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25/10/2012

Piano degli interventi, Variati: "Un disegno di città che dà futuro a Vicenza"

"Con questo piano degli interventi diamo futuro a Vicenza. Quello che il consiglio comunale ha adottato non solo è uno strumento che sostituisce normative vecchie di 30 anni, ma è anche il disegno di una città più accessibile, più viva per la cultura e il turismo, più organizzata nei servizi e nelle infrastrutture, con più verde e più attenzione alle zone da tutelare. Un disegno di città che dice no al cemento, in favore del riuso e della riqualificazione delle zone dismesse".

Il giorno dopo il via libera del consiglio comunale il sindaco Achille Variati, insieme all’assessore alla progettazione e innovazione del territorio Francesca Lazzari e al direttore generale e progettista del piano Antonio Bortoli, esprime grande soddisfazione per l’adozione del primo piano degli interventi. Ce ne saranno altri, ma questo resterà il più importante perché indica come si trasformerà la città nei prossimi cinque anni.

"Grazie a questo piano – ha dettagliato oggi il sindaco – la città sarà più accessibile perché abbiamo disegnato un sistema infrastrutturale più moderno, che comprende soluzioni lungimiranti come la stazione dell’alta velocità in zona Fiera".

"Il piano degli interventi – ha proseguito Variati – ha disegnato una città più viva per la cultura e il turismo, con risposte che riqualificano e danno nuovo respiro a zone dismesse del centro storico, da San Biagio all’ex Fiera ai Giardini Salvi".

"Vicenza – ha detto ancora il sindaco – sarà una città più organizzata, sia lungo la nuova spina ovest, dove il centro storico si amplierà trasformandosi nella città della contemporaneità, sia nei quartieri che non diventeranno aree di espansione (in 5 anni abbiamo ipotizzato solo 4000 nuovi abitanti teorici), ma luoghi dove vivere meglio grazie a servizi più diffusi. A partire da quelli sanitari e sociali che diventeranno realtà grazie agli accordi di programma che abbiamo studiato con Ulss e Ipab. Quartieri dove anche il problema della casa troverà una risposta nelle 900 unità abitative destinate ad edilizia residenziale pubblica e housing sociale".

"Scegliendo di far prevalere la città pubblica sul quella privata – ha aggiunto l’assessore Francesca Lazzari – la Vicenza che abbiamo disegnato prevede oltre 7 milioni di metri quadrati destinati ai servizi, pari al doppio di quanto ci chiede la norma; vincoli di tutela importanti, come quelli lungo le mura scaligere e per le villette liberty; lo sviluppo di parchi fluviali, percorsi verdi e la realizzazione del grande parco della pace; la possibilità di trasformare solo 120 mila metri quadrati di SAU (superficie agricola utilizzabile), di cui 87 mila destinati alle piccole edificazioni degli ex bid, sui 300 mila metri quadrati indicati nel Pat; una zona industriale in cui vengono creati ambiti dove, con equità, sarà possibile trasformare il settore manifatturiero soprattutto in terziario avanzato ed inserire i necessari servizi".

Infine un commento sull’operato delle minoranze consiliari: "Mi aspettavo – ha concluso il sindaco – che chi dice di aver un’idea di città diversa dalla nostra l’avrebbe promossa in consiglio comunale attraverso la presentazione di emendamenti generali. Nulla di tutto ciò ieri sera è avvenuto".

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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