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30/11/2004

Il Requiem di Mozart

Tre formazioni vicentine insieme per eseguirlo

IL REQUIEM DI MOZART CON TRE FORMAZIONI VICENTINE: L'ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO, I MUSICALI AFFETTI, I POLIFONICI DI ISOLA VICENTINA

Tre formazioni musicali cittadine uniscono le forze per un programma di tre esecuzioni del Requiem di Mozart per soli, coro e orchestra K626. Le compagini in questione sono l'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l'ensemble di musica barocca "I Musicali Affetti" e il Coro "I Polifonici" di Isola Vicentina, istruiti da Pierluigi Comparin. Il capolavoro mozartiano è in calendario a Montecchio Maggiore (duomo, venerdì 3), Verona (Chiesa di San Tommaso Cantuarianense, per l'Accademia Filarmonica, sabato 4) e Isola (chiesa parrocchiale, domenica 5). La direzione sarà di Fabio Missaggia (leader de "I Musicali Affetti"), mentre i solisti saranno Lia Serafini (soprano), Gabriella Martellacci (contralto), Vincenzo Di Donato (tenore) e Marco Scavazza (basso). L'inizio è alle 21; ingresso libero salvo che per l'appuntamento veronese.

L'esecuzione del Requiem avverrà su strumenti moderni, ma con particolare attenzione alla prassi esecutiva in vigore all'epoca dell'autore salisburghese che scrisse questa sua ultima, celeberrima composizione sul letto di morte, lasciandola largamente incompiuta. La prima esecuzione avvenne a Wiener Neustadt il 14 dicembre 1793; le circostanze misteriose in cui venne scritto il Requiem (fu richiesto a Mozart da un committente anonimo con il patto che l'autore non ne rivendicasse mai la paternità), e le drammatiche circostanze che ne accompagnarono lo sviluppo, hanno favorito per molto tempo una considerazione particolare di quest'opera.
L'indubbio valore delle molte pagine attribuite al genio di Salisburgo non può annullare la realtà di una composizione in buona misura altrui. Soltanto il Requiem e il Kyrie sono infatti certamente mozartiani, oltre alle parti vocali, al basso e a indicazioni sulla strumentazione di Dies irae, Rex tremendae, Recordare, Confutatis, Domine Jesu e Hostias, nonché le prime battute del Lacrymosa. La parte orchestrale di queste sezioni e la composizione ex-novo delle ultime tre (esclusa la parte finale dell'Agnus Dei, che riprende la fuga del Kyrie) sono invece di Franz Xavier Süssmayr, un allievo di Mozart. Quanto alle parti sicuramente attribuibili a Mozart, non sono mancati distinguo sulla portata di un'opera scritta per necessità, in condizioni di salute ed economiche assai precarie, e con la certezza che sarebbe sempre stata creduta lavoro altrui: tutto ciò rende il Requiem la pagina forse di lettura più problematica fra tutte le creazioni di Mozart la cui parabola artistica, nell'ultimo anno di vita, aveva ra
ggiunto il punto più alto, fino a protendersi verso le espressioni musicali dell'800. Il Requiem pare tuttavia fortemente ancorato alla tradizione tedesca, in particolare a Bach e Haendel, ma la sua incompiutezza è anche motivo di grande fascino per il contrasto con quell'idea di classicità e di perfezione formale che sempre hanno contraddistinto la produzione mozartiana.

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