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14/02/2011

Mielandia, dal 18 al 20 febbraio per la prima volta a Vicenza una manifestazione dedicata al miele e ai prodotti dell’alveare

Un’occasione per conoscere e apprezzare le virtù del miele e dei prodotti dell’alveare è quella offerta da “Mielandia”, un’iniziativa totalmente nuova e realizzata per la prima volta proprio a Vicenza dall’assessorato al turismo in collaborazione con l’Associazione E20 di Torino, specializzata nell’organizzazione di eventi e manifestazioni finalizzati al recupero della cultura gastronomica di eccellenza delle diverse regioni italiane.
Questa mattina l’iniziativa, in programma venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 febbraio dalle 9 alle 19.30, in piazza dei Signori, è stata presentata dall’assessore al turismo Massimo Pecori e dalla presidente dell’associazione E20 Manuela Gaiotti.
"Piazza dei Signori in questo fine settimana ospiterà una manifestazione dedicata agli appassionati del miele con una buona offerta di questo prodotto – spiega l’assessore al turismo Massimo Pecori -. “Mielandia” viene proposta per la prima volta in città grazie alla collaborazione dell’associazione E20 di Torino che porterà in piazza anche prodotti a base di miele, alcuni dei quali particolari e poco conosciuti, provenienti da varie regioni italiane. L’iniziativa, che sarà arricchita anche dalla presenza di prodotti artigianali, sono certo che sarà apprezzata non solo dai cittadini, ma anche da chi arriva da fuori Vicenza.”
“La nostra associazione che si dedica all’organizzazione di manifestazioni monotematiche su prodotti tipici in varie città italiane – ricorda Manuela Ghiotti dell’associazione E20 - ha pensato di proporre a Vicenza l’esposizione di miele e di prodotti correlati a questo alimento proprio in prossimità della primavera.”

Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 febbraio, dalle 9 alle 19.30, in piazza dei Signori saranno esposte le eccellenze del miele accompagnate da pannelli con indicate le caratteristiche e le proprietà riconosciute a questo dolce prodotto nella storia dei vari popoli. Sarà possibile partecipare a lezioni ed approfondimenti sul tema tenute da esperti apicoltori presenti alla manifestazione, mentre alcuni cartelli proporranno citazioni da libri e film sull’argomento. Questa vasta area monotematica sarà circondata da un mercatino enogastronomico di prodotti particolari a base di miele: miele al tartufo realizzato con i tartufi di Acqualagna, dolci al miele e cioccolato, aceto balsamico al miele, salse al miele con cui accompagnare i formaggi, bomboloni, goffri e cannoli realizzati con un particolare impasto al miele e crema di miele. Sarà allestito, inoltre, un inedito percorso di prodotti tipici alimentari ed artigianali delle varie regioni italiane, prodotti di eccellenza alimentare doc e docg, oggettistica artigianale ecocompatibile in legno, ceramica, vetro, composizioni floreali secche e fresche. Si potranno acquistare prodotti sardi, romagnoli, liguri (focaccia e pesto) piemontesi, gorgonzole aromatizzate al tartufo, al pistacchio, alle noci al peperoncino, olive e frutta secca, tonno dell’antica tonnara di Favignana. Tra i prodotti artigianali si potranno trovare bigiotteria e pietre dure, artigianato di Positano, prodotti naturali e derivati dalla lavanda.
Il miele, protagonista della manifestazione, oltre a qualità alimentari e curative ha sempre avuto anche una forte valenza rituale e culturale riconosciuta in quasi tutte le aree del mondo. Già in graffiti di trentacinquemila anni fa sono raffigurati esseri umani intenti a raccogliere favi carichi di miele. Questo prodotto naturale, il cui nome sembra derivi dall’ittita “melit”, per millenni ha rappresentato l’unico elemento dolce concentrato disponibile.
Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalirebbero al sesto millennio a.C., mentre una prima forma di apicoltura sembra risalire a quattromila anni fa, quando gli egizi cominciarono a spostare le arnie lungo il Nilo per seguire la fioritura delle piante.
Anche Omero descrive l’attività di raccolta del miele selvatico, definito dai greci “cibo degli dei” o “rugiada celeste” da offrire nei riti religiosi.
Pitagora lo raccomandava quale alimento di lunga vita e le credenze popolari gli attribuivano proprietà di sviluppare saggezza ed eloquenza se somministrato abbondantemente durante l’infanzia. I romani ne importavano grandi quantità da Creta, Cipro e Malta per accompagnare molti cibi dolci e salati. Nella letteratura greca, romana ed araba “il liquido dorato”, mescolato ad erbe e spezie, diventava l’idromele, bevanda considerata un potente afrodisiaco.
Nell’ottavo secolo, Carlo Magno regolamentò lo sfruttamento delle api selvatiche nei possedimenti imperiali, mentre dal quindicesimo secolo presso le grandi abbazie vennero perfezionate le tecniche di allevamento delle api.

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