008

Mercoledì 20 febbraio al teatro Astra "La lingua di Orfeo. Enigma musicale"

Orfeo: un canto tragico e lirico. Il Teatro Astra di Vicenza ospita mercoledì 20 febbraio, alle 21, "La lingua di Orfeo. Enigma musicale": uno spettacolo-concerto su testo originale e messa in scena di Livio Pacella e su musiche eseguite dal coro "Libera Cantoria Pisani", diretto dal maestro Filippo Furlan, con l'accompagnamento delle voci recitanti di Franca Grimaldi e dello stesso Pacella. Lo spettacolo - prodotto da Marvellous Sound Project - rientra nella rassegna "Astra: sipario aperto", voluta dall'assessorato per i giovani e l'istruzione del Comune e affidata, per la parte artistica e organizzativa, a Theama Teatro. L'allestimento rivisita il mito di Orfeo, offrendone un'audace rilettura: il viaggio agli inferi, alla ricerca della morta Euridice, è uno sprofondare del cantore in se stesso e nel mistero del suo stesso canto. Le voci degli attori, Franca Grimaldi e Livio Pacella, si intrecciano in scena a quelle della Libera Cantoria Pisani, che tradurrà nel cantato la ricerca musicale compiuta dal maestro Furlan, anch'essa segnata dalla sperimentazione: tutti i brani eseguiti dal coro saranno senza parole, proponendosi come puri vocalizzi di un'orchestra di voci basati sulle eterogenee composizioni di J. Alain, Radiohead, Debussy, Shostakovich, Kurtag e Meredith Monk. Questa originale sequenza si intreccia con l'esecuzione di frammenti lirici composti appositamente da Pacella per questo spettacolo-concerto, che abbraccia la dimensione squisitamente musicale della voce, dimensione magica che è propria del canto e della poesia. Con la sua lira, Orfeo incanta uomini e animali, unico mortale che varca la soglia dell'Ade, inseguendo il suo perduto amore. Il suo viaggio misterioso, tra Amore e Morte, è la fonte d'ispirazione che lega tra loro i canti corali della Libera Cantoria Pisani e la recitazione lirica di Franca Grimaldi e Livio Pacella: in una composizione letteraria originale che esplora l'orizzonte semantico del mito, in una dimensione simbolicamente onirica, evocando il sogno dell'origine stessa del canto e della poesia. Ma lo spettacolo nasce anche da una riflessione: quale senso ha la poesia, in un occidente condannato al caos delle lingue, alla babele dei significati? Nello straripamento mediatico dei nostri tempi il canto lirico si perde, si confonde e smarrisce la propria vocazione. È ancora possibile allora pensare la parola poetica come segreta sinfonia, musica misteriosa? Il canto di Orfeo è così la poesia stessa, nella sua essenza profonda che è intreccio di amore e morte. Come riportano le note di regia: "Perché Orfeo cercava disperatamente Euridice? Forse perché ne era disperatamente innamorato. Forse perché in lei era custodito il segreto del suo canto ed egli non poteva farne a meno. Forse perché lei stessa era il suo canto. Così Orfeo, discendendo negli inferi, cercava disperatamente il suo stesso canto, che egli aveva perduto alla morte di Euridice. Negli inferi Orfeo cercava forse se stesso, il suo segreto, il suo canto...la sua lingua". Informazioni e prenotazioni: Theama Teatro, stradella delle Barche, 7 a Vicenza (tel. 0444 322525 al mattino; in altri orari 348 0035186). Biglietti: a 8 euro (6 per i possessori di Carta 60 e 4 per i bambini). Altre notizie su www.cantoriapisani.it.

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