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24/05/2011

Dire Poesia chiude in grande stile venerdì 27 maggio

Chiude con un ospite di notevole eco internazionale la terza edizione di Dire poesia, il mosaico di incontri con i grandi nomi della poesia contemporanea promosso dal Comune di Vicenza - Assessorato alla Cultura e da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con l’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.
Venerdì 27 maggio alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (ore 18.00) sarà protagonista di un reading delle proprie composizioni il poeta, romanziere e giornalista franco-marocchino Tahar Ben Jelloun.
Ben Jelloun è uno degli autori più conosciuti in Europa. Nato a Fèz (Marocco) nel 1944, ha iniziato la sua carriera di scrittore nei primi anni ‘60, partecipando poi attivamente alla stesura della rivista "Souffles" che diventerà uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa.
Dopo aver conseguito la laurea in filosofia, si è trasferito in Francia dove ha frequentato l'Università di Parigi. Qui ha scritto opere quali "La Plus haute des solitudes" e "La Reclusion solitaire" in cui affronta la difficile condizione degli emigrati magrebini in Francia. L’eco internazionale è arrivata con la pubblicazione di due lavori di grande importanza quali "L'Enfant de sable" e "La Nuit sacrée", quest'ultimo vincitore del premio Goncourt e che ha spinto anche le altre opere di Ben jellloun a essere universalmente tradotte.
Ben Jelloun è autore inoltre di novelle, poesie, opere teatrali, saggi, in cui riesce ad apportare elementi innovativi rispetto alla tradizione a cui egli stesso si rifà.
È molto conosciuto e apprezzato anche in Italia grazie ai suoi interventi su La Repubblica e L’Espresso, dove approfondisce temi legati all’immigrazione e alla cultura araba e islamica.
L’appuntamento di venerdì 27 maggio - preceduto da un incontro mattutino riservato agli studenti di Francese di varie scuole superiori di Vicenza e provincia - verrà introdotto dal poeta e scrittore Paolo Ruffilli ed è in collaborazione con il Festival Biblico. Per questa ragione, nel corso dell’incontro delle 18.00, Tahar Ben Jelloun risponderà anche ad alcune domande relative al tema del Festival Biblico, “Di generazione in generazione”.
L’ingresso alla serata è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

E a Vicenza, venerdì 27 maggio il caffè si gusterà “poeticamente corretto”: numerosi bar e locali del centro assieme al caffè serviranno infatti alcuni cartigli contenenti frammenti poetici di Tahar Ben Jelloun.

I biglietti - distribuiti ad ogni appuntamento di Dire Poesia e contenenti piccole parti di componimenti dell’ospite della giornata -, sono impressi su carta di pregio dai torchi a caratteri mobili manovrati con sapienza da Giovanni Turria de l’Officina arte contemporanea e presentano in anteprima un frammento della poesia inedita che viene poi donata in versione integrale al pubblico presente agli appuntamenti.

Tahar Ben Jelloun
Tahar Ben Jelloun, poeta, romanziere, saggista e giornalista, è uno scrittore franco-marocchino di fama internazionale. Nasce nel 1944 a Fez (Marocco). Nel 1955 si trasferisce a Tangeri e successivamente a Rabat, dove consegue la laurea in Filosofia all’Università “Mohammed V”. Insegna presso alcuni licei del suo Paese  e partecipa attivamente alla rivista “Souffles”, fondata dal giornalista Abdellatif Laâbi e attorno cui si sviluppa uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa. Nel 1971, quando una circolare del Ministero dell’Interno obbliga l’insegnamento della filosofia in arabo, l’autore lascia il Marocco e si trasferisce a Parigi, dove frequenta l'Università ottenendo il dottorato in  Sociologia. Ben Jelloun ha scritto romanzi soprattutto, ma anche racconti, poesie, opere teatrali, saggi, una produzione molto estesa in lingua francese, tradotta in tutto il mondo, in cui ampio spazio trovano le tematiche  dell'emigrazione, del razzismo, della ricerca di identità. In Italia, i suoi libri sono usciti per l’Einaudi di Torino: Creatura di sabbia (1987), Notte fatale (1988; Premio Goncourt nel 1987), Giorno di silenzio a Tangeri (1989), Le pareti della solitudine (1990), Dove lo stato non c’è. Racconti italiani (1991), Lo scrivano (1992), A occhi bassi” (1993), L’amicizia (1995), Lo specchio delle falene (1996), L'albergo dei poveri (1999), Il libro del buio (2001), L’hammam (2002), L’amicizia e l’ombra del tradimento (2004), Mia madre, la mia bambina (2006), L’ha ucciso lei (2008), Marocco, romanzo (2010). La Bompiani di Milano ha pubblicato Corrotto (1994), L’ultimo amore è sempre il primo? (1995), Nadia (1996), La scuola e la scarpa (2000), Jenin. Un campo palestinese (2002), Amori stregati. Passione, amicizia, tradimento (2003), L’ultimo amico (2004), Non capisco il mondo arabo. Dialogo fra due adolescenti (2006), Partire (2007), L’uomo che amava troppo le donne (2010). Hanno suscitato grande interesse i due volumi Il razzismo spiegato a mia figlia del 1998 (per il quale gli è stato conferito dall’allora Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan il Global Tollerance Award) e L'islam spiegato ai nostri figli del 2001, entrambi editi da Bompiani.  Le sue opere poetiche tradotte in italiano sono le raccolte  Stelle velate. Poesie 1966-1995 (a cura di Egi Volterrani, Einaudi, 1998) e Doppio esilio (traduzione di Manuela Giabardo, Edizioni del Leone, Venezia 2009). Ben Jelloun interviene con dibattiti e articoli su testate quali “Le Monde” e, in Italia, “La Repubblica” e “L’Espresso”, analizzando soprattutto temi legati all’immigrazione e alla cultura araba e islamica. Numerosissimi sono i premi e i riconoscimenti dei quali è stato insignito per il suo impegno letterario e sociale.

Per informazioni: Assessorato alla Cultura, tel. 0444222114 – 0444222101 - infocultura@comune.vicenza.it
Beni culturali - Intesa Sanpaolo, tel. 800.201.782 - beniculturali@intesasanpaolo.com

http://direpoesia.wordpress.com/

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