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12/10/2006

Riscaldamento nelle scuole: continua la lotta agli sprechi

Riscaldamento scuole, continua la lotta agli sprechi. Successo della razionalizzazione avviata l'anno scorso: - 2,8% sui consumi. Ora si punta a un ulteriore risparmio concentrando le attività pomeridiane in un'unica scuola per Istituto comprensivo. L'assessore Abalti: "Un tavolo tecnico per individuare misure strutturali di contenimento della spesa".

E' stato presentato questa mattina il processo di razionalizzazione attivato in tema di riscaldamento delle scuole di proprietà comunale, per il contenimento dei costi e la lotta agli sprechi.
Gli obiettivi raggiunti e i criteri di razionalizzazione stabiliti per gli Istituti comprensivi sono stati presentati dall'assessore per i giovani e l'istruzione Arrigo Abalti, alla presenza del coordinatore degli istituti comprensivi di Vicenza Urbano Bonato. Un risparmio sui consumi del 2,8% rispetto all'anno scolastico precedente: è questo il dato più importante presentato dall'assessorato ai Giovani e all'Istruzione del Comune di Vicenza sul riscaldamento scolastico, così come emerge dal rapporto di AMCPS per il 2005-2006. L'anno scorso l'assessorato, d'accordo con la Giunta, aveva varato nuove linee guida per il contenimento della spesa del riscaldamento, un capitolo che rischiava di andare rapidamente fuori controllo. La riduzione del consumo di gas metano nelle scuole medie inferiori, elementari, materne e negli asili nido c'è stata. E assume ulteriore rilievo se confrontata al trend di crescita dei consumi registrato negli ultimi anni (nel 2004-2005 era stato del 1,7%).
«Siamo sulla strada giusta - commenta l'assessore Arrigo Abalti - Di fatto, in un solo anno, abbiamo riportato il consumo di metano a un livello più basso rispetto a quello del 2003/2004. Ed è un risultato di cui dobbiamo ringraziare le scuole, che hanno collaborato con grande senso di responsabilità alle politiche varate dall'Amministrazione Comunale. Tuttavia, in un momento storico in cui i fondi a disposizione degli enti locali diminuiscono costantemente, dobbiamo fare di più. Nuove misure di razionalizzazione entreranno in vigore quest'anno. E dobbiamo guardare più lontano: la sola lotta agli sprechi non basta».
La Giunta ha varato nuovi criteri per la gestione del riscaldamento scolastico. La temperatura, che l'anno scorso era stata portata a 19 gradi, non verrà ridotta ulteriormente. La riduzione dei consumi, che riguarda anche aspetti di minore impatto, si concentrerà nuovamente sulle attività pomeridiane. Nei giorni scorsi ai dirigenti degli istituti e ai responsabili dei servizi scolastici è stato richiesto di specificare l'organizzazione delle attività scolastiche (tipologia, orari, luoghi ecc.). Sulla base delle risposte, i nuovi criteri prevedono che ogni istituto comprensivo individui un edificio come sede unica delle attività pomeridiane, con orario pieno. Un polo scolastico in cui verranno concentrate le attività, in modo da razionalizzare la spesa per il riscaldamento evitando gli sprechi causati dalla dispersione delle attività tra i diversi edifici.
Ma la vera novità riguarda le scelte per il futuro. L'analisi dei dati rivela che la riduzione dei consumi è stata significativa (rispetto all'aumento tendenziale annuale verificato anche tra stagione invernale 2003-2004 e 2004-2005 si attesta oltre il 4%). Allo stesso tempo, tuttavia, l'incremento del costo del combustibile ha fatto segnare in tre anni un allarmante + 23,5%. Il risultato è che la riduzione dei consumi non arriva a bilanciare, da un punto di vista economico, l'aumento del costo del gas. A destare ulteriore preoccupazione è il fatto che le misure di contenimento del consumo varate, anche alla luce dei nuovi criteri per il 2006-2007, vanno di fatto a esaurire le possibilità di razionalizzazione della spesa.
Da qui l'idea di un ripensamento di vasta portata dell'approccio al tema del riscaldamento, come spiega l'assessore Abalti: «È chiaro che dobbiamo pensare a una nuova strategia: per questo ho deciso di varare un tavolo tecnico che, in pochi mesi, individui una serie di misure strutturali per contenere la spesa complessiva. Se da un lato non possiamo permetterci un costo in continua crescita, dall'altro dobbiamo preservare il benessere degli studenti e di chi nelle scuole lavora. Non possiamo chiedere altri sacrifici alle scuole: dobbiamo trovare altre strade».
Si pensa in particolare a soluzioni proprie della moderna edilizia pubblica: edifici in grado di ridurre al minimo il fabbisogno energetico esterno per il riscaldamento. Allo stesso tempo, per valutare l'impatto delle strategie attuate sul funzionamento delle attività scolastiche, è stato istituto da quest'anno un "Gruppo di lavoro tecnico comunale per il servizio di riscaldamento", composto dai tecnici degli assessorati coinvolti, da un rappresentante nominato dall'AMCPS e dal coordinatore degli Istituti comprensivi cittadini.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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