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27/07/2005

Presentato il progetto "Orizzonti ritrovati"

Questa mattina al centro diurno di via Bachelet

E' stato presentato questa mattina al Centro diurno di via Bachelet, alla presenza dell'assessore ai servizi sociali Davide Piazza e degli organizzatori, il progetto "Orizzonti ritrovati".
La vera vecchiaia è "sentirsi vecchi". In una società che esalta il corpo agito ed esibito, ignorando quello "sentito" che racchiude, invece, le autentiche possibilità vitali, la persona anziana molto spesso corre il rischio di sentirsi annoiata, depressa, "schiacciata" nelle sue potenzialità individuali sacrificate alla standardizzazione della vita comunitaria. Questo anche se oggi gli anziani possono contare su livelli di assistenza qualitativamente alti.
Importante è quindi aiutare gli anziani a reagire, instaurando con loro un dialogo ed incoraggiandoli nelle loro possibilità di recupero. Sono proprio questi gli obiettivi che si è prefisso il primo corso di formazione denominato "Orizzonti ritrovati", finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato di Vicenza, e tenuto dal 26 ottobre al 30 giugno presso il Centro Diurno comunale per non autosufficienti di Via Bachelet, struttura gestita dalle Ipab "Proti-Salvi-Trento".
L'iniziativa è stata promossa dal Circolo Auser Eos, nato presso il suddetto centro su iniziativa di alcuni familiari degli ospiti, al fine di promuovere delle attività nel settore assistenziale e sociale a livello di volontariato. Applicando il metodo psico-senso motorio della "MusicArTerapia" nella globalità dei suoi linguaggi, ideata da Stefania Guerra Lisi, fondatrice di scuole in tutta Italia e di master presso l'Università di Roma e di Lecce, il progetto mira a sollecitare e risvegliare nella persona anziana sensazioni, memorie e ricordi "affettivi" sopiti, facendo emergere la sua storia, la sua identità.
Fra le varie attività risultano importanti i giochi psicomotori e senso-percettivi per risvegliare nella persona la curiosità e lo stupore, la danza delle articolazioni come accompagnamento ritmico con l'uso di teli e foulard, il canto coreutico come esperienza comunitaria, la musica come risveglio del ritmo.
Con questa metodologia, l'anziano impara ad esprimere le proprie emozioni, a mettere in gioco il proprio corpo nell'espressione dei suoi vari linguaggi, superando paure ed inibizioni. Questo clima di sicurezza e tranquillità che si crea nella persona viene inoltre favorito dalla condivisione delle sue emozioni con il gruppo. Al fine di garantire una continuità pedagogico-terapeutica delle cure sociali all'anziano, il progetto ha coinvolto non solo gli appartenenti alla terza età (25 persone), ma anche operatori (2), volontari e familiari (10).

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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