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26/09/2012

Emergenza abitativa: arrivano la coabitazione solidale e un nuovo regolamento

Problema casa: la giunta comunale individua nuove soluzioni per far fronte all’emergenza abitativa. Questa mattina ha fatto il punto della situazione l’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari che ha ottenuto il via libera dell’esecutivo ad una serie di provvedimenti finalizzati a dare risposte a chi, soprattutto a causa della crisi, sta perdendo la casa. Si tratta di una delibera che alza il tetto degli alloggi erp da destinare a questa particolare tipologia, di un nuovo regolamento che consente la consegna di appartamenti a chi è sfrattato perché non paga l’affitto e dell’avvio di un progetto di coabitazione solidale per ospitare più persone in difficoltà in uno stesso appartamento.
“In città – ha dichiarato l’assessore Giuliari – c’è una sofferenza generata proprio dal proliferare degli sfratti che richiede una risposta da parte dell’amministrazione. Se da un lato è corretto non offrire il paracadute di una casa popolare a chi di prassi non paga l’affitto, dall’altro non possiamo ignorare che la crisi economica sta creando situazioni sempre più gravi, dovute soprattutto alla perdita del lavoro”.
Nel 2010 gli sfratti sono stati 272; quelli per morosità corrispondono al 96%, mentre dieci anni prima costituivano il 65% del totale.
Di qui la decisione dell’amministrazione comunale di riservare il 15% delle assegnazioni erp previste per il 2012, pari a 7 su 50 alloggi, proprio all’emergenza abitativa e di chiedere alla Regione l’autorizzazione a riservare altri 5 alloggi a questo scopo.
Non solo: a dieci anni dal precedente documento l’assessorato alla famiglia e alla pace ha elaborato un nuovo regolamento che fissa i criteri per l’assegnazione delle case a chi si trova in una situazione di emergenza abitativa: “Quello che sottoponiamo al consiglio comunale – ha spiegato l’assessore Giuliari – è un provvedimento molto atteso che recepisce, tra l’altro, proposte e iniziative portate avanti da alcuni consiglieri comunali, come Gerardo Meridio e Cinzia Bottene, e da associazioni come il Sunia”. Il nuovo regolamento prevede, tra l’altro, l’istituzione di una commissione formata da assessore e dirigente del settore, da due consiglieri comunali, tre rappresentanti dei sindacati degli inquilini e uno dei proprietari, un esponente del volontariato sociale che esaminerà le diverse situazioni e individuerà i casi particolari per i quali procedere in deroga al divieto di assegnare un alloggio a chi ha lo sfratto per morosità. Il provvedimento, inoltre, dà la possibilità di chiedere l’emergenza abitativa anche ai separati che lasciano l’alloggio familiare e agevola nella graduatoria chi ha lo sfratto esecutivo, i nuclei con un solo genitore e figli minori, gli anziani con più di 65 anni, i disabili e le famiglie assistite dai servizi sociali.
Per fronteggiare la carenza di alloggi, infine, l’assessorato alla famiglia e alla pace lancia il nuovo servizio della coabitazione solidale: “In collaborazione con la Società San Vicenzo de Paoli e di un altro istituto religioso che desidera rimanere anonimo - ha annunciato l’assessore Giuliari – ospiteremo per un periodo di 12 – 18 mesi una trentina di persone in appartamenti in cui ciascuno potrà contare su un posto letto, o su una camera privata se si tratta di genitori con figli, ma dividerà la cucina, il soggiorno, il bagno, la lavanderia con gli altri ospiti, con l’aiuto di un educatore che promuoverà la condivisione e l’aiuto reciproco, dal fare la spesa all’accudimento dei bambini e degli anziani, fino alle pulizie domestiche”.
Questa soluzione innovativa andrà ad aggiungersi alle forme più tradizionali di aiuto a chi  si trova in uno stato di emergenza abitativa con un costo a carico del Comune di 213 mila euro all’anno: oltre all’inserimento negli alloggi temporanei comunali o privati, che attualmente sono 75, sono previsti un sostegno al reddito per pagare l’affitto, accordi con i proprietari, ospitalità in comunità mamma-bambino, in albergo o nelle strutture di accoglienza comunali.
“Queste – è la conclusione dell’assessore - sono le nostre risposte alle sollecitazioni della comunità, ma le case non bastano mai. Invito i proprietari dei 7000 appartamenti sfitti a darci una mano per aiutare i concittadini in difficoltà, imitando i tanti Vicentini che già hanno messo a disposizione per qualche tempo le proprie abitazioni vuote a conoscenti che stanno attraversando un momento di difficoltà”.
Ad ottobre, intanto, uscirà il nuovo bando per l’assegnazione delle case di edilizia residenziale pubblica: attualmente sono 2813 gli alloggi assegnati con questa modalità.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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