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18/09/2013

“Ri-generare architettura per l'emergenza”: tavola rotonda domani in Basilica Palladiana

Domani, giovedì 19 settembre, alle 17, nel loggiato della Basilica Palladiana, si terrà una tavola rotonda a cura di Architetti senza frontiere Veneto dal titolo “Ri-generare architettura per l'emergenza”.

Organizzato nell'ambito del mese di iniziative dedicate all'architettura contemporanea "Vicenza, città dell'architettura n°1/Ri_Generazione", in collaborazione con l'assessorato alla crescita del Comune di Vicenza, l'appuntamento (ad ingresso libero)sarà moderato da Elisabetta Mioni di Asf Veneto e vedrà la partecipazione di Irene Paola Maria Caltabiano del Politecnico di Torino, di Filomena Papa del dipartimento nazionale di protezione civile e del tenente colonnello Franco De Luca dell'Esercito.

L'appuntamento si pone l'obiettivo di esplicitare quali sono i processi di sviluppo che si attuano nei contesti emergenziali, siano essi di carattere sociale, calamitoso, umanitario o post-bellico. La professionalità tecnica dell’architetto come è inserita nel sistema di protezione civile, cooperazione internazionale, cooperazione militare? A seguito di emergenze umanitarie e conseguenti spostamenti di grandi masse di popolazione si rende necessario costituire dei campi profughi e campi di accoglienza: come possono essere realizzati secondo logiche di rapidità, temporaneità e allo stesso tempo tenendo in considerazione lo sviluppo futuro del susseguirsi delle vicende che potrebbero portare alla permanenza oltre il temporaneo?

In tutto il mondo, infatti, a seguito di emergenze umanitarie, calamità naturali o crisi sociali, si evidenzia una crisi abitativa e sociale resa particolarmente complessa dall’evento scatenante e dalle conseguenze che questo lascia nel Paese.

La cooperazione internazionale, civile o militare, la protezione civile italiana, operano costantemente in questo tipo di scenari “ri-generando” un tessuto sociale compromesso dal punto di vista demografico, sociale, economico e ambientale dagli eventi, spesso improvvisi.

A seguito di calamità naturali, è necessario intervenire con campi di prima accoglienza e costruzioni o interventi tali da permettere il superamento dell’emergenza. Si ri-genera in breve tempo un tessuto locale fortemente compromesso che deve continuare a permettere la vita delle persone colpite dalle calamità. Dato che la temporaneità, poi, spesso assume carattere semi temporaneo, ri-generare significa anche porre le basi per il futuro delle popolazioni colpite dagli eventi. È importante quindi che già le strutture provvisorie abbiano alla base uno studio urbanistico e sociale.

A seguito di crisi sociali, belliche o di rivolta popolare, infine, si rende necessario ripristinare i servizi minimi per il ritorno alla convivenza pacifica anche tramite l’elevazione della struttura e cultura della società, meccanismi che si innescano, anche attraverso la realizzazione di reti di servizi (scuole, ospedali…) che aiutano la ri-generazione del tessuto locale.

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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