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08/01/2014

Rifiuti domestici contenenti amianto: rifinanziato il servizio di raccolta e smaltimento

Già 3500 i metri quadrati di materiale smaltiti in tre anni e mezzo

Il Comune rifinanzia il servizio di “Micro raccolta amianto” che dall'agosto del 2010 offre ai cittadini la possibilità di eliminare il materiale pericoloso. Si tratta di un contributo dell'assessorato alla progettazione e sostenibilità urbana che copre il cosiddetto “diritto di chiamata”, una cifra tra i 150 e i 250 euro, altrimenti a carico del cittadino che deve così farsi carico solo del costo dello smaltimento vero e proprio, eseguito da AIM Ambiente.

L'iniziativa, voluta dall'amministrazione comunale in sintonia con quanto auspicato dal Piano Regionale di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dei pericoli derivati dall'amianto”, dal 2010 a oggi con un finanziamento complessivo di 20 mila euro ha contribuito allo smaltimento di oltre 3500 metri quadrati di coperture ondulate contenenti amianto, pari a 32.200 chilogrammi di materiale rimosso in 85 differenti interventi. Ciò ha contribuito in modo significativo a ridurre il quantitativo di materiale pericoloso abbandonato nel territorio comunale illecitamente o affidato a soggetti non autorizzati, con notevole risparmio in termini di costi successivi a carico della collettività.

Considerato il buon riscontro registrato in questi tre anni e mezzo di attività, l'amministrazione comunale, su proposta dell'assessorato alla progettazione e alla sostenibilità urbana, ha ora stanziato altri 5 mila euro, invitando tutti i cittadini che devono ancora smaltire materiale con amianto a contattare AIM Ambiente per concordare le relative operazioni.

Altri Comuni – ha ricordato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza – hanno fornito ai cittadini il kit per la rimozione diretta del materiale. Noi abbiamo ritenuto che la forma del contributo fosse più valida, per evitare rimozioni incaute e smaltimenti non corretti. Gli 85 interventi eseguiti fino ad oggi sono un numero significativo. Con l'ulteriore contributo di 5 mila euro contiamo di raggiungere il centinaio di rimozioni. Non sarà la soluzione definitiva del problema, ma di certo un incentivo ad evitare di gettare materiali con amianto nei cassonetti o nei fossi, dalle onduline fino ai vecchi assi da stiro”.

A questo proposito l'assessore ha ricordato che la legge punisce chi abbandona l’amianto. É infatti prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 600 fino a 1.200 euro, mentre chi effettua la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dell’amianto senza autorizzazione può incorrere nel reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata che prevede l’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da 2.600 a 26mila euro.

Con il servizio di “Micro raccolta amianto” è possibile eliminare materiale contenente amianto, come lastre tipo eternit o manufatti in matrice compatta, in quantitativi di superficie e peso limitati. Il servizio può essere richiesto dai titolari di un’utenza domestica, che abbiano la necessità di smaltire materiali contenenti amianto con un peso massimo di 1.125 chilogrammi, contattando dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 il numero 0444394012. In altri orari sarà possibile lasciare un messaggio alla segreteria telefonica componendo il numero 0444394014 (valore.ambiente@aimvicenza.it). I tecnici di Aim Ambiente potranno effettuare dei sopralluoghi preliminari per verificare la fattibilità dell'intervento.

Fin qui il servizio per lo smaltimento domestico, ma l'assessore Dalla Pozza ha ricordato come la problematica della rimozione dell'amianto sia molto più complessa e riguardi anche le superfici industriali e gli edifici pubblici. “Dal 2008 ad oggi – ha dichiarato – sono stati circa 300 i procedimenti aperti dal settore ambiente in seguito a segnalazioni relative a privati e aziende. Va detto però che non sempre si è trattato di amianto, come chiarito dalle analisi di laboratorio, e che non sempre è stato necessario ordinare la rimozione del materiale: se, infatti, non c'è pericolo di dispersione della fibra, basta la redazione di un dettagliato piano di monitoraggio. Per affrontare in modo radicale la questione servirebbe però il censimento delle coperture in amianto presenti in città, da avviare con finanziamenti regionali annunciati, ma mai stanziati”.

Tra i casi più significativi risolti nell'ultimo periodo, l'assessore Dalla Pozza ha ricordato la bonifica eseguita all'ex Zambon con mezzo milione di euro stanziato dalla Regione, quella nell'Oasi della Valletta del Silenzio costato al Comune 20 mila euro per intervenire nel prefabbricato ex Agriter.

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