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13/11/2012

“Festival delle Tradizioni…Musica di un tempo”, dal 15 al 18 novembre

Concerti gratuiti di differenti filoni musicali in luoghi della città di particolare valore artistico

Pino De Vittorio e Laboratorio '600

Il “Festival delle Tradizioni… Musica di un tempo”, manifestazione dedicata a suoni, voci e racconti, ideato e realizzato dall’associazione culturale Accademia degli Antichi prenderà il via giovedì 15 e proseguirà fino a domenica 18 novembre.
Il programma della manifestazione, curata da Alessandra Borin e Ilaria Fantin, con il sostegno del Comune di Vicenza, si compone di quattro appuntamenti di musica tradizionale, tutti a ingresso libero, eseguiti da musicisti professionisti di livello internazionale in diversi luoghi della città di particolare valore artistico.
"Questo progetto che viene presentato per la prima volta a Vicenza ha, tra gli altri, il pregio di valorizzare filoni musicali inconsueti abbinandoli alle collocazioni in luoghi di particolare pregio artistico della città - dichiara il sindaco Achille Variati-. Il fatto poi che questa proposta provenga da una associazione composta da giovani professionisti del settore è un valore aggiunto del progetto, perché uno degli obiettivi della mia amministrazione è far emergere nuovi protagonismi nel mondo delle arti e della creatività, che sappiano affiancare i soggetti già da tempo attivi sul territorio, arricchendo la pluralità dell'offerta culturale vicentina".
L’obiettivo principale del festival, del tutto originale nel panorama italiano, - sottolineano le curatrici del progetto Alessandra Borin e Ilaria Fantin -, vuole essere quello di far conoscere al pubblico la musica tradizionale di luoghi lontani e vicini, note e parole che rappresentano il punto di convergenza di un sentire comune, da cui l’uomo moderno non può prescindere, melodie passionali e genuine eseguite in acustico con gli stessi strumenti e la stessa semplicità che le caratterizzava un tempo, per una riscoperta di parole e sonorità inedite o interpretate solo di rado e che sono ancora oggi in grado di conquistarci”.
Il primo appuntamento della rassegna, dedicato alla tradizione antica, “Vogghiu Cantàri. Musiche del Regno di Napoli e Sicilia”, si terrà giovedì 15 novembre alle 21 al Palazzo delle Opere Sociali (Piazza Duomo, 2). Il gruppo Pino De Vittorio & Laboratorio ‘600 composto dal tenore Pino de Vittorio accompagnato da Kateřina Ghannaudi (arpa tripla), Ilaria Fantin (arciliuto) e Franco Pavan (tiorba) darà vita ad un concerto dalle sonorità antiche per riportare al pubblico di oggi le melodie tradizionali del Sud Italia. La voce e la personalità di Pino De Vittorio riusciranno ad affascinare e incantare gli ascoltatori, che raramente hanno la possibilità di ascoltare un repertorio popolare interpretato da un artista di tale esperienza artistica e discografica, in grado di restituire vigore e novità ad una tradizione del passato.
Il gruppo Laboratorio ‘600 si è esibito in Italia e all’estero. Da un anno accompagna stabilmente l’artista Pino De Vittorio, tenore di fama internazionale che ha cantato presso famosi teatri e festival internazionali (Teatro San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Theatre des Champs Elisèes di Parigi, St John divine Church di New York, Israele-Spring festival-, Messico-Festival Cervantino-, Iraq -Festival di Bagdad-, Francia -Marsiglia, Parigi, Avignone-, Brasile -Sao Paolo, Brasilia). Copiosa anche la discografia tra cui Musiche Per la Settimana Santa, Le Tarantelle del Gargano, Le Tarantelle del Rimorso.

La tradizione rielaborata è protagonista venerdì 16 novembre, sempre alle 21, alla Biblioteca internazionale “La Vigna” (contrà Porta S. Croce, 3) con “Cantsilena. Canti e filastrocche per alberi e fauni”.
Alberto Ferraro (voce e corde), Peppe Frana (ud, rebab e percussioni) e Paolo Rossetti (percussioni a cornice e voce), si esibiranno in una serata dedicata alle melodie della tradizione campana e veneta, che identifica la provenienza dei musicisti, ma fortemente influenzata dalle sonorità e dagli strumenti della musica non occidentale.
I tre interpreti, con sensibilità, percorsi e provenienze diversi, sono uniti dalla passione per la musica extraeuropea e per le differenti culture musicali che il gruppo ha incontrato durante vari viaggi in Grecia, Maghreb e India.
Nati nel 2009 si esibiscono con successo componendo anche colonne sonore per spettacoli teatrali. Il materiale testuale attinge da una decennale ricerca del cantante Alberto Ferraro attorno alla tradizione orale contadina veneto-campana: “Crediamo nella forza dirompente del dialetto, nel suo essere ancora oggi custode di ricchezza multiforme, autenticità e tradizione”.

