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12/05/2009

Alzheimer, avviati i gruppi di auto-mutuo-aiuto

Oltre cento le persone presenti a ciascuno dei tre incontri formativi del ciclo “Perduta… mente”, promossi dall’assessorato alla famiglia e alla pace del Comune di Vicenza tra febbraio e marzo scorsi nella sala della circoscrizione 4 in via Turra. Destinate ai famigliari di malati di Alzheimer, le tre serate hanno voluto dare loro una prima risposta al bisogno di sentirsi meno isolati e angosciati. Per questo al termine del ciclo sono stati avviati tre gruppi di auto-mutuo-aiuto che, composti da 10-12 persone, si riuniscono in orari e sedi diverse ogni 15 giorni con il coordinamento di due facilitatori (un assistente sociale e un operatore comunale): uno a Villa Lattes alle 20.30, gli altri due in via Turra 70, uno alle 20 e l’altro alle 17.30.

“Questi gruppi – spiega l’assessore Giovanni Giuliari – rappresentano un momento di confronto fra le famiglie e le singole persone accomunate tra loro dal gravoso problema di assistere persone malate di Alzheimer. Il gruppo aiuta a sviluppare strategie e capacità per affrontare tutti gli aspetti che riguardano le attività di cura e assistenza del malato e a superare i periodi di angoscia che ne derivano. I partecipanti inoltre hanno così l’occasione per scambiarsi informazioni sulle terapie e sugli aspetti medico-farmacologici”.

Le stesse serate formative sono state particolarmente apprezzate, come dimostrano i risultati del breve questionario sottoposto a 42 partecipanti al termine del ciclo formativo: oltre il 90 per cento si è infatti dichiarato soddisfatto o molto soddisfatto del corso.

Le altre domande poste per conoscere più da vicino le esigenze e la situazione di chi assiste malati di Alzheimer hanno evidenziato che nel 43 per cento dei casi i famigliari sono ammalati da due anni, il 36% da due a sei anni, il 12% da sei a dieci anni e il 6% da oltre sei anni. Il 40 per cento degli intervistati ha poi risposto che i famigliari affetti da Alzheimer vivono in famiglia.

Durante la partecipazione dell’intervistato al ciclo formativo, inoltre, il 32% ha risposto che il famigliare è rimasto a casa con il resto della famiglia, il 22% che è rimasto a casa da solo, un altro 22% che lo ha affidato ad una badante, il 2% ha risposto che si trova in un istituto, percentuale questa pari a quella di chi ha risposto che lo ha portato con sé all’incontro (il 20% invece non ha risposto). Infine un terzo degli intervistati gradirebbe che future serate formative approfondissero la rete dei servizi sociali e socio-sanitari, il 20% gli aspetti psicologici, il 18% gli aspetti più specialistici sulle demenze.

A giugno è prevista la programmazione delle prossime attività indirizzate a chi assiste malati di Alzheimer (serate formative e attivazione di altri gruppi di auto-mutuo-aiuto). Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi al settore interventi sociali dell’assessorato alla famiglia e alla pace telefonando allo 0444 222508.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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