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10/07/2009

PAT, Lazzari: "Dalla minoranza intimidazioni inaccettabili e arroganza per nascondere cumuli di menzogne"

"Dalla minoranza sul PAT oggi abbiamo assistito a comportamenti segnati da un'insopportabile arroganza, condita di intimidazioni inaccettabili, forse necessaria per nascondere cumuli di patetiche menzogne e la frustrazione per non essere loro riusciti, in dieci anni, a chiudere il riassetto del territorio che noi completeremo in pochi mesi, in meno di un anno e mezzo dalla vittoria elettorale". E' il commento dell'assessore alla progettazione e innovazione del territorio del comune di Vicenza, Francesca Lazzari, alle accuse mosse stamani da tre esponenti dell'opposizione consiliare: Manuela Dal Lago, Massimo Pecori, Marco Zocca.

I tre rappresentanti dell'opposizione, come denuncia in una lettera al sindaco, al segretario generale e al presidente del consiglio comunale l'assessore Lazzari, "sono entrati negli uffici interrogando i dipendenti su cosa stessero facendo e intimando di mostrare cartografie e materiale inerente al PAT". L'esponente della giunta Variati, impegnata in questi mesi nell'elaborazione del nuovo PAT, replica anche alle accuse mosse dai tre consiglieri di minoranza: quella di non aver avuto accesso agli atti relativi al PAT, e quella secondo cui l'amministrazione avrebbe commissionato esternamente l'elaborazione del documento. "Sono accuse ridicole - afferma Lazzari - fatte in malafede. In primo luogo, come attesta l'immediata risposta scritta alle richieste avanzate formulata dal direttore del settore Urbanistica architetto Antonio Bortoli, non ci sono al momento atti "formati", e cioè chiusi e formalizzati, a cui chiedere l'accesso come da poteri ispettivi riconosciuti ai consiglieri". 

Anche il parere del segretario comunale, cui è stata sottoposta la verifica della legittimità della richiesta di accesso, conferma come per "atti" si debbano intendere documenti - al limite anche istruttori - che siano almeno formalizzati come proposte firmate da dirigenti o funzionari, e non elaborazioni aperte e in fase di aggiustamento e definizione.

"I consiglieri affermano - prosegue l'assessore - che il PAT sarebbe chiuso, tanto che l'amministrazione avrebbe annunciato un'imminente presentazione nei quartieri: falso, perchè gli incontri che faremo dalla prossima settimana, come spiegato chiaramente, saranno dei confronti con i cittadini sulle grandi tematiche della mobilità, dell'ambiente, della vivibilità, e così via. Confronti che, per l'appunto, serviranno a "registrare" le linee portanti di un PAT che con tutta evidenza non è affatto chiuso".

"Quanto poi all'accusa per cui il PAT sarebbe elaborato esternamente - chiosa l'assessore - mi viene da ridere: accusano noi di aver fatto ciò che, peraltro legittimamente, hanno fatto loro, che affidarono l'elaborazione del loro tentativo di PAT a un professionista esterno, il prof. Crocioni. Sono lieta di smentirli anche su questo: il loro PAT, che è rimasto solo sulla carta perchè in un mandato non sono stati in grado di portarlo ai passaggi di conferma in giunta e in consiglio comunale, aveva una firma ben precisa e chiaramente esterna. Era il "PAT Crocioni". Noi presenteremo alla città il "PAT Variati", frutto di elaborazione interna e di una regia in capo alla giunta. Ma per essere totalmente precisi e non dare adito ad altre stucchevoli e miserabili polemiche come quelle viste oggi, voglio chiarire chi sono le figure esterne che collaborano all'elaborazione del documento: si tratta di quattro consulenti chiamati dalla precedente amministrazione, cioè da chi oggi ci accusa, che stanno semplicemente proseguendo il lavoro iniziato. Su temi estremamente specifici: c'è uno studio di agronomi, un ingegnere idraulico, un'esperta di calcoli e dimensionamento, e chi elabora la VAS. Come è facile capire, non vi è tra questi alcun "regista occulto" ed esterno. Ripeto: la regia del PAT è nostra, a differenza di quello che fecero Zocca e compagnia. E il nostro PAT noi lo porteremo a casa, anche qui a differenza di quanto non furono in grado di fare loro. E forse è questo che brucia".    

Un'ultima nota Francesca Lazzari la dedica ai modi di presentazione della richiesta: "Non posso accettare che si ripetano ronde "ispettive" all'interno degli uffici, stazionamenti di ore con clamore nei corridoi da parte di chiunque, che siano onorevoli o semplici consiglieri. Non accetto arroganza né minacce di denuncia alla Procura nei confronti del direttore e dei collaboratori. Non so se i toni del "lei non sa chi sono io" avevano il solo scopo di creare disturbo e intimidire la struttura o di procurare una inutile visibilità personale: certo che come assessore è mio dovere ed intendo far rispettare il lavoro dei miei collaboratori".

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