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19/05/2011

Variati incontra i profughi e consegna copia della Costituzione tradotta: "Siate responsabili, rispettate le regole, non fate errori"

Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha oggi incontrato il gruppo di venti profughi africani giunti ieri in città, a seguito della richiesta di accoglienza formulata da Stato e Regione. I venti, tutti giovani nati tra il 1987 e il 1992, provengono da Ghana, Niger, Guinea Bissau, Mali, Zambia, Costa d’Avorio, Senegal, e sono tutti in buone condizioni nonostante le privazioni durante la loro fuga verso l’Italia. La maggior parte parla francese, alcuni inglese. Sono partiti in nave dalla Libia, sbarcati a Lampedusa, poi transitati per Genova e Villafranca. Dopo un lungo viaggio sono giunti ieri a Vicenza, con prima tappa all’ospedale san Bortolo, dove sono stati sottoposti a uno screening medico per escludere possibili malattie infettive. Oggi, dopo la prima notte passata nell’ala dismessa dell’istituto Salvi (Ipab) riallestita per l’occasione grazie alla collaborazione degli Alpini, due dei quali hanno passato la notte assieme a loro, hanno iniziato le attività previste per facilitare la loro ospitalità sul territorio vicentino.

Il sindaco Variati ha raggiunto al Salvi, verso l’ora di pranzo, il presidente dell’Ipab Giovanni Rolando e l’assessore al sociale Giovanni Giuliari, che stanno coordinando la gestione del gruppo di profughi, ciascuno per le proprie competenze. Già da oggi i rifugiati, dopo aver trascorso “la prima notte di sonno tranquillo da quando siamo partiti” – come hanno raccontato al sindaco – ed essersi rifocillati hanno iniziato una serie di attività. Grazie al supporto di un mediatore culturale, di psicologi specializzati nelle emergenze messi a disposizione dalla Croce Rossa, del personale dell’assessorato al sociale e della cooperativa Cosep stanno iniziando colloqui tesi a ricostruire esperienze e competenze dei rifugiati, e a sondarne le intenzioni per il futuro. Allo stesso tempo, vengono loro illustrate alcune “regole” di convivenza all’interno della struttura che li accoglie, visto soprattutto che a poca distanza sono ospitati anziani bisognosi di assistenza, e “norme di condotta” per una positiva interazione con l’ambiente cittadino. Nei prossimi giorni, con la Questura, verranno perfezionate le pratiche per la documentazione dei rifugiati, che come tali hanno libertà di movimento sul territorio, concessa dallo Stato.

Il sindaco ha voluto parlare direttamente ai giovani profughi: “Vi accogliamo nella nostra città – ha detto Variati – nella consapevolezza delle situazioni spesso terribili da cui siete fuggiti. E vi offriamo una mano. Ma chiedo a voi una promessa: di essere responsabili, di rispettare le regole, di non fare errori. Per quelli di voi che sceglieranno di restare a Vicenza, dalla prossima settimana studieremo delle attività anche lavorative, perché ritengo giusto che vi impegniate nella comunità che vi accoglie. Aiuteremo chi di voi rispetta le regole di convivenza che vi stiamo illustrando, ma non aiuteremo più chi le infrangerà”.

Ai ragazzi Variati ha voluto consegnare una copia della Costituzione italiana tradotta in francese e in inglese: “Queste pagine – ha detto loro il sindaco – contengono le più alte regole della nostra democrazia, affermano i diritti e i doveri che ciascuno si impegna a fare propri. Fatene tesoro”.

A margine dell’incontro, il sindaco ha commentato il programma messo a punto dall’amministrazione per gestire la propria parte dell’emergenza profughi: “Di fronte al dramma che investe l’Italia Vicenza ha scelto di non dire di no alle richieste giunte dal Governo e dalla Regione, attraverso la Prefettura. Credo che sia un dovere politico e civile non girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi che ci interpellano. Ma abbiamo fissato delle regole chiare e messo in piedi un’organizzazione che, grazie all’aiuto di tanti soggetti, speriamo possa dare una risposta positiva ed efficace: di aiuto ai disperati che bussano alle nostre porte, di tutela nei confronti della nostra comunità. Sono situazioni complesse e difficili da gestire – ha concluso il sindaco – ma credo che il modo giusto per affrontarle sia governarle con responsabilità, non ignorarle in modo demagogico”.  

 

 

 

 

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