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20/07/2012

Popolazione residente in calo: nel 2011 nascite in contrazione e aumento delle emigrazioni

Abitanti in calo, meno di mille nuovi nati, stranieri in crescita ma di poco, boom di serbi, rumeni e moldave. Sono le principali novità che emergono dall’annuale rapporto elaborato dall’ufficio statistica del Comune di Vicenza, che il consigliere comunale delegato ai sistemi informatici, telematici e Sit, Filippo Zanetti, ha presentato oggi a Palazzo Trissino, in attesa di conoscere i dati ufficiali del censimento dell’ottobre scorso.

“Quest’anno l’elaborazione dell’annuario è stato un aggravio a causa dell’impegno richiesto dal censimento – ha sottolineato Zanetti -. La pubblicazione richiede infatti alcuni mesi di lavoro in collaborazione con l’ufficio anagrafe. Ora invece parte la revisione anagrafica, che incrocia i dati dei registri anagrafici con quelli del censimento per eliminare tutte le incongruenze. Già ora comunque, coi dati provvisori del censimento forniti dall’Istat, è possibile notare uno scarto di circa 4 mila residenti nella popolazione totale, dovuto almeno per tre quarti alla tendenza degli stranieri a non cancellarsi dall’anagrafe in caso di abbandono della città”.

Censimento a parte, dunque, i cui dati ufficiali dovrebbero essere disponibili a fine 2012, risultano 272 per l’esattezza i residenti in meno rispetto ad un anno prima registrati all’anagrafe al 31 dicembre 2011, per una popolazione totale pari a 115.657 unità. Due i fattori che hanno determinato il primo calo dopo anni di crescita demografica: un saldo migratorio che inverte direzione a causa di 81 persone in più, sia italiane che straniere, che hanno abbandonato la città rispetto a quelle che hanno scelto di risiedervi (3.738 contro 3.657), ma soprattutto per un saldo naturale mai così negativo (-191 unità) dovuto ad appena 951 iscrizioni per nascita contro 1.142 cancellazioni per morte.

Per la prima volta infatti Vicenza ha registrato un crollo delle nascite al punto da infrangere, per difetto, la soglia psicologica delle mille nascite. La diminuzione riguarda soprattutto i bambini italiani che, dopo un piccolo recupero registrato nel 2010, nel 2011 sono stati solo 622, ben 110 in meno rispetto all’anno precedente, annullando così gli effetti positivi dell’aumento dei bimbi nati da genitori stranieri (329, ovvero 23 in più rispetto al 2010). Il tasso di fecondità dunque è e rimane molto basso anche a Vicenza, dove anzi risulta inferiore alla media italiana con 1,34 figli per donna anziché 1,42 e con una sensibile differenza tra italiane (1,16 figli ciascuna) e straniere (1,77, dato comunque in progressivo calo).

“Tuttavia – ha annunciato Zanetti - nei primi sei mesi del 2012 la popolazione sembra tornare a crescere, soprattutto per un saldo migratorio tornato positivo di 219 unità e ad un saldo naturale, che seppure ancora negativo, sembra un po' in ripresa con soli 59 nati in meno rispetto ai deceduti, grazie a 47 nascite in più rispetto ai primi sei mesi del 2011“.

Un altro sintomo, poi, del lento ma inesorabile processo di invecchiamento della popolazione è il continuo aumento dell’età media dei vicentini, ora a quota 44,3 anni (43 quella nazionale), con un’età media alla morte di 78,4 anni (75,9 per i maschi e 80,9 per le femmine). Due terzi, poi, delle cause di morte sono dovute a Vicenza a tumori e a problemi al sistema cardiocircolatorio. Superiore al dato nazionale è inoltre l’indice di vecchiaia: a Vicenza si contano oltre 166 persone (144 a livello nazionale) con almeno 65 anni ogni 100 ragazzi con meno di 15 anni, nonostante l’incremento costante della popolazione straniera, che in città ha un’età media di appena 31 anni.

