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28/09/2006

Paul Davis in mostra al Lamec con i 70 manifesti che dona al museo

Sono settanta i manifesti che Paul Davis ha donato al Museo Civico di Vicenza, in mostra nelle sale del LAMeC, a pianterreno della Basilica Palladiana, dal 29 settembre al 5 novembre 2006. In gran parte sono manifesti realizzati per il Public Theater di New York, col quale Davis ha lavorato dal 1975 al 1991 interpretando con intelligente realismo i volti degli artisti,così come fece con l'iper-realistico ritratto di Che Guevara per la "Evergreen Review", tanto che si impose come il vero ritratto del Che. Altrettanto stupefacenti, sotto questo profilo, sono i manifesti con Raul Julia, il cui volto nell'Opera da tre soldi di Bertold Brecht è stato scelto per comunicare la mostra vicentina, Laurence Olivier in Re Lear, Meryl Streep, Denzel Washington, Woopi Goldberg.
Parlando di teatro Davis ha avuto occasione di dire che «Il teatro è ciò che resta della vita stessa dopo aver operato gli scarti necessari a dimostrare un concetto». E' questo un fatto che avviene anche nel suo lavoro artistico: eliminare ciò che risulta superfluo serve a Davis per rendere più intensa l'immagine e la sua forza emotiva.
Una donazione, questa di Davis alla città di Vicenza, che è partita da un "incontro" con il Teatro Olimpico che l'artista vedeva per la prima volta. L'impressione e la meraviglia sono state grandi e per lui, che alle manifestazioni del mondo del teatro ha riservato la gran parte delle sue opere, è stato uno spontaneo "omaggio alla città che gode di un tale capolavoro".
Nato nel 1938 in Oklahoma, Paul Davis è arrivato a New York nel 1955; dopo gli studi alla School of Visual Arts si è associato ai mitici Push Pin Studios, Seymour Chwast e Milton Glaser, due fra i più grandi maestri della grafica e del design del nostro tempo. Poi, sempre a New York, ha avviato il Paul Davis Studio. Dal suo incontro con Joseph Papp, il direttore del Public Theatre, «nacque una solidale collaborazione», come scrive Milton Glaser, tra «un grande designer e un grande cliente, che ha portato alla realizzazione di ritratti teatrali che hanno pochi uguali».
Nella sua presentazione Glaser cita fra le "esplorazioni grafiche" di Davis anche il collage, una tecnica magistralmente e poeticamente utilizzata nel calendario 2006 realizzato per Cartiere Marchi, che fu l'occasione del primo contatto vicentino del grande maestro. Proprio ricorrendo al collage Davis ha fatto diventare neve, nuvole, acqua e luce dei brandelli di carta con stralci da racconti e poesie: un omaggio alla carta stampata, strumento che attraverso i secoli trasmette cultura e idee.
I settanta manifesti di Paul Davis vanno così ad aggiungersi a quelli arrivati nel 1987 da Parigi a Palazzo Chiericati, dono di Jean Michel Folon, e a quelli di Milton Glaser arrivati nel 1989 da New York. «Queste donazioni», dice Maria Elisa Avagnina, «si inseriscono idealmente nel progetto del futuro museo vicentino di arte contemporanea».
La mostra al LAMeC, a cura di Cristina Taverna, è stata coordinata dal direttore dei Musei Civici di Vicenza Maria Elisa Avagnina. Il catalogo, edito da Nuages, comprende una presentazione di Milton Glaser e il testo La faccia sul muro firmato da Paul Davis e Tom Mathews.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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