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29/11/2005

Una mostra personale di Novella Parigini agli Zavatteri, in Basilica Palladiana

Venerdì 2 dicembre, alle 18, nella Sala Stucchi di palazzo Trissino, si inaugura la mostra retrospettiva dedicata alla pittrice Novella Parigini, personaggio di spicco della sfera artistica e mondana romana negli anni della "dolce vita". La mostra, in programma al Salone degli Zavatteri della Basilica Palladiana, è promossa dall'Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Vicenza. Interverranno alla vernice il Sindaco Enrico Hüllweck, nonché Elvino Echeoni e Benedetta Parigini (figlia dell'artista) de "Il mondo dell'arte" di Roma, sodalizio che collabora con il Comune all'organizzazione della rassegna.
Aperta al pubblico da sabato 3 dicembre e in cartellone sino al 15 gennaio 2006, l'esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19. Informazioni ai numeri 0444/222114 - 222122; e-mail: uffmostre@comune.vicenza.it.

Novella Parigini nasce nel 1921 a Chiusi, in provincia di Siena, da famiglia nobile. Frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Parigi conseguendo il diploma di maestra d'arte. Tra le tappe fondamentali della sua intensa attività artistica vanno senz'altro ricordate le grandi mostre allestite a New York negli anni '50 e la commissione ricevuta dal presidente Kennedy nel 1962 per la realizzazione di un Cristo in una chiesa nel Texas. Le opere della Parigini figurano nei musei, nelle chiese e nelle migliori collezioni del mondo. La sua casa-studio, in via Margutta, a Roma (città in cui morì, nel 1993), non è stata solo un atelier d'arte, dove la pittrice ha dipinto e creato per quasi sessant'anni, ma anche un celebre salotto visitato da personaggi famosi, tra cui attori hollywoodiani e artisti come Fellini, Dalì, De Chirico, Sartre e Cocteau. "Novella Parigini ha tratto dalla cultura francese, dall'esistenzialismo e dal surrealismo gli stimoli per elaborare una pittura fortemente espressionista che è stata, nel secondo dopoguerra, quasi un grido di liberazione dell'artista donna", afferma Antonella Amendola nella presentazione della mostra. "È poi approdata ai temi dell'ecologismo e dell'animalismo quasi obbedendo a una ricerca vitalistica, a un suo primitivismo anarchico; ha ridisegnato la nuova sessualità androgina e aggressiva trionfante dagli anni '60 anche nelle icone della moda e dello schermo."
Ma la Parigini è anche ricordata per la serialità degli archetipi a lei cari - gatti e Madonne -, che si fondono nelle enigmatiche figure di donne dagli occhi felini. La sua tecnica, leggera nel tratto e particolarmente attenta all'accordo cromatico, esprime al meglio il mondo interiore dell'artista, caratterizzato da un intimismo romantico e fantasioso. Delle opere dell'artista la rassegna vicentina presenta una corposa selezione, insieme a un filmato nel quale l'autrice racconta la sua biografia e a copie delle lettere scritte da Gabriele D'Annunzio alla madre della Parigini, nelle quali il noto scrittore le suggerisce di scegliere per la figlia il nome di Novella. Sono esposte inoltre una serie di gigantografie di foto dell'epoca che rievocano l'atmosfera e il milieu artistico in cui la pittrice operò.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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