Tuttavia nel 2011 anche gli stranieri – che costituiscono il 16,5% della popolazione residente, confermando così il primato di Vicenza rispetto agli atri capoluoghi veneti - sono aumentati in percentuale molto meno che in passato: al 31 dicembre erano infatti 19.111, cioè solo 493 in più (2,6%) rispetto a un anno prima e appena la metà dell’incremento registrato nel 2010.

Pur molto eterogenea, comunque (120 le diverse nazionalità presenti), Vicenza catalizza stranieri soprattutto dall’Est Europa, che costituiscono oltre il 50% del totale. Sono poi cambiati nel tempo i flussi migratori: se infatti rimangono sempre saldi in vetta alla classifica i serbi, che anzi nel 2011, in un solo anno, hanno fatto un nuovo grande balzo in avanti di quasi 400 unità (2.201 ora in tutto), i marocchini sono scesi in sette anni dal secondo all’ottavo posto, pur restando i primi rappresentanti africani (864); al contrario, nello stesso arco di tempo, i cinesi sono quasi raddoppiati passando da 335 a 604 residenti. Nel solo 2011 sono inoltre cresciuti di oltre un centinaio sia i residenti rumeni che i moldavi, questi ultimi in particolare per l’alta richiesta di badanti da parte delle famiglie vicentine.

La permanenza degli stranieri a Vicenza comincia inoltre ad essere di medio-lungo termine. Lo dimostra la sempre più rilevante presenza di stranieri di seconda generazione: 3.167 di loro infatti sono nati in Italia, di cui il 94% in Veneto e l‘87% proprio a Vicenza.

Infine, uno sguardo alla composizione delle famiglie conferma l’aumento di quelle composte da una persona sola, ormai più del 40% del totale, e dei genitori soli con figli (9,4%), tipologia quest’ultima su cui ha sicuramente inciso l’aumento delle separazioni e dei divorzi registrati in città. Basti pensare che, nel volgere di un decennio, solo i divorziati sono passati da 2.430 a 3.752.

Infine un segnale in controtendenza rispetto all’andamento nazionale - e che da tempo caratterizza Vicenza - riguarda la permanenza in famiglia dei figli: se nel Paese infatti vive nella famiglia di origine il 49,6% dei maschi e il 34% delle femmine tra i 25 e i 34 anni (in media il 41,9%), a Vicenza le percentuali scendono rispettivamente al 39 e al 27% (in media il 34% dei giovani). Di più: mentre le percentuali a livello nazionale vanno aumentando velocemente, a Vicenza risultano in diminuzione, basti pensare che nel 2001 i giovani dai 25 ai 34 anni che erano ancora nella famiglia di origine erano il 45% tra i maschi e il 32% tra le femmine (39% di media).

In ripresa infine i matrimoni, saliti in un anno da 304 a 340, di cui 203 con rito civile (171 nel 2010) e 137 con rito religioso (133 l’anno prima). Sempre in salita l’età media dello sposo, che nel 2011 ha raggiunto quota 39 anni, in leggera flessione invece quella della sposa, 34,9 anni, dopo il picco registrato nel 2010 (35,4).

Censimento 2011. L’Istat ha pubblicato i primi dati, provvisori, del Censimento della popolazione con dettaglio a livello di Comune, in base ai quali Vicenza conterebbe su una popolazione di 111.681 persone (52.691 maschi e 58.990 femmine), di cui 110.133 residenti in una delle 50.017 famiglie, con una media di 2,2 componenti a famiglia, e 1.548 residenti in convivenze anagrafiche (caserme, conventi, ospedali). Sempre sulla base dei primi dati provvisori, il numero di abitazioni in città sarebbe pari a 54.417.

La pubblicazione "Vicenza - Dati e indicatori mografici 2011" è scaricabile su questo sito nelle pagine dell'Ufficio Statistica.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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