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12/11/2012

Ore 16:57 - Maltempo, i primi interventi di ripristino

Variati: “I lavori e la prevenzione hanno contenuto i danni”

“La difesa idraulica di Vicenza ha bisogno di due cose: argini e bacini. I lavori sugli argini  sono a buon punto. Per i secondi, in particolare quello di Caldogno, serve fare presto, altrimenti le parti più fragili della città andranno sotto ogni volta che ci sarà una piena superiore ai 5 metri e 80”. Il giorno dopo l’emergenza, dopo aver annunciato “l’ultimatum” a Regione e Coldiretti per lo sblocco del bacino, il sindaco Achille Variati ha fatto il punto della situazione.
Ieri, a ponte degli Angeli, il fiume è arrivato a 6 metri, ma fino ai 5 metri 70/80 centimetri i lavori strutturali già completati e quelli provvisori messi in piedi tra venerdì e sabato hanno tenuto. Due anni fa il sistema era entrato in crisi già a 5 metri e 20.
Tutto ciò, sommato all’imponente azione di informazione scattata con il pre-allarme di sabato, si è tradotto in un consistente contenimento dei danni. Con una portata massima nella fase acuta della piena di 300 metri cubi al secondo rispetto ai 340 del 2010 e un livello massimo a ponte degli Angeli di 6 metri rispetto ai 6 metri e 16 di due anni fa, la superficie interessata dagli allagamenti è stata di 2,3 chilometri quadrati contro i 16,6 chilometri del 2010. Le strade circa 56, contro le 266 della grande alluvione. Stime definitive ancora non ce ne sono, ma solo sul fronte delle auto danneggiate se ne contano un paio, contro le 845 di due anni fa. Quanto alle attività produttive, secondo i primi dati raccolti dall’assessore allo sviluppo economico Tommaso Ruggeri, sono stati segnalati alcuni scantinati allagati rispetto alle 575 ditte alluvionate nel 2010.
“I lavori – ha detto Variati dopo essersi confrontato con il Genio civile – hanno spostato da 5 metri e 20 a 5 metri e 80 il livello del fiume sopportabile dalla città. Come dire che in due anni abbiamo recuperato 60 centimetri, fatto salvi alcuni reflussi di acque bianche. Ieri, però, siamo arrivati ai 6 metri. Troppo, senza il bacino di laminazione di Caldogno, progettato per accogliere 3,8 milioni di metri cubi d’acqua, e senza il secondo invaso  a nord di viale Diaz da 1 milione di metri cubi e 12 milioni di euro di cui 1 solo finanziato”.
In attesa di queste opere fondamentali, proseguiranno i lavori sugli argini, tutti finanziati: saranno completati entro l’autunno dell’anno prossimo ad opera del Genio civile, per 6 milioni di euro, da viale Diaz a Porta Santa Croce.
Tra gli interventi già programmati, ma non realizzati in tempo per la piena di ieri, ci sarà la rete elettrosaldata con diaframma in cemento che impedirà all’acqua di risalire verso le proprietà di viale Trento.
Quella zona, insieme a quella di via Allegri, via Sartori e viale Brotton, è risultata tra le più danneggiate a nord: “Oggi – ha detto l’assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini  – sono stati eseguiti 160 interventi di aspirazione dell’acqua ad opera di vigili del fuoco e di 34 squadre di volontari della protezione civile provinciale, pari a 140 uomini giunti con 53 motopompe. Ora resta il fango che in queste ore viene pulito dal personale di Aim insieme a due squadre di una trentina di volontari”.
Interventi di ripristino e pulizia sono in corso anche a sud, in particolare a Ca Tosate, dove i lavori del consorzio di bonifica Alta pianura veneta hanno tenuto fino a 5 metri e 80, ma dalle 17 di ieri non hanno più retto, come ha testimoniato l’assessore Ennio Tosetto che ha presidiato a lungo quella parte di territorio.
Già ieri sera, con il ritiro dell’acqua dalle strade, Aim ha spazzato e lavato le strade dal fango, mentre gli agenti di polizia locale, in azione ininterrottamente da sabato con più di 70 uomini, hanno regolato tutte le attività di controllo e ripristino della viabilità ordinaria.
Sul territorio, insieme ad agenti e tecnici, ieri hanno operato anche 27 volontari della protezione civile comunale, a cui si sono aggiunti 161 dipendenti comunali.
Sul fronte dell’assistenza, solo due anziani hanno avuto bisogno di accoglienza all’istituto Ipab di Parco Città, mentre due famiglie di via Allegri e Ca’ Tosate hanno trovato ospitalità da amici. Al campo nomadi sono già rientrati anche i bambini.
Questa mattina, come ha ricordato l’assessore Moretti, tutte le scuole sono state regolarmente aperte dopo gli accertamenti che hanno fatto emergere solo qualche infiltrazione di lieve entità agli istituti Vittorino da Feltre e Malfermoni.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi, si sono allagati gli spogliatoi dello stadio Menti.
Nessun danno al Teatro Olimpico, solo qualche infiltrazione al Palazzo Chiericati che sarà completamente riaperto da mercoledì e al teatro Astra.
L’assessore al verde urbano Antonio Dalla Pozza ha rilevato che si sono allagati quelli di via Sartori e di Padre Uccelli, mentre Parco Querini ha subito un allagamento contenuto verso la Peschiera e il reflusso dell’acqua da contrà Chioare e da viale Rumor. L’acqua, infine, ha invaso l’impianto elettrico del depuratore di Casale, che è andato in blocco.
A tutto il personale, i volontari, i rappresentanti delle categorie economiche e degli ordini professionali che hanno collaborato ad avvisare la popolazione e le attività produttive della zona a rischio è andato il ringraziamento del sindaco e di tutta l’amministrazione.
Il sindaco, infine, ha voluto ringraziare il meteorologo Marco Rabito per i preziosi suggerimenti e tutta la stampa, impegnata ieri in una vera azione di servizio pubblico per la città.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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