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21/01/2014

Contributi sociali, Variati: “Cinque milioni di euro nel 2013 ai vicentini in difficoltà"

"Le regole sono uguali per tutti. Daremo alla guardia di finanza i nominativi per scovare i falsi poveri”

“I cittadini sono tutti uguali e vanno garantiti i loro diritti fondamentali, con le stesse regole per tutti. Nel 2013 cinque milioni di euro sono stati erogati dal Comune per aiutare i cittadini in difficoltà in base alle dichiarazioni Isee: di questi, 60mila euro sono stati spesi per garantire il riallaccio del riscaldamento ai nuclei familiari con bambini, anziani e malati rimasti al freddo nel campo nomadi. Non possiamo permettere che un bambino muoia di freddo, come avvenuto in un campo nomadi di Milano alla fine dell’anno scorso”.
Il sindaco Achille Variati interviene insieme all’assessore alla Comunità e alle famiglie Isabella Sala sulla vicenda delle bollette del campo di viale Cricoli, rendendo note le cifre relative ai contributi erogati per aiutare i cittadini di Vicenza in difficoltà economica con il sostegno al reddito (2.348.000 euro tra contributi per affitti, situazioni di emergenza e bollette insolute), la fornitura di servizi gratuiti (1.108.000 euro tra pasti a domicilio, aiuti domiciliari e altri interventi) e i contributi per il pagamento delle rette degli anziani ospiti in case di riposo (1.618.000 euro): in tutto 5.074.000 euro per un totale di 2.092 interventi.
“L’intervento nel campo nomadi – precisa il sindaco – andava fatto perché, piaccia o no, anche i nomadi sono cittadini di Vicenza e vanno trattati come tutti gli altri: a certificare la situazione di bisogno non è la scelta dell’Amministrazione, ma la dichiarazione Isee che è utilizzata in tutta Italia per certificare la condizione economica. Sulla base delle certificazioni Isee, il Comune ha erogato oltre cinque milioni di euro di contributi nel corso del 2013”.
Qui sta infatti, secondo il sindaco, uno dei nodi del problema: “E' stato il consiglio comunale a fissare il reddito minimo, in base alla certificazione Isee, sotto il quale il Comune ha il dovere di intervenire in aiuto ai cittadini: i nomadi che abbiamo aiutato si trovano esattamente nelle condizioni previste per ricevere i contributi, con una certificazione Isee vicina o pari allo zero. E’ necessario però distinguere tra poveri e falsi poveri, individuando chi fa il furbo e riceve quindi contributi senza averne diritto: segnaleremo perciò alla guardia di finanza le generalità di tutti i nomadi, ma anche di tutti gli altri vicentini, che hanno ricevuto contributi di una certa entità dal Comune, chiedendo di fare indagini. Se i controlli della guardia di finanza individueranno disponibilità economiche o proprietà incompatibili con la dichiarazione Isee, e quindi mostreranno una falsa dichiarazione dello stato di bisogno, sospenderemo immediatamente i sostegni. Nei casi di falsa dichiarazione, aiuteremo solo i minori in situazione di difficoltà, ma allontanandoli dal campo insieme alle madri, portandoli nell’albergo cittadino o in forme di cohousing, senza che i genitori ricevano più un euro. Non solo: a chi viene aiutato e sarà in grado di lavorare, nomade e no, chiederemo di fare la sua parte con il lavoro volontario a favore della comunità attraverso progetti personalizzati. L’obiettivo è passare dalla logica dell’assistenza a quella dell’inclusione sociale e della responsabilità, un metodo che si sta portando avanti anche a livello nazionale con l’Anci. Chi non si renderà disponibile per lavorare gratuitamente, per ricambiare il contributo ricevuto, non prenderà più un euro di aiuti”.
Per il sindaco, però, la normalizzazione della situazione dei nomadi passa necessariamente attraverso la sistemazione del campo di viale Cricoli che sarà realizzata nei prossimi mesi: “L'amministrazione che mi ha preceduto – rende noto Variati - chiedeva ai nomadi 60 euro al mese forfettari per i consumi attraverso gli allacciamenti del campo di viale Cricoli che non aveva contatori: una cifra il più delle volte non versata e che comunque era enormemente inferiore ai reali consumi che venivano coperti da Aim e quindi dalla collettività: era il Bengodi. Noi, al contrario, nell'ottica di un percorso di legalità, abbiamo installato i contatori e registrato le singole utenze: dal 2009 sappiamo esattamente chi consuma quanto, chi paga o no i consumi. Con la ristrutturazione del campo che realizzeremo entro l'estate grazie al contributo statale, a lungo rallentato dalla burocrazia e da alcuni parlamentari a Roma, riusciremo a dare dignità e sicurezza a quel luogo oggi troppo degradato per far rispettare le regole. Sistemeremo le piazzole, metteremo a norma gli impianti, ridurremo i consumi energetici introducendo il gas, attualmente inutilizzabile per problemi di sicurezza nel campo fatiscente, per riscaldare l'acqua dei servizi. Poi, finalmente, potremo rivedere il regolamento, che non è mai stato applicato nemmeno dall’amministrazione di centrodestra che lo aveva varato, perché di fatto inapplicabile nelle attuali condizioni di disordine e degrado: sarà quindi definito chi e a quali condizioni potrà vivere in quel campo”.

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