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30/08/2012

“Non siamo una colonia di Roma”: Schneck, Variati e Fontana si rivolgono a Napolitano

"Si faccia garante delle autonomie locali"

Il messaggio che parte da Vicenza è chiaro: “Non siamo una colonia di Roma”. Ad inviarlo, direttamente dalla sala giunta della Provincia di Vicenza, sono il Commissario straordinario della Provincia Attilio Schneck, il sindaco del Comune di Vicenza Achille Variati e il sindaco del Comune di Longare Gaetano Fontana. A scatenare la loro rabbia è la base militare americana di Longare, conosciuta come Sito Pluto. Meglio, non la base in sé, ma il progetto di ampliamento di cui hanno saputo solamente dalla stampa locale, in sfregio non solo ad ogni regola di cortesia, ma anche alla dignità delle autonomie locali. Un affronto che ha spinto i tre a rivolgersi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esternargli delusione e rammarico nei confronti di un Governo che non rispetta democrazia, trasparenza e ruolo delle istituzioni locali.

“Siamo in area di demanio militare – premette Schneck - per cui sappiamo bene che la giurisdizione spetta al Governo e che gli accordi vengono fatti a Roma, ma visto che le ripercussioni cadono poi sul territorio che noi siamo chiamati a governare, è nostro diritto essere messi a conoscenza ed essere coinvolti, visto anche che la competenza urbanistica è nostra. Non è solo questione di democrazia e trasparenza, ma anche di contemperare le esigenze dei militari con quelle dei cittadini, prima fra tutte la viabilità, ma anche il rispetto di un territorio che il nostro Ptcp ha qualificato come Sic, quindi sottoposto a tutela ambientale. E poi c’è il capitolo compensazioni: se un privato vuole costruire deve versare gli oneri, perché la stessa regola non vale per tutti? E’ questione di equità. Se il Governo ha il potere di imporre una infrastruttura militare, a noi deve essere dato il diritto di riceverne un equo compenso, che possa essere utilizzato per le strade piuttosto che per altre infrastrutture. Qui corriamo il rischio che succeda come al Dal Molin”.

Sulla stessa linea anche il sindaco del Comune di Vicenza Achille Variati.
“Basta con i silenzi e l’omertà. Esprimo avversione verso questo progetto che nasce dalla totale mancanza di rispetto per la comunità ospitante e provo grande irritazione per il trattamento da colonia che ci riserva un Governo sordo alle esigenze delle autonomie locali. Così non va – prosegue il sindaco - ancora una volta gli americani, e chi consiglia gli americani, sbagliano come è successo con la base all’ex Dal Molin. La Pluto è una base su cui non c’è mai stata chiarezza e si continua in questo modo. Dovremmo sentirci rassicurati dal comunicato dell’ufficio stampa degli americani che dice che i finanziamenti per il progetto non ci sono ancora? Ci stanno prendendo in giro. Stiamo parlando di una base di cui nessuno ha mai visto documenti chiari, dove c’erano bunker di stoccaggio di non si sa bene cosa, dove è previsto un muro di contenimento di 350 metri contro attacchi terroristici. E dovremmo essere rassicurati? Per non parlare dell’impatto del nuovo progetto sulla viabilità del territorio con implicazioni gravi per il capoluogo. Ce lo dicano se vogliono militarizzare tutto il Veneto calpestando le comunità locali, perché è quello che stanno facendo a Vicenza nell’indifferenza totale a livello nazionale. Il progetto, che il Governo conosce di sicuro, deve essere reso noto alle autonomie locali perché le autonomie locali hanno la stessa dignità dello Stato nella Repubblica. Scriveremo al Presidente Napolitano per chiedergli di difendere le istituzioni locali da questo sopruso. Lo ripeto, questo modo di procedere basato su vecchi accordi e memorandum che non hanno più nulla di attuale, non va bene: le servitù locali sono in deroga a tutte le normative, anche quelle che tutelano la salute dei cittadini, e questo non è accettabile”.

Appoggio incondizionato ai colleghi anche da parte di Fontana, il quale premette di essere filo-americano, ma si dichiara molto rammaricato per non avere ricevuto nessuna comunicazione in merito al progetto di ampliamento della base, pur avendo un tavolo tecnico aperto con gli americani per risolvere la questione del nuovo ingresso da via Martinelli. “C’è sempre stato un buon dialogo tra la base Pluto e il Comune – afferma il sindaco di Longare - grazie al quale la convivenza è sempre stata pacifica e collaborativa. Per questo il silenzio sull’ampliamento mi stupisce ancora di più”.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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