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30/12/2005

Inquinamento acque di falda: nessun problema per l'acquedotto; disposizioni per i pozzi artesiani privati

Inquinamento acque di falda: in relazione alle notizie diffuse in questi giorni l'amministrazione comunale di Vicenza ribadisce che non esiste alcun pericolo per l'acquedotto, che i pozzi privati devono essere posti sotto osservazione da parte dei proprietari e che i pozzi e i lavatoi comunali sono stati chiusi.
In particolare, si invitano prudenzialmente i proprietari di pozzi artesiani a non utilizzare l'acqua per uso alimentare. In alcuni pozzi che attingono all'acqua della falda, infatti, sono stati riscontrati valori di concentrazione dei composti organoalogenati volatili (solventi clorurati) superiori a quelli stabiliti dal Dlgs 2 febbraio 2001, n. 31 (Attuazione della direttiva 98/83/CE - qualità delle acque destinate al consumo umano).
L'acqua dei pozzi artesiani può essere comunque utilizzata per usi non potabili, come ha assicurato il direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Ulss 6 Dario Foà. In base al parere igienico sanitario richiesto dal Comune di Vicenza all'Ulss, infatti, risulta che "i valori delle sostanze inquinanti riscontrate nell'acqua non comportano nessun rischio significativo per la salute del consumatore, anche a seguito di un consumo di tale acqua per tutta la vita, alla luce delle conoscenze scientifiche attuali".
In ogni caso, si deve evitare nel modo più assoluto il passaggio tra l'acqua prelevata tramite pozzo artesiano e l'acqua di acquedotto.
Queste le zone maggiormente interessate dall'inquinamento: ad ovest della città (viale Ferrarin), ad est (zona di Anconetta), a sud (zona di viale della Pace e Settecà) e a nord tutta la zona di Vicenza compresa tra la strada di Lobia e il confine comunale con Monticello Conte Otto.
I proprietari che hanno denunciato i pozzi saranno direttamente informati dal Comune; nel territorio interessato, inoltre, stanno per essere affissi avvisi pubblici.
L'amministrazione comunale, infine, ha disposto in via precauzionale la chiusura dei lavatoi pubblici e dei pozzi comunali di via Imperiali, via Cresolella/S. Antonino, strada di Polegge, strada di Saviabona, viale Trieste/Massaria, viale Fiume, via della Paglia (Bertesina) e via Cul De Ola.
In ogni caso, come assicurato dal presidente di A.I.M. Vicenza SpA Giuseppe Rossi, l'acqua distribuita dall'acquedotto, dotato di idonei impianti di filtrazione su carbone attivo per trattenere gli inquinanti, è assolutamente potabile e idonea al consumo umano, perché rispetta i limiti di legge ed è costantemente monitorata.
La situazione attuale è da ricondurre all'inquinamento originatosi negli anni '70 nell'Alto Vicentino. Nel tempo tale inquinamento è migrato verso sud-est, sino a coinvolgere significativamente le falde artesiane di Dueville, Monticello Conte Otto e Vicenza.
Il fenomeno è stato compiutamente approfondito il 14 dicembre scorso nel corso di una conferenza di servizi che si è svolta, su convocazione del settore Ambiente del Comune, con la partecipazione degli enti competenti: Aim Vicenza SpA; Amcps; Centro Idrico di Novoledo; A.A.T.O. Bacchiglione; amministrazione provinciale; Ulss n. 6; ARPAV e i settori comunali interessati.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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