Sabato 17 novembre, sempre alle 21, il Coro delle Monache di S. Maria in Araceli (Piazza Araceli, 21) ospita la Piccola Bottega Baltazar e il suo “Canzoniere Veneto contemporaneo”, con Giorgio Gobbo (voce e chitarre), Sergio Marchesini (fisarmonica e pianoforte) e Riccardo Marogna (clarinetti), con la partecipazione di Ruggero Castellani (voce e ukulele) e Marcello Franco (voce e chitarra), le sgreXende.
Il concerto sarà dedicato a musiche in dialetto veneto, che narrano di storie e vite contadine, amori e sensazioni dal carattere popolare, immaginate e musicate da un gruppo di eccellenti musicisti del panorama locale. Una serata ricca di magia e sorprese, per evidenziare ancora come la bellezza e lo stupore possano arrivare dalle emozioni più semplici.
La Piccola Bottega Baltazar (Premio Musicultura 2011 e ospite del Club Tenco a Sanremo nello stesso anno) ha collezionato canzoni, concerti, dischi, musica per teatro, danza e cinema. Un laboratorio elettro-acustico che si dedica, con cura artigianale, alla lavorazione di nuove forme per la musica folk. Ha pubblicato cinque album per la casa discografica Azzurra Music tra cui Il disco dei Miracoli (tra i venti migliori del 2007 per il Premio Italiano Musica Indipendente) e Ladro di Rose (disco “Imperdibile” del 2010 per l’autorevole sito bielle.org). Tra le colonne sonore spiccano i lavori per “Come un uomo sulla terra”, finalista al David di Donatello nel 2009 e “Il sangue verde”, premio Doc alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010. La Piccola Bottega Baltazar si esibisce in tutta Italia e ha tenuto concerti anche in Spagna, Svizzera, Grecia, Germania, Messico e Bahrain.

A chiudere la rassegna domenica 18 novembre alle 18 nella Sala del Museo Diocesano (Piazza Duomo, 12) saranno la voce e le note della polistrumentista Claudia Borbardella (voce, sax baritono, fisarmonica, clarinetti, violino, violoncello, balafon, steel drum, sansa, birimbao, cajon, darbuka, unicorno, campana tibetana, tubo, tamburello, organo a mantice, pentolino,scacciapensieri thailandese) con “Leggende, strumenti e voci dei popoli”.
Il concerto, che esplorerà differenti ambiti musicali e culturali, sarà condotto attraverso l'utilizzo di strumenti appartenenti alle più diverse tradizioni e un uso della voce che si adatta e dialoga con la sensibilità culturale e umana propria dei popoli che tali tradizioni incarnano. La serata è un viaggio attraverso il mondo dei popoli nomadi (ebrei, zingari, armeni, esquimesi, mongoli...), le antiche tradizioni tribali di popoli di cui a malapena si conosce l'esistenza, il loro modo di vivere e fare musica, il loro modo di appropriarsi e miscelare suoni, leggende, ritmi e linguaggi. Tutto questo è reso possibile grazie alla bravura di Claudia Bombardella che accompagna la propria voce con diciannove diversi strumenti musicali.
Musicista eclettica, polistrumentista, cantante, nata a Lussemburgo inizia giovanissima lo studio del sassofono, passando poi allo studio di molti altri strumenti e in particolare all’uso della voce, tenendo  seminari in Europa. Compone e arrangia da anni le musiche per i suoi spettacoli e per formazioni anche ambiziose come orchestre e cori. Tiene concerti in tutta Europa, realizza negli anni 6 cd con varie formazioni e compone le musiche per due film. Nell’ultimo decennio si dedica intensamente al lavoro di ricerca sulla “vocalità e creatività” tenendo seminari. Nel 2008 riceve il premio Teresa Viarengo. Il suo ultimo cd “Un mondo fra le mani” riceve 2 bollini di qualità: FBIS della rivista italiana Folk Bulletin e il BRAVO! della rivista francese Trad Magazine. Si piazza al 6° posto nella classifica del Premio Nazionale Città di Loano 2008 sui migliori cd di musica etnica italiana e al 208° posto nella classifica europea WMCE DEL 2009.
L’associazione Accademia degli Antichi è stata fondata il 21 marzo 2012 da giovani musiciste professioniste che da anni uniscono all’attività concertistica in Italia e all’estero, anche l’organizzazione di eventi di alta qualità artistica. L’Accademia degli Antichi, infatti si propone con questo progetto di tener fede al proprio statuto, al fine di “diffondere la cultura musicale, letteraria ed artistica in genere” e di “allargare gli orizzonti affinché sia trasmesso l’amore per la cultura come bene per la persona e valore sociale”.
Per informazioni: accademiadegliantichi@gmail.com, www.accademiadegliantichi.org, www.facebook.com/accademiadegliantichipagina

 

 

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