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30/01/2013

Distribuzione merci in Ztl, Dalla Pozza: "Nessun monopolio, è un fiore all'occhiello"

Non c’è nessuna “grave situazione di monopolio” a vantaggio della società Vicenza Logistic City Center, partecipata per il 55% dal Comune di Vicenza. Da tempo il Tar e il Consiglio di Stato si sono infatti da tempo espressi a favore di questa iniziativa. Quanto alla ditta in attesa di risposte, la sua consociata, come richiesto dalle stesse, ha già ricevuto il 21 dicembre l’autorizzazione richiesta: poiché si trattava di una deroga, è stato necessario un approfondimento che ha dato comunque esito positivo. La invito pertanto a informarsi meglio, prima di diffondere informazioni errate su una realtà che, nata da una felice intuizione della passata amministrazione, e resa sempre più operativa dalla attuale, che ha provveduto anche a far raggiungere alla società il pareggio di bilancio con la determinante azione del Consiglio di Amministrazione, è oggi un fiore all’occhiello per la nostra città, spesso portata ad esempio in convegni nazionali, ed offre un servizio di qualità apprezzato dai commercianti e dagli esercenti del centro storico, a loro volta rappresentati nella compagine societaria dalle associazioni di categoria, che detengono il 45% delle quote della Veloce”. Così l’assessore Antonio Marco Dalla Pozza, delegato dal sindaco a seguire la società Vicenza Logistic City Center risponde alla consigliera comunale Paola Bastianello che ha presentato un’interrogazione in cui accusa il Comune di non rilasciare a una ditta di trasporti un permesso d’accesso in ztl e, soprattutto, di operare in grave regime di monopolio, decidendo sui permessi pur essendo socio della società di distribuzione.

Nel dettaglio, Dalla Pozza ricorda che un’ordinanza del Tar e una sentenza del Consiglio di Stato hanno esplicitato i principi sui cui si fonda l’iniziativa della Veloce. Tra gli altri, è stato ribadito che “la parziale limitazione della libertà di locomozione e di iniziativa economica è sempre giustificata quando derivi dall’esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di assoluto rilievo mondiale o nazionale”. Inoltre è stato affermato che “la gravosità delle limitazioni si giustifica anche alla luce del valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all’ambiente, al paesaggio, alla salute e che lo scopo primario delle normative di settore – comunitarie e nazionali - disciplinanti a vario titolo l’attività di impresa e di prestazione dei servizi non possono essere piegate fino al punto di assicurare una sorta di immunità de futuro rispetto a qualsivoglia intervento regolatorio da parte di autorità chiamate a tutelare altri interessi (di rango costituzionale e comunitario), che non siano quelli strettamente legati all’esercizio della libertà d’iniziativa economica delle aziende a ciò autorizzate; purché, ovviamente, non si operino discriminazioni ingiustificate, circostanza questa che non ricorre quando i divieti siano riferiti a particolari categorie di mezzi e non ai soggetti che ne abbiano la disponibilità”. Il codice della strada, inoltre, consente ai Comuni di limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio storico artistico, conformemente alle direttive impartite dal Ministero delle infrastrutture e di istituire zone pedonali ed a traffico limitato.

Il Comune di Vicenza, del resto, - ricorda Dalla Pozza - non ha mai introdotto l’obbligo per gli operatori di utilizzare i servizi offerti dalla società Veloce, né ha previsto la modificazione soggettiva dei contratti commerciali stipulati dai corrieri. Il servizio pubblico di consegna affidato alla Veloce è offerto a tutti i cittadini, enti ed operatori commerciali che liberamente vogliano avvalersene, per mitigare gli effetti della pedonalizzazione del centro storico. La società svolge un servizio pubblico locale in senso proprio, esclusivamente a vantaggio della collettività vicentina ed in favore del Comune di Vicenza che partecipa la società insieme alle associazioni di categoria dell’industria e del commercio”.

Coloro che non si vogliono servire della Veloce – conclude l’assessore - e non hanno i requisiti per richiedere deroghe alla disciplina di accesso alla Ztl, continuano ad effettuare attività di distribuzione delle merci attraverso mezzi alternativi a quelli a motore, in particolare attraverso “bici-cargo” e “carrellini” spinti a mano”.

 

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