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26/04/2010

Nuovo statuto dell’Ipab verso il parere del consiglio comunale. Tra le novità, meno componenti del cda, riduzione delle indennità e istituzione del Comitato dei familiari

Un consiglio di amministrazione più leggero, per numero di componenti e per indennità, incompatibile con le cariche di sindaco, consigliere ed assessore comunale, provinciale e regionale, chiamato a presentare ogni anno al consiglio comunale il bilancio e la relazione annuale sullo stato di gestione. Queste alcune delle novità del nuovo statuto dell’Ipab elaborato dal commissario straordinario Tiziano Zenere che ha recepito gran parte delle indicazioni dell’amministrazione comunale. Sul nuovo statuto il consiglio comunale esprimerà un parere prima che il documento venga approvato dalla Regione entro il 24 maggio, quando terminerà il mandato del commissario straordinario. Dopo di allora il sindaco potrà nominare i componenti del nuovo cda. “Con il commissario Zenere e il direttore dell’Ipab Fiorin – commenta l’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari – abbiamo lavorato in modo proficuo e costruttivo. La collaborazione instaurata ha consentito di rasserenare i rapporti tra i due enti, con l’unico obiettivo di sviluppare le politiche sociali per gli anziani non autosufficienti. Alla luce di questa esperienza mi auguro che con il nuovo cda si possa da subito cominciare a lavorare con e per le persone. Non ci interessa solo costruire nuove strutture, ma attivare modalità di accoglienza innovative sotto i profili dei servizi e delle relazioni, valorizzando le professionalità che l’Ipab possiede”.
Nel dettaglio, il nuovo statuto prevede che il consiglio di amministrazione dell’Ipab passi da 9 a 5 membri, che i componenti siano nominati solo 2 volte consecutive, che la durata del consiglio sia di 5 anni. A questo proposito non è stata accolta la richiesta del Comune di far coincidere la scadenza del consiglio di amministrazione con quella del mandato amministrativo del sindaco che lo ha nominato. E’ stata introdotta, invece, una norma transitoria che farà durare il primo cda dell’Ipab, nominato dopo il commissariamento regionale, solo tre anni: in questo modo i due  mandati saranno coincidenti.
Ancora, l’incarico di consigliere dell’Ipab sarà incompatibile con la carica di sindaco, consigliere, assessore del Comune, della Provincia, della Regione, di direttore generale, sociale, amministrativo e sanitario dell’Ulss, di dipendente Ipab o di altre strutture che si occupano di servizi sociali e sanitari. Ancora, a sancire un più stretto rapporto tra i due enti, il presidente dell’Ipab dovrà presentare al consiglio comunale il bilancio e la relazione annuale sullo stato di gestione. Quanto alle indennità del consiglio di amministrazione, l’importo complessivo lordo non potrà superare lo 0,25% delle entrate effettive di gestione, riferite all’ultimo conto consuntivo approvato. Tale percentuale, relativamente all’ultimo bilancio, è di circa 51 mila euro, che si tradurrebbe in indennità massime pari a circa 2.500 euro per il presidente, a circa 800 euro per il vicepresidente e a circa 1200 euro complessivi da dividere tra i tre i consiglieri, praticamente la metà dei precedenti compensi: sarà, comunque, il nuovo cda a stabilire queste indennità. Il nuovo statuto, infine, recepisce la proposta del sindaco di costituire il Comitato dei familiari degli ospiti, che collaborerà con l’Ipab per migliorare la qualità dei sevizi e la diffusione delle informazioni alle famiglie e per promuovere iniziative integrative per elevare la qualità della vita degli ospiti.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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