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14/02/2013

Alluvione, Variati: “Il Genio Civile conferma che scavare l'alveo è inutile"

"La sicurezza dipende dal bacino di Caldogno e dalle altre opere”

“Rimuovere gli accumuli di materiale dall’alveo del Bacchiglione è inutile; a dirlo è il Genio Civile della Regione Veneto che così risponde ai dubbi dei cittadini che si erano rivolti al Comune per chiedere l’eliminazione degli isolotti di sabbia e l’escavazione del letto del fiume”.
Così il sindaco Achille Variati commenta la lettera ricevuta dal direttore del Genio Civile, Enzo Zennaro, che risponde ad una precisa richiesta di Variati dello scorso novembre.
“Dopo l’allarme piena dell’11 novembre avevo scritto al Genio Civile – spiega il sindaco – chiedendo delucidazioni sull’innalzamento dell’alveo del Bacchiglione e dei torrenti affluenti dovuto al deposito di sabbia, ghiaia e altri materiali. Tali depositi, come i “cosiddetti” isolotti a ponte degli Angeli, da molti cittadini vengono interpretati come fattori in grado di diminuire la portata d’acqua del fiume causando conseguentemente l’innalzamento del livello della piena e quindi un aumento del rischio di allagamenti o, peggio ancora, di esondazioni. In sintesi, chiedevo al Genio se la rimozione del materiale depositato, operazione che molti cittadini chiedevano al Comune con mail, lettere e telefonate, avrebbe garantito maggiore sicurezza”.
“La risposta è stata: no, la rimozione dei materiali depositati nell’alveo è inutile, non aumenta la sicurezza – prosegue Variati -. Nella risposta, cui è stata allegata una dettagliata relazione tecnica, il direttore del Genio spiega che “il Bacchiglione, pur nell’ambito di una naturale mobilità del suo alveo nel corso del tempo, non ha sostanzialmente variato la sua profondità che in alcuni casi risulta invece aumentata”; da uno studio idraulico del fiume nel territorio cittadino, inoltre, risulta che gli accumuli di materiale a ponte degli Angeli e ponte Pusterla “non hanno influenza sullo smaltimento delle piene del Bacchiglione”; e infine, il direttore del Genio conclude che “si può senz’altro affermare che l’entità complessiva del materiale che si deposita nell’alveo del Bacchiglione, almeno per quanto riguarda il tratto cittadino, non è rilevante e la sua asportazione non avrebbe l’utilità sperata per migliorare il deflusso delle acque””.
“La risposta di Zennaro è molto chiara – conclude Variati – e ha l’effetto di fare luce su un rapporto di causa-effetto che, se a un non esperto può sembrare intuitivo (togliere gli isolotti di sabbia e scavare il letto del fiume causa la diminuzione del rischio alluvione), in realtà è considerato del tutto infondato dalla massima autorità pubblica in materia a livello regionale. Con questa risposta viene sgombrato il campo da una “leggenda metropolitana” che può distrarre dall’unico obiettivo utile: lavorare tutti assieme, enti pubblici, privati e cittadini, per realizzare quanto prima le opere necessarie per salvare Vicenza dal rischio piene. Il bacino di Caldogno, come opera principale, e tutti gli altri interventi su argini e fognature per contenere le piene del Bacchiglione”

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