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15/04/2014

Bomba Day (25 aprile), per gli artificieri si tratta di un ordigno molto pericoloso

Preoccupano lo stato di conservazione e il tipo di esplosivo, ma le manomissioni risalgono al primissimo Dopoguerra

“Quello squarcio risale a manomissioni di recuperanti del primissimo Dopoguerra”. A smentire le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal consigliere comunale Claudio Cicero è un protagonista di quello che si preannuncia come uno dei disinneschi più complessi e delicati affrontati in Europa, il capitano Salvatore Toscano del Secondo reggimento genio guastatori di Trento.

L'artificiere, alle richieste di delucidazioni del sindaco Achille Variati in seguito alle dichiarazioni del consigliere comunale in merito alla bomba rinvenuta all'ex Dal Molin, ha infatti risposto: “Sull'ordigno non sono state rilevate manomissioni recenti. L'apertura è stata praticata subito dopo il lancio durante la Seconda Guerra Mondiale o negli anni immediatamente successivi. Quello squarcio, però, ci ha permesso di fare analisi dettagliate sulla tipologia dell'esplosivo che, per il particolare contenuto di alluminio, si è rivelato estremamente potente. Anche la terza spoletta, inoltre, è risultata essere armata. E ciò aumenta ulteriormente la pericolosità della bomba da disinnescare con modalità che diventeranno un caso di studio per l'intera Nato. Il rischio è reale”.
Contemporaneamente anche la ditta G.A.P. Service srl, incaricata dal Comune della bonifica bellica, ha scritto al sindaco, respingendo in maniera categorica le accuse di manomissione mosse dal consigliere comunale Cicero e informando l'amministrazione comunale di aver dato mandato ai propri legali di valutare eventuali azioni a tutela dell'immagine aziendale.
“E' evidente – è la conclusione del sindaco – che non esiste alcun giallo: la bomba così è stata trovata e così è stata conservata, in attesa dell'intervento di disinnesco che potrà avvenire soltanto attraverso il despolettamento e il successivo svuotamento dell'esplosivo ad opera di artificieri qualificatissimi. Poiché il rischio di deflagrazione non può essere azzerato del tutto, l'evacuazione è obbligatoria per 27 mila persone nel raggio di 2 chilometri e mezzo. Il 25 aprile serve la collaborazione di tutti. Chi non collabora può rischiare addirittura la vita”.
Prosegue, nel frattempo, la pianificazione relativa all'allestimento del Centro direzionale di coordinamento da cui saranno dirette tutte le fasi dell'evacuazione. “D'accordo con il prefetto – conferma il sindaco – per l'assoluta particolarità dell'evento abbiamo ritenuto più strategico non attivarlo in Prefettura, ma negli ampi e attrezzati spazi messi gratuitamente a disposizione dalla Fiera che ringrazio”.
La grande hall di via dell'Oreficeria, dunque, dalle 5 del mattino del 25 aprile ospiterà il CDC, cioè il Centro direzionale di coordinamento formato dai referenti di tutte le funzioni essenziali alla riuscita dell'evacuazione: mobilità, assistenza alla popolazione, sanità, coordinamento delle associazioni di volontariato, ordine pubblico, coordinamento del disinnesco, servizi essenziali come luce, acqua, gas e telefonia. Insieme al sindaco Variati, commissario delegato al coordinamento dell'evacuazione, in Fiera opereranno anche tutte le massime autorità del territorio, dal prefetto al delegato regionale per la predisposizione del piano da attivare in caso di deflagrazione. Un'apposita sala sarà attrezzata per comunicare direttamente con la protezione civile nazionale e con il Governo.

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Il sindaco con il capitano Toscano Il sindaco con il capitano Toscano e lo staff della protezione civile Il sindaco con il capitano Toscano

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